Uscito inizialmente su PlayStation 4 nel luglio del 2020, Ghost of Tsushima è stato il titolo che ha dimostrato per l’ennesima volta la bravura dei ragazzi di Sucker Punch Productions. Questo team, noto principalmente per aver dato vita ai franchise di Sly e di Infamous, è riuscito nell’impresa di raccontare la storia dell’ultimo samurai dell’isola di Tsushima, invasa dai mongoli nel 1274. Una storia fatta di redenzione, vendetta, orgoglio e giustizia, con più di qualche buona idea anche in termini di game design.

Ghost of Tsushima si è rivelato sin da subito un successo di pubblico e di critica, confermando la qualità delle esclusive PlayStation. Esclusive che, anno dopo anno, si confermano sempre più il vero motore trainante delle piattaforme Sony, attirando l’attenzione anche dei giocatori provenienti da altre console o da PC. 

Da qualche anno, consapevole della forza delle proprie IP, l’azienda nipponica ha deciso di trasportare i titoli più importanti usciti su PlayStation 4 e PlayStation 5 su computer. Una mossa estremamente furba e che, senza sottrarre utenza al proprio ecosistema, ha permesso a migliaia (se non milioni) di giocatori da tutto il mondo di provare con mano franchise del calibro di God of War, Horizon e Final Fantasy. Seguendo questo trend, Ghost of Tsushima è finalmente approdato su PC il 16 maggio. Negli scorsi giorni abbiamo quindi avuto modo di provare questa nuova versione delle avventure di Jin Sakai sia attraverso il nostro PC, che tramite la nostra fidata Steam Deck. Volete scoprire se, dopo quattro anni, vale ancora la pena fare un viaggio virtuale in Giappone?

Ghost of Tsushima

POESIA E CONFORT ZONE

Prima di dedicarci all’analisi più tecnica, ci teniamo come sempre a farvi capire quanto il titolo in questione meriti la vostra attenzione a priori. Ghost of Tsushima è un action in terza persona nel quale ci troveremo a esplorare un (non troppo) vasto open world tra missioni dal forte stampo narrativo e attività secondarie estremamente peculiari. Attività come la scrittura di Haiku, in grado di farci riflettere su quanto accaduto durante la nostra avventura e, più in generale, sulla vita. La struttura dell’opera targata Sucker Punch non si discosta molto da titoli come Assassin’s Creed, risultando così il titolo perfetto per coloro che amano i giochi dalle meccaniche ormai consolidate. Una sorta di confort zone perfetta, che poco azzarda, ma capace comunque di affascinare grazie a sfumature per nulla scontate.

Il principale pregio di Ghost of Tushima, infatti, sta nel come guida il giocatore attraverso l’intera avventura. Se la maggior parte dei titoli open world non fa altro che riempire la mappa di icone da “cancellare” una volta raggiunte, nell’opera di Sucker Punch l’HUD è ridotto al minimo. Ecco che per capire verso quale direzione andare, per esempio, dovremo seguire la direzione del vento. Per raggiungere alcuni santuari dovremo, invece, trovare e rincorrere le volpi, mentre altre volte saranno degli uccellini a farci capire di dover esplorare una specifica area. Insomma: il risultato finale è un gioco davvero immersivo e poetico. Un gioco che parte da una struttura solida e, per certi versi, persino “datata”, ma che riesce a introdurre alcune intuizioni di grande valore, in grado di rendere Ghost of Tsushima una piccola gemma da non sottovalutare.

Ghost of Tsushima

LA MIGLIOR VERSIONE POSSIBILE

Partiamo da un’informazione tanto semplice, quando importante: la versione PC di Ghost of Tsushima è la Director’s Cut, contenente non solo il gioco base, ma anche l’espansione Iki Island e la modalità multiplayer Legends. Un pacchetto completo che aggiorna i contenuti all’upgrade per PlayStation 5 uscito nell’agosto del 2021. Quello che è chiaro sin da subito, però, è che questa nuova iterazione del gioco risulta tecnicamente superiore anche all’appena citata versione PlayStation 5. Merito in parte della potenza offerta dalle specifiche PC, in combinazione con tutti quei “trucchi” per migliorare risoluzione e frame rate. Trucchi come la compatibilità con i diversi sistemi di upscaling (DLSS, FSR 3.0 E XeSS) o le tecnologie tipo NVIDIA Reflex, in grado di perfezionare le performance generali del gioco.

Grazie alla nostra 4070, siamo riusciti a rigiocare le avventure di Jin Sakai a una risoluzione 4K, con un frame rate vicino ai 60 fotogrammi al secondo. Il tutto tenendo ogni singola specifica tecnica tarata al massimo, per un risultato visivamente incredibile. Peccato, però, per la parziale assenza dell’implementazione del DualSense. “Parziale” nel senso che il feedback aptico, i grilletti adattivi, il touchpad e il suono che esce dal pad sono attivi solamente se giocherete con il controller collegato in modalità cablata. Nel caso preferiate il ben più comodo bluetooth, sarete quindi costretti a rinunciare a queste comodità. Comodità non di poco conto, in un gioco come Ghost of Tsushima. Per attivare il vento in grado di indicarci la direzione da seguire, infatti, si deve far scivolare l’indice sul touchpad. L’alternativa è premere un pulsante sul d-pad e selezionare l’azione. Una scelta inevitabile, ma non altrettanto immersiva e valida.

Ghost of Tsushima

SAMURAI IN PORTABILITÀ

Come spesso accade con le esclusive PlayStation, anche Ghost of Tsushima è perfettamente compatibile con Steam Deck, la console ibrida targata Valve. Il risultato è, ancora una volta, esaltante. Abbiamo provato il titolo di Sucker Punch attraverso la versione OLED di Steam Deck e siamo rimasti ammaliati dai colori del gioco e dalla stabilità, ancorata ai 30 FPS, del frame rate. Come al solito, lo scotto da pagare è sempre la durata della batteria, che si è esaurita completamente in quasi due ore e mezza. Un risultato che, nella versione LCD della piattaforma Valve, potrebbe scendere a un’ora e mezza, a causa delle dimensioni ridotte della batteria.

In ogni caso è incredibile pensare di poter giocare a un’opera come Ghost of Tsushima in portabilità. Ormai dovremmo esserci abituati, ma l’effetto di vivere un’avventura tanto elaborata dal punto di vista tecnico comodamente sdraiati sul letto o in treno è qualcosa di semplicemente meraviglioso. Nixxes, l’azienda che si è occupata di questa trasposizione, continua a confermarsi una delle realtà migliori nel portare i giochi PlayStation su PC. Una garanzia di qualità che, anche in questo caso, non ci ha minimamente delusi.

GHOST OF TSUSHIMA DIRECTOR’S CUT MERITA DI ESSERE RECUPERATO SU PC?

Come avrete ormai potuto dedurre dall’articolo appena letto: sì, Ghost of Tsushima Director’s Cut è un titolo che vi consigliamo di recuperare nella sua versione per il mercato PC. Che siate in possesso di Steam Deck o di un computer di fascia media poco importa. Non solo il gioco di Sucker Punch rimane, a distanza di anni, una meravigliosa esperienza, ma in questa sua nuova iterazione vede tutti i propri punti di forza potenziati. Esattamente come accaduto con Horizon Forbidden West, infatti, la versione PC di Ghost of Tsushima Director’s Cut è la miglior edizione che potete trovare sul mercato. Giocare per credere.