Il 24 gennaio scorso, secondo l’OMS, non c’erano ancora dati sufficienti per dichiarare che quella del nuovo Coronavirus era una vera e propria emergenza globale (mossa, questa, che ha poi attirato sull’organizzazione citata più di una critica), ma intanto nella nazione dove, stando alle informazioni note finora, tutto è cominciato, ovvero sia la Cina, si stavano già prendendo delle misure draconiane fra le quali rientrava anche la chiusura di Shanghai Disneyland.

Qualche giorno fa abbiamo appreso che oggi il parco avrebbe riaperto i battenti anche se con un’operatività estremamente ridotta rispetto al solito e grazie all’impiego di rigide misure di distanziamento sociale: obbligo di guanti e mascherine per ospiti e impiegati, controllo delle temperature, contact tracing e altri sistemi di rilevamento preventivo. Un modello che, se funzionante a dovere, potrebbe essere utilizzato anche per riaprire altri parchi nel mondo qualora la situazione sanitaria dovesse consentirlo.

Tutto ciò si è tradotto con un primo giorno di riapertura in cui Shanghai Disneyland ha inevitabilmente registrato il sold-out dei circa 20.000 biglietti disponibili che hanno garantito ai primi avventori un’esperienza decisamente meno affollata del solito. In condizioni regolari, il theme park cinese può accogliere più di 80.000 persone su base quotidiana, ma per questo riavvio si è chiaramente deciso di stare anche al di sotto della soglia dei 24.000 ingressi (pari al citato 30% dell’operatività giornaliera) che verrà toccata nelle prossime giornate.

Nella parte superiore di questa pagina potete trovare il video esplicativo che spiega tutte le varie misure che vengono adottate per garantire il distanziamento sociale e elevati standard igienico-sanitari atti a limitare ogni possibilità di contagio.

Misure che possiamo così elencare:

  • Il parco sarà accessibile in maniera limitata, con prenotazione e un sistema di regolazione delle entrate. I proprietari dell’abbonamento annuale dovranno prenotare in anticipo l’accesso.
  • La densità dei visitatori verrà controllata: le code per le attrazioni dovranno rispettare il distanziamento sociale e i veicoli delle attrazioni avranno un carico ridotto
  • Verranno implementate le misure locali di misurazione della temperatura, contact tracing e rilevamento preventivo (tramite l’uso del sistema statale Shanghai Health QR code)
  • Le misure di sanitizzazione e disinfezione saranno aumentate, in particolare alle entrate e alle uscite delle attrazioni e nei punti di contatto come maniglie, corrimano e tornelli
  • I membri del cast verranno adeguatamente informati su come interagire con gli ospiti senza alcun contatto e mantenere il distanziamento sociale

Qua sotto trovate invece il reportage effettuato da New China TV:

 

 

La Walt Disney Company possiede il 43% del parco, con la Shanghai Shendi Group, una joint venture di tre compagnie possedute dal governo municipale di Shanghai, possiede la restante fetta.

Al momento non si sa ancora nulla circa la riapertura dei parchi Disney in Europa e negli Stati Uniti.

Vi invitiamo a prendere visione di quanto indicato sul sito del Ministero della Salute in merito al nuovo Coronavirus.

In questa pagina trovate tutte le nostre notizie collegate alle ripercussioni che tutto ciò sta avendo sull’industria del cinema.