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    <title>BadTaste - Videogiochi</title>
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    <rights>Copyright © 2026 Bad srls. Tutti i diritti riservati.</rights>

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        <title>The Witcher 4: la svolta che nessuno si aspettava nella nuova trilogia</title>
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        <updated>2026-05-11T12:01:03+00:00</updated>
        <published>2026-05-11T12:00:24+00:00</published>
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            <name>Elisa Levante</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC80MDMwMDhcL2NpcmktMTEwNTIwMjYtYmFkdGFzdGUuaXQuanBnIiwiZWRpdHMiOnsicmVzaXplIjp7IndpZHRoIjoxMDAwfX19?signature=c3b1179b3a3e8f9606afcef697504ba8fc60c2e1a6d42f5cce3dc94372e43a8d" alt="Ciri, nuova protagonista di The Witcher 4 di CD Projekt Red, ritratta nel trailer di presentazione ai The Game Awards 2024 come witcher affermata con spada d'argento e poteri magici ridimensionati rispetto a The Witcher 3"></figure>
            <p>Per vent&#039;anni <strong>Geralt di Rivia</strong> è stato il volto del videogioco. Il <strong>cacciatore di mostri dai capelli bianchi</strong>, il witcher stoico con la spada d&#039;argento e il senso dell&#039;umorismo nascosto, è diventato uno dei protagonisti più riconoscibili della storia dei giochi di ruolo. Poi <strong>CD Projekt Red</strong> ha annunciato The Witcher 4, e tutto è cambiato: il nuovo protagonista non è Geralt ma <strong>Ciri</strong>, <strong>la figlia adottiva che i giocatori di The Witcher 3 conoscono bene</strong>. La svolta era nell&#039;aria da anni, ma vederla confermata con un trailer di presentazione ai <strong>The Game Awards 2024</strong> ha reso concreta una rivoluzione che cambierà la natura stessa della saga. The Witcher 4 non è un seguito, è l&#039;inizio di qualcosa di nuovo, la prima pietra di una <strong>seconda trilogia</strong> che CDPR intende completare nel corso dei prossimi anni.</p><h2>Ciri protagonista: la scelta narrativa che cambia tutto</h2><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La decisione di affidare il gioco a <strong>Ciri</strong> è il cuore di ogni altra scelta che CDPR ha comunicato finora. Nel trailer di presentazione la ritroviamo come una witcher affermata, con la propria spada d&#039;argento, le proprie capacità magiche, i propri dilemmi morali. Il punto di partenza narrativo è già rivelatore: Ciri arriva in un piccolo villaggio dove la gente sta sacrificando una giovane donna a un mostro. La salva, uccide il mostro, e scopre che le stesse persone che ha aiutato <strong>hanno poi ucciso la ragazza per non aver rispettato la tradizione</strong>. Nessun bene va senza una punizione sul Continente.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/the-witcher-4-la-svolta-che-nessuno-si-aspettava-nella-nuova-trilogia">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>The Witcher 4 è in produzione completa su Unreal Engine 5 con Ciri come nuova protagonista al posto di Geralt: CD Projekt Red ha confermato una nuova trilogia ambientata a Kovir, con una Scuola della Lince mai vista prima e un&#039;uscita non prima del 2027.</summary>
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        <title>Il Signore degli Anelli, annunciato il nuovo gioco che farà rivivere l&#039;intera trilogia</title>
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        <updated>2026-05-05T12:01:03+00:00</updated>
        <published>2026-05-05T12:00:49+00:00</published>
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            <name>Elisa Levante</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC80MDI4MTdcL2NhcmRzLTA1MDUyMDI2LWJhZHRhc3RlLml0LmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=d745e8697117124f486a761046c4137d3fd998bed81962efb9200d910b80bbbf" alt="Le carte di Lord of the Rings: Ascension, il nuovo deckbuilding game da tavolo di Stone Blade Entertainment che ripercorre tutta la trilogia di Tolkien in tre set interconnessi, in uscita su GameFound nel 2026"></figure>
            <p>Per chi è cresciuto con la Terra di Mezzo, il 2026 porta una notizia che vale la pena di seguire. <strong>Stone Blade Entertainment</strong> ha svelato ufficialmente <strong>The Lord of the Rings: Ascension</strong>, un nuovo gioco da tavolo basato sul celebre sistema <strong>Ascension</strong> di deckbuilding, interamente dedicato all&#039;universo di <strong>J.R.R. Tolkien</strong> e strutturato per ripercorrere la trilogia nella sua interezza. Il reveal è avvenuto tramite <a href="https://comicbook.com/">ComicBook.com</a> ed è stato accompagnato dalle prime immagini delle carte, che mostrano un design curato e una fedeltà al materiale originale che ha già attirato l&#039;attenzione degli appassionati. Il gioco approderà su <strong>GameFound</strong>, la piattaforma di crowdfunding dedicata ai giochi da tavolo, entro la fine del <strong>2026</strong>.</p><h2>Cosa è Ascension e come funziona il sistema</h2><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per capire cosa aspettarsi da questo titolo, vale la pena spiegare brevemente il sistema su cui si basa. <strong>Ascension</strong> è uno dei deckbuilding game più longevi e apprezzati del mercato: nata nel <strong>2010</strong>, la serie ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e viene regolarmente citata come uno dei titoli di riferimento del genere. Il meccanismo di gioco ruota intorno alla costruzione progressiva del proprio mazzo durante la partita stessa: si parte con carte base, si acquistano carte migliori man mano che si gioca, si eliminano quelle deboli e si costruisce una strategia che diventa via via più potente e coerente. È un sistema che premia la pianificazione a lungo termine, l&#039;adattabilità alle mosse degli avversari e la capacità di sfruttare le sinergie tra le carte.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/il-signore-degli-anelli-annunciato-il-nuovo-gioco-che-fara-rivivere-lintera-trilogia">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Lord of the Rings: Ascension è il nuovo deckbuilding game da tavolo per 1-4 giocatori che copre tutta la trilogia di Tolkien, con carte tratte anche dai romanzi: e sullo sfondo avanza il rumor di un open-world RPG con Warhorse Studios.</summary>
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        <title>Marvel&#039;s Spider-Man 3 si farà? Il post che accende la fantasia dei fan</title>
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        <updated>2026-04-17T17:01:02+00:00</updated>
        <published>2026-04-17T17:00:59+00:00</published>
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            <name>Elisa Levante</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC80MDIzOTVcL3NwaWRlcm1hbi1pbXNvbmlhYy0xNzA0MjAyNi1iYWR0YXN0ZS5pdC5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=19dd001ee971d48121e8473b23eb3150d5770059d7af2ad6bc43a2540e0ac5d7" alt="Una immagine di Spider-Man 2: sembrerebbe in corso la lavorazione del numero tre almeno secondo il post pubblicato da Ben Jordan, che presta il suo volto a Peter Parker"></figure>
            <p>Quattro parole e un&#039;emoji. A volte basta così poco per mandare in tilt una community di milioni di persone. È quello che è successo il <strong>14 aprile</strong> quando <strong>Ben Jordan</strong>, il face model di <strong>Peter Parker</strong> nella serie sviluppata da <strong>Insomniac Games</strong>, ha pubblicato su Instagram una foto di sé stesso in tuta da motion capture durante una sessione di facial capture, accompagnata dalla didascalia <strong>&quot;IYKYK&quot;</strong> (&quot;If you know, you know&quot;) e da un&#039;emoji a forma di ragno. Il post è stato rimosso poco dopo, ma era già troppo tardi: gli screenshot avevano fatto il giro di tutti i principali siti gaming e social media del pianeta.</p><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Chi è Ben Jordan e perché il suo post conta</h2><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Jordan è il volto digitale di Peter Parker dalla versione rimasterizzata del primo capitolo per PS5, passando per lo spin-off su Miles Morales fino a <strong>Marvel&#039;s Spider-Man 2</strong> del <strong>2023</strong>, dove la sua performance facciale aveva ricevuto ampi consensi. Non è un comprimario qualsiasi: è il Peter Parker che i giocatori hanno visto sullo schermo nei momenti più intensi della saga. Quando un professionista di quel calibro appare in studio con l&#039;attrezzatura da facial capture e pubblica un indizio, il collegamento con un nuovo capitolo della serie è praticamente automatico. Jordan lavora esclusivamente nell&#039;universo Insomniac, il che restringe notevolmente il campo delle ipotesi.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/marvels-spider-man-3-si-fara-il-post-che-accende-la-fantasia-dei-fan">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Un&#039;emoji a forma di ragno e quattro parole cancellate in fretta: il face model di Peter Parker è tornato in studio e i fan non parlano d&#039;altro.</summary>
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        <title>Fear the Spotlight è il primo (ottimo) passo della divisione Games di Blumhouse</title>
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        <updated>2024-11-16T11:01:02+00:00</updated>
        <published>2024-11-16T11:00:26+00:00</published>
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            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTkxNzJcL1NjcmVlbnNob3QtMjAyNC0xMS0xNS1hbGxlLTEyLjI1LjA5LmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=9f3a859c915f2b2293d5ff5a7a58c261f26c0f6017e34947f8a81b342c58273d" alt="Blumhouse Fear the Spotlight"></figure>
            <p><em>Fondata nel 2000 da Jason Blum, Blumhouse Productions è una casa di produzione americana specializzata nella realizzazione di film horror. La maggior parte dei successi degli ultimi venti anni appartenenti a questo genere narrativo proviene, infatti, proprio da questa azienda. Pellicole come Paranormal Acitivity, Insidious, Sinister, La notte del giudizio, Scappa - Get Out, M3gan e Speak No Evil - Non parlare con gli sconosciuti sono solo la punta di un iceberg fatto di sangue, adrenalina e fama. Una fama tale da rendere Blumhouse Productions un punto di riferimento all’interno del mondo del cinema.</em></p><p style="text-align: justify;">Ma cosa succede se un’azienda di questo calibro decide di espandere il proprio mercato e di tuffarsi in altri media? La risposta è semplice: <strong>Fear the Spotlight</strong>.</p><p style="text-align: justify;"><em>Fear the Spotlight è il primo prodotto nato dalla nuova divisione “Games” di Blumhouse ed è disponibile dal 22 ottobre 2024 su piattaforme PlayStation, Xbox, Nintendo e su PC. </em>Stiamo parlando di un’opera interessante sin dal primo trailer, dato che l’estetica richiama gli horror degli anni Novanta usciti sulla prima PlayStation. Uno stile grafico che negli ultimi anni numerosi sviluppatori indipendenti hanno provato a replicare, con risultati altalenanti. Noi di Badtaste non potevamo di certo rimanere indifferenti di fronte a questa piccola chicca e quindi abbiamo indossato le nostre fidate cuffie e ci siamo infiltrati nella scuola di Vivian e Amy, armati solamente della nostra fidata torcia. <strong>Saremo riusciti anche a uscirne?</strong></p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/focus/fear-the-spotlight-blumhouse-gioco-perfetto">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Fear the Spotlight non è un gioco perfetto, ma è il progetto perfetto per avviare la nuova divisione &quot;Games&quot; di Blumhouse</summary>
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        <title>Silent Hill 2 e il legame della saga Konami con il mondo del cinema</title>
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        <updated>2024-10-13T06:01:02+00:00</updated>
        <published>2024-10-13T06:00:30+00:00</published>
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            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTgxMDNcL1NjcmVlbnNob3QtMjAyNC0xMC0wOC1hbGxlLTEyLjI0LjA1LnBuZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=b2f5686068e4367d908990ac9045d27870b935c17f60cb126e130bfe6282ae12" alt="Silent Hill"></figure>
            <p>Avviata nell’ormai lontano 1999, <strong>Silent Hill è una serie ormai entrata di prepotenza nell’immaginario collettivo</strong>. Merito non solo di una trama avvincente e di un comparto grafico (per l&#039;epoca) molto solido, ma anche di una chiara direzione artistica, capace di sfruttare le limitazioni tecniche della prima PlayStation e di renderle parte fondante della narrativa. Quella nebbia che, all’epoca, permetteva alla console di processare pochi metri alla volta è diventato il setting ideale per una storia dell’orrore. <strong>Una storia fatta di culti, drammi, psicosi e follia.</strong> Il successo del primo, indimenticabile, episodio ha portato Konami e il suo Team Silent a dare vita a <em>Silent Hill 2, sequel se possibile ancora più riuscito, diventato nel tempo un vero e proprio fenomeno di culto</em>.</p><p style="text-align: justify;">A partire dallo scorso otto ottobre, <em>Silent Hill 2 è tornato ancora una volta a spaventare i giocatori di tutto il mondo</em>. Il merito di questa operazione, però, non va solo a Konami, ma ai ragazzi di Bloober Team, software house polacca cresciuta con la Collina Silenziosa nel sangue. <em>Nonostante un iniziale rigetto da parte degli utenti a causa di trailer poco convincenti che davano maggiore risalto all’azione rispetto all’horror psicologico, sembra però che il risultato finale sia di tutt’altra caratura. </em>Un risultato forse inaspettato, ma non per questo meno apprezzato.</p><p style="text-align: justify;">In occasione dell’uscita di Silent Hill 2, <em>noi di BadTaste abbiamo deciso di ragionare insieme a voi sul legame che questa serie videoludica ha avuto con il mondo del cinema</em>. Questo perché sono stati realizzati ben due film e un terzo sembra essere finalmente in arrivo. <strong>Come scopriremo insieme, Silent Hill va però ben oltre queste pellicole. </strong>Se siete curiosi di seguirci in questo lugubre viaggio, afferrate la vostra fidata radiolina, impugnate un’asse di legno con tanto di chiodi incastonati e <strong>addentratevi nella nebbia insieme a noi</strong>.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/focus/silent-hill-2-e-il-legame-della-saga-konami-con-il-mondo-del-cinema">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>In occasione dell&#039;uscita del remake di Silent Hill 2, ragioniamo insieme sul legame tra la serie Konami e il mondo del cinema</summary>
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        <title>L&#039;eredità della mitologia norrena: da God of War Ragnarök al grande schermo</title>
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        <updated>2024-09-22T14:00:02+00:00</updated>
        <published>2024-09-22T14:00:01+00:00</published>
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            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTc1OTFcLzVMOTY5Vnl3RTdqVUJBUXNXR2VxUVIuanBnIiwiZWRpdHMiOnsicmVzaXplIjp7IndpZHRoIjoxMDAwfX19?signature=f8a940cbd76f0f84ca257f94d1ea220b34259d6275b83e3bcdb4e6aeb974bf8d" alt="God of War Ragnarök"></figure>
            <p>Sviluppato da Santa Monica Studio nel 2022, <a model_type="App\Models\Content" model_id="779" rel="false" title="God of War Ragnar&ouml;k, l&rsquo;inverno &egrave; finalmente arrivato | Recensione" href="https://www.badtaste.it/recensioni/god-of-war-ragnarok-linverno-e-finalmente-arrivato-recensione"><strong><em>God of War Ragnarök</em></strong></a> <em>è l’epico seguito di quel soft-reboot della saga datato 2018</em>. Un soft-reboot di incredibile successo, capace di dare vita a<strong> una storia d’azione epica nella narrativa, inebriante nel gameplay</strong> e accompagnata da<strong> un costante piano sequenza</strong> in grado di far scorrere le quasi trenta ore di gioco con estrema naturalezza. La capacità di Cory Barlog di allontanarsi dai canoni della serie, variando stile di gioco, ambientazione e mood è qualcosa di davvero raro all’interno dell’industria dei videogiochi. Anzi: <em>all’interno dell’industria dell’intrattenimento stesso</em>, nel quale si è incentivati a ripetere le formule che funzionano per abbattere il più possibile il rischio d’impresa e andare così “a colpo sicuro”.</p><p>Le ultime due iterazioni di God of War si allontanano dalle atmosfere legate alla mitologia ellenica, permettendo così a Kratos di raggiungere il Nord Europa. <em>Lasciatosi alle spalle figure come Zeus, Ares ed Hercules è giunto il momento per il Dio della Guerra di confrontarsi con Thor, Odino e con la moltitudine di creature provenienti dalla cultura norrena.</em></p><p>Da qualche anno il folklore scandinavo è diventato protagonista di numerose opere videoludiche. Opere che vanno da progetti più contenuti, come il survival Valheim, a blockbuster del calibro di Assassin’s Creed Valhalla. Il tutto senza dimenticare vere e proprie gemme di questo medium come Hellblade: Senua’s Sacrifice, in grado di elevare la narrativa dei videogiochi a vette difficilmente raggiungibili da altri linguaggi. <strong>Ma questa fame di miti norreni ha colpito anche il mondo del cinema e delle serie TV? </strong>In occasione dell’uscita della versione PC di <strong><em>God of War Ragnarök</em></strong> abbiamo deciso di ragionare insieme su questa domanda, in modo da consigliare film e serial televisivi a tutti coloro che hanno amato le recenti avventure di Kratos e Atreus.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/focus/eredita-mitologia-norrena-god-of-war-ragnarok-grande-schermo">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>In occasione dell&#039;uscita della versione PC di God of War Ragnarök, ragioniamo insieme sul rapporto tra la mitologia norrena e il mondo del cinema e delle serie TV</summary>
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        <title>Pokémon Pocket: abbiamo provato la nuova app dedicata al Gioco di Carte Collezionabili destinata a conquistare il mondo</title>
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        <updated>2024-09-19T13:21:40+00:00</updated>
        <published>2024-09-19T13:00:46+00:00</published>
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            <name>Guido Avitabile</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTc0MjBcL3Bva2Vtb24tcG9ja2V0LmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=96279af13c85bef46e4a44604b22e723fd394d54f3024f9d82511dd8b39c0f65" alt="pokemon pocket"></figure>
            <p>In quest&#039;anno di pausa per la serie principale, <em>The Pokémon Company continua a conquistare il mercato mobile</em> con l&#039;arrivo di una nuova applicazione dedicata al Gioco di Carte Collezionabili: <strong><em>Pokémon Pocket</em></strong>. Questa nuova app, in uscita il prossimo 30 ottobre sia su iOS che su Play Store, proverà a ripetere il successo di Pokémon GO e, da quanto abbiamo visto in anteprima, sembra avere tutte le <em>carte</em> in regola per farlo.</p><div class="scribble-block"><div class="my-10 relative group rounded-xl border bg-[#8955ed]/[0.12] dark:bg-[#8955ed]/[0.18] border-[#8955ed]/30 overflow-hidden shadow-sm transition-all duration-300" >

    
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            <a href="https://www.badtaste.it/articoli/orizzonti-pokemon-intervista-andy-gose"
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                                Orizzonti Pokémon: il Sr Director Andy Gose ci svela i segreti della nuova serie animata
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</div><p>Sviluppato in collaborazione con DeNA, già autori di <strong><em>Pokémon Masters EX</em></strong>, Pokémon Pocket punta a svecchiare il gioco di carte collezionabili, offrendo al contempo una collezione unica di artwork digitali quasi completamente inediti. Tante le aspettative, altrettante le promesse fatte, in attesa dell&#039;uscita globale di fine ottobre, cosa c&#039;è da sapere su Pokémon Pocket? </p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/focus/pokemon-pocket-gcc-hands-on-anteprima">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>Abbiamo provato in anteprima Pokémon Pocket, la nuova app dedicata al Gioco di Carte Collezionabili destinata a conquistare il mondo mobile</summary>
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        <title>Harry Potter: Campioni di Quidditch, lo sport dei maghi attraverso i secoli</title>
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        <updated>2024-09-15T09:01:02+00:00</updated>
        <published>2024-09-15T09:00:13+00:00</published>
        <author>
            <name>Luca Mazzocco</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTcyMDZcL2RzZ183dXdkLjEyODAuanBnLWNvcGlhLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=92532ab4f57e0331aa5cbad9f3b1cc07d72ba9f5a2d1f771f1263f173d10a0f6" alt="Harry Potter: Campioni di Quidditch"></figure>
            <p>Come sapranno benissimo tutti coloro che conoscono Harry Potter, <strong>il Quidditch è lo sport più diffuso e apprezzato dagli abitanti del mondo magico</strong> ideato da J. K. Rowling. Durante un soggiorno a Manchester, la scrittrice inglese si rese conto della necessità di trovare un punto di contatto tra gli abitanti dell’universo fantastico che stava creando. Il suo pensiero si diresse subito verso uno sport caratteristico, ma allo stesso tempo dalla struttura facile da capire (e apprezzare) per i lettori. <em>Nacque così il Quidditch, una sorta di “calcio” a cavallo delle scope, ma con le dovute differenze in grado di renderlo ancora più avvincente.</em></p><div class="scribble-block"><div class="my-10 relative group rounded-xl border bg-[#8955ed]/[0.12] dark:bg-[#8955ed]/[0.18] border-[#8955ed]/30 overflow-hidden shadow-sm transition-all duration-300" >

    
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            <a href="https://www.badtaste.it/articoli/harry-potter-aperto-il-casting-per-la-serie-tv-si-cercano-i-nuovi-harry-ron-ed-hermione"
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                                Harry Potter, aperto il casting per la serie tv: si cercano i nuovi Harry, Ron ed Hermione!
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</div><p><strong>Le regole sono “semplici”. </strong>Nel Quidditch due squadre tentano di infilare la pluffa (questo il nome della palla principale) all’interno dei tre cerchi posti a circa quindici metri da terra posti ai due estremi del campo. I team sono composti da sette giocatori, suddivisi in quattro ruoli. I cacciatori devono afferrare la palla e “andare a canestro”, mentre i battitori devono impedire loro di riuscire nell’ardua impresa. Per farlo possono scagliare specifiche palle (dette “bolidi”) contro i giocatori avversari, tentando così di disarcionarli. Ogni “canestro” fatto permette alla squadra di guadagnare 10 punti. A difesa degli anelli troviamo i portieri, determinati a impedire che qualsiasi palla attraversi i vari cerchi. Infine abbiamo i cercatori, ovvero un singolo giocatore per squadra che ha il compito di trovare una piccola sfera volante (il boccino d’oro) e chiudere così la partita facendo ottenere 150 punti al proprio team.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/focus/harry-potter-campioni-di-quidditch-lo-sport-dei-maghi-attraverso-i-secoli">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>In occasione dell&#039;uscita di Harry Potter: Campioni di Quidditch, ragioniamo insieme sull&#039;evoluzione del gioco più amato dai maghi del Wizarding World</summary>
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        <title>Star Wars Outlaws, come si colloca il nuovo videogioco di Ubisoft nella saga cinematografica?</title>
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        <updated>2024-09-09T10:01:02+00:00</updated>
        <published>2024-09-09T10:00:28+00:00</published>
        <author>
            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTcwMTRcL1N0YXItV2Fycy1PdXRsYXdzLUNvdmVyLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=e007e9967803f3b777423b69dff1607fc08c3982f02239ed53382e19ad634645" alt="Star Wars Outlaws Cover"></figure>
            <p>Disponibile dal 30 agosto su PlayStation 5, Xbox Series X|S e <a href="https://www.ubisoft.com/en-gb/game/star-wars/outlaws" target="_blank" rel="false">PC</a>, <strong>Star Wars Outlaws</strong> <em>è la nuova opera targata Massive Entertainment dedicata ai fan di Guerre Stellari</em>. Stiamo parlando di <em>un action in terza persona</em> caratterizzato da una particolare attenzione alle meccaniche stealth, che rendono il titolo un mix tra il celeberrimo Splinter Cell e il più recente Watch Dogs. Nonostante gli <strong>inutili pregiudizi</strong> che accompagnano le pubblicazioni targate Ubisoft, <strong>Star Wars Outlaws ha convinto più o meno tutti</strong>, che si tratti del pubblico da sempre affamato di nuovi open world o della critica pronta a evidenziare anche il più minimo difetto.</p><p><strong>Il nostro giudizio è che</strong> <a model_type="App\Models\Content" model_id="279108" rel="false" title="Star Wars Outlaws, la recensione: un vasto open world al servizio dell&rsquo;atmosfera" href="https://www.badtaste.it/recensioni/star-wars-outlaws-recensione"><em>Star Wars Outlaws è un ottimo videogioco ambientato nell’universo di Star Wars</em></a>.</p><p>Sappiamo bene, però, che <em>non tutti coloro che leggono Badtaste sono giocatori accaniti</em>. In alcuni casi, per esempio, possiamo avere a che fare con persone affascinate dal mondo videoludico, ma senza il tempo o la voglia di recuperare la miriade di uscite che bombardano il mercato ogni settimana. Questo articolo è quindi pensato per tutti gli amanti di Guerre Stellari che appartengono a questa categoria. <strong>Qual è la trama di Star Wars Outlaws?</strong> <strong>Come si colloca nell’universo espanso del franchise?</strong> Se siete curiosi di conoscere le risposte a queste domande seguiteci in questa nuova avventura nell’iperspazio.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/focus/star-wars-outlaws-come-si-colloca-nella-saga-cinematografica">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        </content>
        <summary>In occasione dell&#039;uscita di Star Wars Outlaws, scopriamo insieme come si colloca il titolo targato Massive Entertainment all&#039;interno della saga ideata da George Lucas</summary>
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        <title>Visions of Mana, la recensione: un nuovo punto di partenza per una saga storica</title>
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        <updated>2024-09-06T15:45:50+00:00</updated>
        <published>2024-09-06T14:47:11+00:00</published>
        <author>
            <name>Luca Mazzocco</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTcwODlcL1Zpc2lvbnMtb2YtTWFuYS5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=63c9b584c3f74e8ec316851650701336866870607ae72262f895ee0b52287f15" alt="Visions of Mana"></figure>
            <p>Per gli amanti dei giochi di ruolo nipponici dalle tinte action, <em>l’annuncio di Visions of Mana deve essere stato qualcosa di incredibile</em>. La serie “Mana”, nota in Giappone come “Seiken Densetsu” nasce infatti nel 1991 come spin-off di <a model_type="App\Models\Content" model_id="685" rel="false" title="Final Fantasy Pixel Remaster, la recensione" href="https://www.badtaste.it/recensioni/final-fantasy-pixel-remaster-la-recensione">Final Fantasy</a> per Game Boy. Di episodio in episodio, però, i numerosi elementi di rimando alla principale saga targata Square sono andati perdendosi, permettendo alla serie di ottenere un’identità propria. <em>È proprio a questa identità che si sono affezionati una miriade di giocatori sparsi per il mondo.</em> Giocatori affamati di titoli appassionanti ambientati in mondi fantastici. <strong>Storie di fate, magie, sacrifici e azione.</strong></p><p>A distanza di quasi <em>diciotto anni </em>dalla release dell’ultimo episodio della serie principale (quel Dawn of Mana uscito nel 2006 su PlayStation 2), <strong>Visions of Mana sembra finalmente in grado di riprendere le fila del franchise</strong>. Un merito che non va attribuito solamente a Square Enix, ma anche a Ouka Studios, qui alle redini di un progetto molto importante. Un progetto che ha lo scopo non solo di stupire coloro che già amano questo franchise, ma anche tutti quei giocatori che potrebbero formare la fanbase futura. Dopotutto, per quanto nota, Mana è comunque una serie che è stata lontano dagli schermi per tanto tempo e che ora deve trovare una nuova identità a cavallo tra passato e futuro.</p><p>Nelle scorse settimane abbiamo avuto occasione di esplorare a fondo il titolo diretto da Ryosuke Yoshida e da Kenji Ozawa. Un mondo che, non lo nascondiamo, <strong>ci ha sorpresi più di quanto credessimo possibile</strong>. Siete curiosi di capire se ha senso recuperare il prima possibile Visions of Mana? Allora balzate in sella al vostro fidato Pikul e seguiteci in questa recensione sospesa tra sogno e realtà!</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/visions-of-mana-la-recensione-un-nuovo-punto-di-partenza">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Visions of Mana è un&#039;opera magari non perfetta, ma comunque in grado di divertire ed emozionare i fan dei GDR d&#039;azione</summary>
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        <title>Astro Bot, la recensione: PlayStation ha finalmente una nuova mascotte da sfoggiare</title>
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        <updated>2024-09-06T13:30:13+00:00</updated>
        <published>2024-09-06T12:03:53+00:00</published>
        <author>
            <name>Luca Mazzocco</name>
        </author>
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                        <![CDATA[
            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTcwNzNcL1NjcmVlbnNob3QtMjAyNC0wOS0wNi1hbGxlLTEyLjEwLjU3LnBuZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=e7dcbeaa4df1595b6b4de15c6b412590bde7467bf98c7d60619d1c42ebc23c43" alt="Astro Bot"></figure>
            <p>Sin dai primi trailer, <strong>Astro Bot è riuscito a trasmettere una sensazione strana</strong>. Una sensazione quasi di nostalgia nei confronti dei titoli di un tempo, unita alla modernità del comparto tecnico e ludico. <em>Si tratta di un’emozione che non è facile suscitare al giorno d’oggi</em> e che è facile legare ad aziende storiche come Nintendo. Ogni volta che esce un nuovo Super Mario o un nuovo The Legend of Zelda, ecco che quella strana sensazione torna a farsi sentire, come se fosse un bizzarro campanello pronto per avvertirci dell’imminente arrivo sul mercato di un’opera da prendere in seria considerazione.</p><p style="text-align: justify;">Ammettiamolo: Team Asobi è una delle migliori (e allo stesso tempo sottovalutate) software house facenti parte dei PlayStation Studios.</p><p style="text-align: justify;">In un mercato che presta maggiore attenzioni a nomi del calibro di <a model_type="App\Models\Content" model_id="779" rel="false" title="God of War Ragnar&ouml;k, l&rsquo;inverno &egrave; finalmente arrivato | Recensione" href="https://www.badtaste.it/recensioni/god-of-war-ragnarok-linverno-e-finalmente-arrivato-recensione">God of War</a>, <a model_type="App\Models\Content" model_id="272293" rel="false" title="Ghost of Tsushima Director&rsquo;s Cut, la nostra esperienza su PC e Steam Deck" href="https://www.badtaste.it/focus/ghost-of-tsushima-directors-cut-la-nostra-esperienza-su-pc-e-steam-deck">Ghost of Tsushima</a> o <a model_type="App\Models\Content" model_id="894" rel="false" title="Gran Turismo 7, anni di passione per le auto in un singolo videogioco | Recensione" href="https://www.badtaste.it/recensioni/gran-turismo-7-anni-di-passione-per-le-auto-in-un-singolo-videogioco-recensione">Gran Turismo</a>, <em>è inevitabile che titoli come Astro Bot Rescue Mission o Astro’s Playroom passino più in sordina</em>. Un risultato che, però, finisce per sottostimare un lavoro incredibile, degno delle migliori aziende di questo settore. Astro Bot Rescue Mission rimane uno dei migliori giochi mai pubblicati su PlayStation VR, mentre Astro’s Playroom è ancora il titolo che più sfrutta PlayStation 5 e il suo tanto decantato DualSense. Fino a oggi. Forte dei buoni successi alle spalle del team, <em>Sony ha deciso di dare maggior fiducia a Team Asobi</em>. Una fiducia sfociata proprio in quel Astro Bot disponibile da oggi e che ha l’arduo compito di dimostrare di valere il prezzo di (circa) settanta euro e di riuscire a conquistare il pubblico affamato di esclusive PlayStation.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/astro-bot-la-recensione-playstation-ha-finalmente-una-nuova-mascotte">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Astro Bot non è solo una celebrazione delle icone videoludiche, ma è anche uno dei principali motivi per cui volere una PlayStation 5</summary>
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        <title>Star Wars Outlaws, la recensione: un vasto open world al servizio dell’atmosfera</title>
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        <updated>2024-09-06T08:06:21+00:00</updated>
        <published>2024-09-06T07:13:39+00:00</published>
        <author>
            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC8zOTcwNTZcL1N0YXItV2Fycy1PdXRsYXdzLmpwZyIsImVkaXRzIjp7InJlc2l6ZSI6eyJ3aWR0aCI6MTAwMH19fQ==?signature=1db6430a73c19868166267cff53d7794079def1b9f6c1816a0ca0c711a9313a6" alt="Star Wars Outlaws"></figure>
            <p>Bastano pochi minuti di gioco per capire che <strong><em>Star Wars Outlaws</em> </strong>non è<strong> “il solito gioco di Star Wars”</strong>. Nel tempo, infatti, siamo stati abituati a vestire i panni di <a model_type="App\Models\Content" model_id="683" rel="false" title="Star Wars Jedi: Survivor, la recensione" href="https://www.badtaste.it/recensioni/star-wars-jedi-survivor-la-recensione">guerrieri Jedi con il dono della Forza</a> o di iconici mandaloriani conosciuti in uno dei tanti film della saga. Questa volta, però, Massive Entertainment ha deciso di farci interpretare una carismatica canaglia spaziale, creata sulla scia di quel Han Solo tanto amato dai fan di tutto il mondo. <em>Una scelta che priva l’utente di alcune situazioni</em> (come gli scontri con le spade laser)<em>, ma che allo stesso tempo permette di dare vita a un titolo del tutto nuovo</em>, basato su meccaniche stealth e su scontri a fuoco.</p><p>Da qualche anno Ubisoft sta subendo diverse critiche da parte di una fetta di giocatori con più di qualche pregiudizio. Questo a causa di un riciclo di alcune meccaniche di gioco, passate da una serie all’altra con forse un po’ troppa leggerezza e che hanno appiattito l’offerta ludica della celeberrima software house. <em>Software house che, al di là di qualche prodotto meno riuscito, continua a sfornare opere complete e appaganti, come ha dimostrato il “recente” Prince of Persia: The Lost Crown.</em> Nello specifico, Massive Entertainment è l’azienda svedese che, sotto il controllo di Ubisoft, ha dato vita a titoli del calibro di Tom Clancy’s The Division e Avatar: Frontiers of Pandora, due opere molto interessanti che vi invitiamo a recuperare quanto prima nel caso non lo abbiate ancora fatto.</p><p>Star Wars Outlaws è la dimostrazione di quanto appena affermato. Di come Ubisoft riesca a mettere in piedi progetti di grande spessore e, soprattutto, di come Massive Entertainment sia una software house solida e in grado di sfruttare al meglio anche le IP provenienti da altri media. <strong>Siete curiosi di capire perché, se siete fan di Guerre Stellari, dovreste dedicare il vostro tempo alle avventure di Kay Vess?</strong> Allora allacciatevi forte le cinture e seguiteci in questa nostra recensione alla velocità della luce!</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/star-wars-outlaws-recensione">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Star Wars Outlaws è la dimostrazione di quanto l&#039;universo di Guerre Stellari possa ancora essere affascinante per i videogiocatori di tutto il mondo</summary>
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        <title>Ace Attorney Investigations Collection, la recensione: Miles Edgeworth torna con un gioco inedito in Italia</title>
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        <updated>2024-09-03T15:01:02+00:00</updated>
        <published>2024-09-03T15:00:03+00:00</published>
        <author>
            <name>Guido Avitabile</name>
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            <p>Quello della <strong><em>Ace Attorney Investigations Collection</em></strong> è stato un annuncio in parte prevedibile, ma in parte anche <strong>inaspettato</strong>. Dopo aver portato sulle console attuali tutti i capitoli principali e quelli dedicati al periodo Edo, Capcom poteva infatti percorrere solo due strade con la serie. La prima, quella che stiamo ardentemente aspettando tutti, è l&#039;annuncio del settimo capitolo principale. <em>Sono passati otto anni dall&#039;uscita di Ace Attorney 6</em> e nonostante i due capitoli nel periodo Edo (che da alcuni sono considerati come settimo e ottavo episodio principale) sarebbe ora di rivedere Phoenix e tutta la banda. La seconda via è quella invece intrapresa nel <a model_type="App\Models\Content" model_id="276349" rel="false" title="Nintendo Direct: tutti gli annunci del 18 giugno" href="https://www.badtaste.it/trailer/nintendo-direct-annunci-18-giugno">Nintendo Direct di giugno</a>. Annunciare <strong><em>Ace Attorney Investigations Collection</em></strong>, un nuovo remake dall&#039;epoca<strong> <em>Nintendo DS</em></strong>, con protagonista<strong><em> Miles Edgeworth</em></strong>, l&#039;amato procuratore vestito di rosso scarlatto che più volte ha diviso la scena con Phoenix.</p><p>L’interesse verso questi spin-off da parte dei fan di Ace Attorney è tanto, soprattutto perche <strong>il secondo episodio è rimasto inedito in Occidente fino a oggi</strong> e ritenuto uno fra i titoli più belli dell’intera saga, capace di competere persino con i titoli principali. <em>Avrà saputo mantenere le aspettative?</em> Scopriamolo insieme nella recensione in anteprima di Ace Attorney Investigations Collection in uscita il prossimo venerdì 6 settembre per <a href="https://www.nintendo.com/it-it/Giochi/Giochi-scaricabili-per-Nintendo-Switch/Ace-Attorney-Investigations-Collection-2589276.html?srsltid=AfmBOorQq_zM90lbmB9wzp1kOG2-1wE_7C4viCBmaqsx8ognA99rxNZ2" rel="false">Nintendo Switch</a>, PlayStation, Xbox e PC.</p><div class="scribble-block"><div class="oembed">
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            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/ace-attorney-investigations-collection-recensione">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Ace Attorney Investigations Collection raccoglie le avventure in solitaria di Miles Edgeworth, dando un ulteriore spessore al procuratore e stupendo con inaspettati colpi di scena</summary>
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        <title>Indiana Jones e l’antico Cerchio, la nostra anteprima</title>
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        <updated>2024-08-20T20:03:53+00:00</updated>
        <published>2024-08-20T20:03:41+00:00</published>
        <author>
            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8yXC8yMDI0XC8wOFwvcmVsaWMtaGVyby1iZy1jb3BpYS5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=ab2f88054b714e82451cf5e1984a852938c504b7ad1cbd702f9106c7a892f434" alt="relic-hero-bg-copia"></figure>
            <p>Era il 1981 quando gli amanti del cinema di tutto il mondo conobbero per la prima volta <strong><em>Indiana Jones</em></strong>, il protagonista di un film che non presentava nemmeno il suo nome nel titolo (“I predatori dell’arca perduta”). <em>Sono passati più di quarant’anni e quello che era il personaggio di una storia ricca di mistero è diventato ora un’icona della cultura pop. </em>Un simbolo che rappresenta una sola cosa: avventura. Certo, sarebbe da chiedersi se a cinque film di distanza e un’infinità di altri prodotti tra serie TV, videogiochi, fumetti e librogame il nome di <strong><em>“Indiana Jones”</em></strong> abbia ancora un forte traino tra il publico moderno, ma qui non si sta parlando di “quantità”, bensì di “qualità”.</p><p>Non importa, infatti, quanto abbia incassato <em><strong>Indiana Jones e il quadrante del destino</strong></em>. <strong><em>Indiana Jones</em></strong> era, è e rimarrà sempre un personaggio incredibile. Una sorta di garanzia che, anche nei momenti più bui della sua “carriera” ha saputo divertire e appassionare miglia di persone in tutto il mondo.</p><p><em>Con il passare del tempo è sempre più evidente che l’archeologo creato da George Lucas debba però trovare una nuova direzione. </em>Una direzione in grado di consacrare il personaggio alla gloria eterna, senza mettere troppo sotto sforzo un Harrison Ford ancora in forma, ma ormai lontano dai fasti degli anni Ottanta. Fortunatamente MachineGames, software house svedese famosa per aver dato vita al reboot di Wolfenstein nel 2014, sembra aver trovato il modo di fare &quot;il miracolo&quot;. <em><strong>Indiana Jones e l’antico Cerchio</strong></em> è infatti in arrivo il 9 dicembre 2024 e sembra essere il sogno di tutti coloro che negli anni si sono innamorati del personaggio.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/indiana-jones-e-lantico-cerchio-la-nostra-anteprima">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Indiana Jones e l’antico Cerchio si presenta come l&#039;omaggio definitivo all&#039;archeologo interpretato al cinema da Harrison Ford</summary>
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        <title>Kunitsu-Gami: Path of the Goddess, la recensione</title>
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        <updated>2024-08-20T14:45:25+00:00</updated>
        <published>2024-08-20T14:45:16+00:00</published>
        <author>
            <name>Guido Avitabile</name>
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            <p>È ormai qualche anno che Capcom riesce ad alternare i ritorni delle sue serie di punta con qualcosa di più piccolo ma ugualmente riuscito, e il recente <strong><em>Kunitsu-Gami: Path of the Goddess</em></strong>, non fa eccezione. <em>Si tratta di un particolare strategico in tempo reale con alcune componenti action, e altre da tower defense, in cui un guerriero e una sacerdotessa partono per un viaggio volto a purificare villaggi presidiati da furie demoniache. </em>Un concept interessante, soprattutto per il genere poco consono al grande pubblico.</p><ul><li><p><strong>LEGGI:</strong> <a href="https://www.badtaste.it/recensioni/dragons-dogma-2-la-recensione">Dragon’s Dogma 2, la recensione</a></p></li></ul><p><strong><em>Kunitsu-Gami: Path of the Goddess</em></strong> è il secondo gioco diretto da <em>Shuichi Kawata</em> (<em><a href="https://www.nintendo.com/it-it/Giochi/Giochi-scaricabili-per-Nintendo-Switch/Shinsekai-Into-the-Depths--1748151.html?srsltid=AfmBOooboddJ5px9357dmFkZFG8js1ysYdDjxQHvr3LUU4opAGmTfps6">Shinsekai Into the Depths</a></em>), e proprio come nel suo altro lavoro, anche qui troviamo tante idee diverse e una realizzazione artistica molto ispirata. Disponibile dal mese scorso su PlayStation, PC e Xbox (<em>anche all&#039;interno di Xbox Game Pass</em>) scopriamo insieme se questo esperimento è riuscito, o se c&#039;è qualcosa da limare per il futuro.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/kunitsu-gami-path-of-the-goddess">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Kunitsu-Gami: Path of the Goddess è seriamente una boccata d&#039;aria fresca nel panorama dei tower defense, con uno stile artistico eccezionale</summary>
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        <title>Overwatch 2: Cosa è successo nella stagione 11?</title>
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        <updated>2024-08-19T07:19:50+00:00</updated>
        <published>2024-08-19T07:19:35+00:00</published>
        <author>
            <name>Guido Avitabile</name>
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            <p>La stagione 11 di <strong><em>Overwatch 2</em></strong> si concluderà martedì e, come al solito, siamo pronti a riassumervi cosa vi siete persi negli scorsi due mesi tra la collaborazione con Transformers, la prova del nuovo eroe di Supporto e il ritorno dei giochi estivi, con un leggero miglioramento rispetto alla stagione precedente.</p><ul><li><p><strong>LEGGI:</strong> <a href="https://www.badtaste.it/videogiochi/articoli/overwatch-2-riassunto-stagione-10/">Overwatch 2: Cosa è successo nella stagione 10?</a></p></li></ul><p><em>Mentre la stagione 12 vedrà il debutto di Juno e di costumi dedicati all&#039;antico Egitto, ripercorriamo tappa per tappa cosa è successo negli ultimi due mesi.</em></p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/articoli/overwatch-2-riassunto-stagione-11">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>La stagione 11 di Overwatch 2 è stata costellata di alti e bassi, tra Transformers, giochi estivi e la prova del nuovo eroe</summary>
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        <title>DOOM + DOOM II, la recensione</title>
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        <updated>2024-08-16T06:42:47+00:00</updated>
        <published>2024-08-16T06:34:57+00:00</published>
        <author>
            <name>Guido Avitabile</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8yXC8yMDI0XC8wOFwvZG9vbS1kb29tLWlpLXJlY2Vuc2lvbmUuanBnIiwiZWRpdHMiOnsicmVzaXplIjp7IndpZHRoIjoxMDAwfX19?signature=b14138c2e787b16cfedcd1aae57bf98cf3a45a79bf1cf1108f2fb310258aa0ca" alt="doom-doom-ii-recensione"></figure>
            <p><em>Puntuale come ogni anno, anche l&#039;edizione del 2024 del Quakecon ha portato una ventata di novità per i titoli di id Software.</em> Durante la diretta streaming della scorsa settimana infatti, Marty Stratton e Hugo Martin di id Software sono saliti sul palco principale per annunciare la nuova e definitiva riedizione combinata di <strong><em>DOOM + DOOM II</em></strong>.</p><ul><li><p><strong>LEGGI:</strong> <a href="https://www.badtaste.it/focus/cinema-videogiochi-stile-regia-influenzato-tipologie-videoludiche">Cinema e videogiochi: come la regia può essere influenzata dalle tipologie videoludiche</a></p></li></ul><p>Disponibile su tutte le console e su PC dal 9 di agosto, <strong><em>DOOM + DOOM II</em></strong> <em>è l&#039;edizione definitiva dei due storici capitoli</em>. Inoltre l&#039;annuncio è arrivato con una sorpresa inaspettata, chiunque fosse già in possesso di <strong><em>DOOM</em></strong> o di <strong><em>DOOM II</em></strong>, otterrà gratuitamente questa nuova versione, semplicemente come <a href="https://slayersclub.bethesda.net/en-US/article/doom-doomii-release-notes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">update da scaricare</a>. Tutti gli altri possono trovarlo sugli <span>store ufficiali</a> per poco meno di dieci euro o incluso nel catalogo Game Pass. Ma cosa contiene questa inattesa collection? Scopriamolo insieme in questa recensione infuocata.</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/doom-doom-ii">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Con meno di dieci euro vi portate a casa un pacchetto di titoli leggendari, capace di celebrare e rafforzare l&#039;iconicità di DOOM</summary>
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        <title>Dustborn, la recensione</title>
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        <updated>2024-08-15T07:57:40+00:00</updated>
        <published>2024-08-14T14:05:00+00:00</published>
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            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <p><em>Se conoscete lo storico di titoli sviluppati da Red Thread Games, è molto probabile che stiate aspettando con impazienza l’arrivo sul mercato di <strong>Dustborn</strong>. </em>Il team norvegese, infatti, si è distinto nel tempo per le sue capacità di creare videogiochi caratterizzati da un comparto narrativo di prim’ordine. Videogiochi come Dreamfall Chapters, titolo con release episodica che fa da seguito a un franchise nato sul finire degli anni Novanta, e Draugen, che pesca dal folklore norvegese per dare vita a un’avventura horror davvero affascinante. Insomma: <em>le abilità del team guidato da Ragnar Tørnquist sono molteplici e, a quanto pare, devono essersene accorti anche i ragazzi di Quantic Dream</em>.</p><p><strong><em>Dustborn</em></strong>, infatti, nasce sotto l’egida di Spotlight, l’etichetta editoriale della software house che ha dato i natali a Heavy Rain e Detroit: Become Human. <em>Un supporto concreto ed economico che ha permesso ai ragazzi di Red Thread Games di spingersi oltre i propri limiti. </em>Di puntare a realizzare un’opera che non sia esclusivamente focalizzata sulla narrativa, ma contenga anche elementi più “ludici”. <em>Ed ecco che ci troviamo di fronte a un titolo che ci porta a interagire con gli ambienti, a seguire il ritmo con sezioni da ryhtm game e, persino, a combattere contro diversi avversari in sezioni puramente action.</em></p><p>Ma sarà riuscito il team norvegese a bilanciare il tutto? <em>Ci troviamo di fronte al miglior lavoro di Red Thread Games, oppure il tentativo di creare un videogioco più complesso si sarà rivelato il più grande difetto dell’opera?</em> Per scoprirlo salite a bordo del nostro bus e preparatevi a una lunga traversata degli Stati Divisi d’America!</p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/dustborn-la-recensione">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Dustborn è la perfetta rappresentazione dell’essere umano: imperfetto, ma proprio per questo affascinante e meritevole di attenzione</summary>
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        <title>Tavern Manager Simulator, la recensione</title>
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        <updated>2024-08-07T14:26:53+00:00</updated>
        <published>2024-08-07T14:26:39+00:00</published>
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            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <figure><img src="https://media.badtaste.it/eyJidWNrZXQiOiJyZWFsbHliYWQiLCJrZXkiOiJtZWRpYS1saWJyYXJ5XC9sZWdhY3lcL3NpdGVzXC8yXC8yMDI0XC8wOFwvc3MtNmZjMGE5ODBmMTNkMTA5YWM3Yzk2NDYzY2MzYmVlM2Q1YWE3YjM3ODE5MjB4MTA4MC5qcGciLCJlZGl0cyI6eyJyZXNpemUiOnsid2lkdGgiOjEwMDB9fX0=?signature=7d0d2abc8d3253a80eef3edf110f01dfc2e09b561b39e09203dd8dfc7788957e" alt="ss-6fc0a980f13d109ac7c96463cc3bee3d5aa7b3781920x1080"></figure>
            <p>Titoli come <strong><em>Tavern Manager Simulator</em></strong> ci permettono di espandere i nostri orizzonti, permettendoci di capire quanto <em>giocare ai videogiochi sia un’esperienza soggettiva</em>. Qualcuno potrebbe divertirsi ad affrontare titoli caratterizzati da una componente narrativa accentuata, mentre altri possono prediligere i giochi interamente votati al gameplay. Alcuni giocatori potrebbero essere alla ricerca di esperienze simulative, mentre una precisa fetta di utenza potrebbe voler dedicare tutta la vita a titoli gestionali e strategici. <em>Il bello di questa varietà, però, sta nella possibilità di scelta. </em>In base a ciò che cercate, ci sarà comunque un videogioco pronto a soddisfarvi, accompagnandovi in viaggi più o meno lunghi, ma sempre emozionanti.</p><p><em>Questo ragionamento deve essere molto chiaro ai ragazzi di One More Time, studio indie che ha deciso di dare vita a <strong>Tavern Manager Simulator</strong>. </em>Vi state chiedendo in cosa consista questo gioco? Semplice: <em>nella gestione manageriale di una locanda in pieno stile fantasy</em>. Negli scorsi giorni abbiamo avuto occasione di mettere mano alla versione definitiva del gioco, disponibile su PC a partire dal prossimo 13 agosto. Dopo aver servito per ore della freschissima birra (ma anche della zuppa bollente) siamo finalmente pronti per raccontarvi la nostra esperienza con questo bizzarro (ma non troppo) gioco.</p><p><em>Siete curiosi di saperne di più? Allora fatevi avanti e prendete posto. La nostra locanda è sempre aperta.</em></p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/tavern-manager-simulator-la-recensione">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Tavern Manager Simulator è esattamente il titolo che ti aspetti: un gestionale nel quale interpretare un novello oste di una locanda fantasy</summary>
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        <title>Nobody Wants to Die, la recensione</title>
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        <updated>2024-08-06T14:44:35+00:00</updated>
        <published>2024-08-06T14:44:25+00:00</published>
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            <name>Luca Mazzocco</name>
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            <p>Quando ci si avvicina a un titolo come <strong><em>Nobody Wants to Die</em></strong> lo si fa molto probabilmente per la sua ambientazione. <em>Dopotutto è evidente sin dalle prime immagini e dai primi trailer che si tratta di una storia a metà tra Blade Runner e Altered Carbon.</em> Una storia caratterizzata ad <em>atmosfere curate nei minimi dettagli</em> e da una sceneggiatura che, almeno sulla carta, dovrebbe riuscire a calamitare l’attenzione del giocatore dal primo all’ultimo minuto di gioco. Una volta attirati da questi elementi, subentra però un’altra questione: <em>e se il titolo non fosse divertente da giocare?</em> Non sarebbe stato meglio, in quel caso, aver goduto della storia attraverso in medium differente, come un film o una serie TV?</p><p>Domande legittime, ma che non presentano risposte giuste o sbagliate. <em>Questo perché vivere un videogioco è un’esperienza estremamente soggettiva. </em>L’approccio stesso al lessico videoludico è differente per ognuno di noi. <em>Alcuni giocatori appaiono totalmente disinteressati al comparto narrativo e altri, al contrario, desiderano mettere le mani solamente su opere ben scritte e dirette. </em>Non esiste una fazione che ha ragione e una che ha torto, bensì si tratta semplicemente di metodi differenti di fruire un videogioco.</p><p><em>Ciò che le software house e i vari siti di critica videoludica dovrebbero fare, però, è comunicare nel modo corretto i vari titoli. </em>Solo in questo modo è possibile attirare la corretta tipologia di pubblico verso il giusto prodotto. In questo modo, chiunque sia interessato, per esempio, a <strong><em>Nobody Wants to Die</em></strong> saprebbe di star guardando un’opera fortemente vincolata alla narrativa. Un&#039;opera dove l’unico elemento di gameplay a emergere sono i puzzle ambientali da risolvere attraverso gli strumenti in dotazione del protagonista. <em>Rientrate forse in questa tipologia di giocatori?</em> Siete curiosi di sapere se <strong><em>Nobody Wants to Die</em></strong> è in grado di intrattenere dall’inizio alla fine? Allora siete nel posto giusto. <em>Noi siamo qui apposta per aiutarvi a capire se gli sforzi dei ragazzi di Critical Hit Games meritano o meno i vostri soldi.</em></p>
            <p><a href="https://www.badtaste.it/recensioni/nobody-wants-to-die-la-recensione">Continua a leggere&hellip;</a> </p>
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        <summary>Nobody Wants to Die è un&#039;opera dalla narrazione totalizzante, in grado di intrattenere come un ottimo film di fantascienza</summary>
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