The Irishman, il film di Martin Scorsese prodotto da Netflix, sarà disponibile sulla popolare piattaforma streaming a partire dal 27 novembre.

Dal primo novembre però, il film è nei cinema americani e inglesi (in Italia arriverà il 4, 5 e 6 novembre come vi abbiamo già spiegato) dove potrà restare fino al giorno di debutto online (non è ancora chiaro se, come Roma di Cuaròn, potrà restarci anche una volta a portata di telecomando o tablet su Netflix).

Il problema, in ogni angolo del globo, resta il mancato accordo fra il colosso di Los Gatos e gli esercenti cinematografici in materia di finestra fra sala e “home video”. Le maggiori catene americane ed europee hanno difatti giudicato insufficienti i circa 27 giorni che separano l’esordio sul grande schermo da quello casalingo e, come già accaduto per il già citato Roma, saranno solo le realtà indipendenti a proporre The Irishman qua e là per il globo. Ancora non si conosce il numero preciso dei cinema, ma considerato che per il lungometraggio di Alfonso Cuaròn erano circa 1.100 (di cui 250 in America) è legittimo ipotizzare un numero analogo.

Il New York Times, in un interessante report sulla situazione, cita in maniera alquanto esplicita l’indignazione dei vari rappresentanti degli esercenti cinematografici a stelle e strisce, tra cui John Fithian Presidente della NATO (National Association of Theater Owners), per il mancato raggiungimento di un accordo sulla finestra di release extra-cinema. Netflix non era intenzionata a concedere più di 45 giorni di esclusiva cinematografica, mentre la maggioranza delle catene insisteva per il canonico minimo di 72 giorni.

Queste le parole di Fithian:

È una disgrazia nonché una vera e propria delusione che Netflix e i proprietari delle maggiori catene di cinema non siano riusciti a trovare una maniera per far sì che un film rilevante come questo di Martin Scorsese arrivasse su un numero adeguato di schermi. Si tratta di un regista di chiara fama, un cinefilo che ha realizzato pellicole di ogni tipo e di fondamentale importanza per l’industria. Il risultato è che The Irishman verrà proposto da un decimo dei cinema in cui dovrebbe stare se Netflix fosse stata disponibile a un compromesso con i nostri membri.

Questa posizione è, paradossalmente, condivisa anche da due interpreti della pellicola, Al Pacino e Ray Romano, che però chiaramente si dichiarano lieti del fatto che quantomeno, in alcuni cinema, arriverà comunque:

Al Pacino: è un’esperienza differente. Quando guardi qualcosa in televisione, se vuoi puoi mettere in pausa e respirare un attimo. Al cinema no. Sei preparato a un altro genere di esperienza. Che cambia quando sei a casa. Ma è comunque grandioso che sia nei cinema e che si possa in ogni caso vivere questa esperienza.

Ray Romano: credo che se c’è un film che è anche un valido argomento per mantenere viva l’esperienza cinematografica è The Irishman. Ma il fatto che stia anche su Netflix significa che le persone che non potevano vederlo potranno farlo. Poi ovviamente l’esperienza in sala è fatta di condivisione, di silenzi trascinanti. In cui provi le stesse sensazioni in compagnia di persone che non conosci.

Al Pacino: con altri film, come quelli più grandi e popolari, i film della Marvel, c’è questo genere di esperienza. Sono come degli eventi sportivi. La gente ci va e li vive.

The Irishman, la sinossi!

Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci recitano nel film di Martin Scorsese THE IRISHMAN, una saga epica sul crimine organizzato nell’America del dopoguerra, vista dagli occhi del veterano della Seconda guerra mondiale Frank Sheeran, un imbroglione e sicario che aveva collaborato con le più note personalità del 20° secolo. Coprendo alcuni decenni, il film ripercorre i fatti legati a uno dei misteri irrisolti più famosi della storia americana, la scomparsa del leggendario presidente del sindacato degli autotrasportatori Jimmy Hoffa, offrendo uno spaccato inedito degli angoli nascosti della criminalità organizzata: il suo modo di operare, le rivalità e i collegamenti con la politica.

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