Abbiamo provato la creatura di Massimo Guarini e di Ovosonico…

Finalmente.

Dopo anni da eterni figli di un dio minore, finalmente, gli sviluppatori italiani hanno avuto il loro momento di gloria. Quando sul palco della conferenza Sony sono apparse le prime immagini di Murasaki Baby, infatti, l’orgoglio di Massimo Guarini e della sua Ovosonico, per un attimo, si è trasformato nella gioia di tutti gli italiani che, con passione e una buona dose di incoscienza ogni giorno cercano di fare bene il proprio lavoro nonostante le difficoltà.

Dopo l’annuncio, Sony ci ha invitati a toccare con mano il titolo di Ovosonico, proponendoci una breve demo ancora in versione pre alpha che, tuttavia, mostra già alcuni spunti interessanti. Una volta presa in mano la PSVita siamo introdotti alla protagonista del gioco, una strana bambina con la bocca sulla fronte che gioca con un palloncino a forma di cuore. La bimba, però, non sarà il nostro avatar ma il rapporto che avremo con lei sarà più simile a quello di un “adulto responsabile”. Nel corso del gioco, infatti, non potremo mai guidare direttamente la piccola protagonista ma dovremo accompagnarla mentre attraversa un mondo da incubo, fatto di tentacoli, pipistrelli e tanti altri strani personaggi. A volte ci basterà prenderla per mano, altre, invece, saremo costretti a forzarla, spingendola e addirittura facendola piangere. L’intero gameplay di Murasaki Baby si basa su questa dicotomia, starà a noi decidere se interpretare più la figura del padre o quella dell’orco.

Avanzando nel livello demo veniamo messi davanti a una serie di enigmi ambientali, come la necessità di accendere alcune luci per illuminare il cammino, oppure l’eliminazione di un mostriciattolo capace di creare nebbia o, ancora, sezioni più classiche in cui dobbiamo evitare che la bambina cada in varie trappole che emergono dal terreno.

Per controllare il gioco è necessario fare uso del doppio touch pad di PSVita, con lo schermo, infatti, potremo agire direttamente sulla strada che la nostra piccola protagonista sta percorrendo, mentre muovendo le dita sul retro della console modificheremo lo sfondo di gioco, un po’ come avverrebbe nel teatro delle marionette. Cambiando gli scenari, infatti, modificheremo pure le reazioni emotive dei vari personaggi: uno sfondo più cupo farà spaventare la baby e renderà i nemici aggressivi, mentre uno più tranquillo ci permetterà di avanzare senza troppe difficoltà. Sarà però necessario usare i vari cambi che avremo a disposizione con estrema oculatezza dato, a volte, dovremo spaventare un po’ la bambina per forzarla a proseguire nell’avventura.

Affetto, inquietudine, bellezza, paura, Ovosonico pare aver attinto più dall’universo onirico che da quello reale per creare il suo primo gioco. Così, mentre i dolci tratti di Murasaki Baby ci ricordano i tempi in cui, da ragazzini, ci facevamo cullare da quelle sensazioni che si provano solo nel dormiveglia, noi riponiamo la PSVita e sognamo un po’, vediamo un piccolo studio di sviluppo italiano capace di farsi strada fra i grandi e vediamo una bambina, un po’ spaventata, che grazie a noi troverà la strada per uscire dai suoi incubi.