Arriverà presto, su queste stesse pagine, il momento nel quale parleremo di Luigi’s Mansion 3 attraverso un’analisi ragionata, equilibrata, approfondita, che indaghi le complessità della produzione realizzata da Next Level Games, che ne pesi qualità e quantità. Banalmente, appuntamento a tra qualche giorno per la recensione della terza avventura ectoplasmatica del verde fratello, che sarà disponibile su Nintendo Switch dal 31 ottobre prossimo. Ci sarà quindi spazio, più in là, per apprezzare le raffinatezze che, ve lo possiamo già anticipare, costellano la peregrinazione di Luigi tra i piani dell’Hotel Miramostri, nel quale il gioco è ambientato, per descrivere quanto siano ben congegnati la maggior parte degli enigmi ambientali, per…No, basta, rischieremmo di dirvi troppo. Quello che invece possiamo già dirvi è che, non in maniera del tutto imprevedibile, il terzo capitolo della serie porta a un nuovo livello uno dei suoi elementi tipici, per quanto forse il più trascurato quando se ne parla: la distruzione!

L’originale Luigi’s Mansion, pubblicato nel 2002 su GameCube, accompagnandone il lancio, fu per molti un’esperienza incredibilmente appassionante per la sensazione di fisicità trasmessa dall’aspirare fantasmi, una lotta che sullo schermo vedeva il baffuto correre dietro agli ectoplasmi, nella realtà il giocatore sbatacchiare entrambi gli stick analogici. Ma quanto era bello, chiunque lo avesse giocato lo potrà confermare, aspirare tende e tovaglie, agitare posate e suppellettili, scuotere armadi e comodini. In breve, agire sul mondo di gioco, in maniera magari non estremamente impattante, se non dal punto di vista dello scovare i fantasmi, ma comunque sfiziosa, perché restituiva la percezione di un’ambientazione tangibile, abbellitta da oggetti veri, non un mero sfondo puntellato qua e là da immoti orpelli.

 

Luigi's Mansion 3 screenshot

Quel cassone rosso a breve farà una bruttissima fine

 

Il piccolo godimento derivato dal far il solletico alle cose è diventato in Luigi’s Mansion 2, il secondo capitolo della serie, per Nintendo 3DS, qualcosa in più. L’aumentata interattività con gli elementi dello scenario permetteva di scuoterlo ancora di più, di toccarne con maggior sensibilità la solidità e di rompere un po’ di oggetti. L’interazione con gli oggetti era forse l’unico elemento nel quale superava il predecessore, rispetto al quale era inferiore per atmosfera e coerenza del mondo di gioco, diviso com’era tra cinque diverse ambientazioni e una progressione scandita da missioni.

” Rompere le cose è bello e chi se ne frega dei rumori e dell’eterno riposo degli abitanti dell’Hotel Miramorti”Poi arriva, finalmente, Luigi’s Mansion 3 e decide che si può spaccare quasi tutto, perché rompere le cose è bello e chi se ne frega dei rumori e dell’eterno riposo degli abitanti dell’Hotel Miramorti. È praticamente impossibile, nel nuovo capitolo della serie, alzare l’indice dal grilletto destro, quello deputato all’aspirazione, perché avere tutto questo mondo pieno di cose da sbatacchiare suscita pulsioni irrefrenabili. Il motore del Poltergust-00, il nuovo modello di aspirafantasmi, rischia di surriscaldarsi, perché tutto trema quando tirato dalla sua aspirazione, e quello che trema nella maggior parte dei casi può essere risucchiato o persino distrutto! Ma l’arma con la quale veramente distruggere il mondo è una devastante…Ventosa. Fuoco secondario del Poltergust è lo sparo di uno sturalavandini con una piccola cordicella attaccata, una volta apiccicata la ventosa e aspirata la canapa ogni oggetto può essere spaccato: volano ante di armadi, comodini vengono scagliati contro altri mobili, esplosioni di legno e metallo e qualunque cosa possiate immaginare, persino angurie giganti, fanno un casino tremendo e godereccio. Sappiamo cosa state pensando: sì, anche i fantasmi possono essere sbattuti in giro, rompendo cose e le ossa di altri spiriti! O l’ectoplasma. O quello che è.

 

Luigi's Mansion 3 screenshot

Quella è una motosega. E potete spaccarci il mondo

 

Quanto ci stiamo divertento nel rompere tutto? Tantissimo. Potremmo procedere spediti nel completamento dell’avventura, ma ci sentiamo soddisfatti solo quando usciamo da una stanza lasciandola in uno stato decisamente peggiore rispetto a quello nel quale si trovava prima che vi entrassimo. E poi rompere le cose è il modo più rapido per ottenere dindini, e quelli fanno sempre comodo. Per cosa ve lo diremo, insieme a tutto il resto, nella recesione, tra qualche giorno. Per ora vi diciamo solo di preparavi a spaccare tutto!