Resident Evil Village è ormai prossimo al debutto, previsto il 7 maggio su PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S. L’ultimo Showcase, su cui abbiamo speso un paio di parole, ha reso chiaro che non siamo di fronte ad un capitolo come tanti altri, quanto ad un solido pilastro attorno cui Capcom sta costruendo un soft retcon dell’intera saga.

Del resto, se sul carisma e spessore psicologico di un personaggio come Ethan Winters aleggiano enormi dubbi, gli eventi di cui sarà protagonista sembrano scavare fin nelle fondamenta stesse del brand, in un chiaro tentativo di instaurare uno stretto legame tra la prima trilogia di Resident Evil, quella classica originariamente pubblicata su PlayStation, e quella più votata all’azione del quarto, quinto e sesto episodio.

Vecchi e nuovi agenti patogeni, antichi e più recenti nemici dovrebbero tutti arroccarsi attorno ad una vicenda che non può che avere nell’Umbrella il suo comun denominatore, coinvolta in Resident Evil Village in una trama che sembra persino prevaricarla, in termini cronologici, con un salto temporale utile a scoprirne le reali ed antiche origini.

Insomma, pur di tirare le somme su una saga che negli anni si è spesso inutilmente complicata, in termini narrativi, siamo disposti a sorbirci un protagonista a tratti fastidioso, per quanto dotato dello stesso charme di un comodino.

 

Resident Evil Village

 

Come annunciato nel già citato Showcase, abbiamo avuto modo di testare in prima persona le qualità del gameplay del gioco, grazie ad una demo inspiegabilmente ed immotivatamente limitata non solo dal raggiungimento di una ben precisa location, ma anche temporalmente. Mezz’ora di tempo, per intenderci, per risolvere un paio di enigmi, sparare a qualche lycan, sorbirsi le spiazzanti lamentele di Ethan in un paio di cut-scene e sperare di aver esplorato abbastanza prima dello scadere del timer.

Memori di Kitchen, demo con cui si presentò al grande pubblico Resident Evil 7 biohazard, scenario che sulla falsariga dello splendido P.T. abbondava di segreti e easter egg, ammettiamo di aver provato un certo fastidio interiore nel dover correre per paura di non vedere la fine, vista, tra l’altro, l’impossibilità di ripeterla a patto di non creare un secondo profilo sul PSN.

Se la scorsa demo ci aveva colpiti per il livello di dettaglio con cui era stato riprodotto il castello di Lady Dimitrescu, dobbiamo ammettere che questa prova in prima persona ha lievemente attutito l’hype per il gioco. Non mettiamo in dubbio le qualità di Resident Evil Village, ma resta da capire perché offrire ai fan una sessione di gioco, un segmento dell’avventura vera e propria che giocheremo tra qualche giorno beninteso, così transitorio da non riuscire a fare fuoco su nessuna feature in particolare.

“Gli scontri con i lycan ci hanno fatto capire che non sarà affatto una passeggiata”Certo, gli scontri con i lycan ci hanno fatto capire che non sarà affatto una passeggiata, che per abbatterli ci vogliono molte munizioni, che sarà fondamentale trovare subito una strategia per fronteggiare le loro offensive coordinate e in branco. Tuttavia, non è bastato per farci apprezzare appieno il gunplay, per quanto sembri ereditato di sana pianta da Resident Evil 7 biohazard, né per valutare l’efficacia della difesa di Ethan.

Al tempo stesso, lo scorcio di trama offertoci ha sì chiarito che qualcosa di molto strano, sinistro e pericoloso si stia consumando all’interno del villaggio, ma in questo frangente siamo rimasti un po’ spiazzati da una sceneggiatura ed una regia molto, fin troppo da B-Movie.

Difficile anche farsi un’idea sul level design. Se la demo ha lasciato intendere che in quella stessa ambientazione ci saranno molti più elementi con cui interagire, così come porte da aprire e sentieri da esplorare, non possiamo sbilanciarci se e quanto il backtracking inciderà sull’economia del gioco.

Anche in termini grafici non c’è stato lo stesso stupore provato con la precedente demo, nonostante siamo stati sicuramente spettatori di uno spettacolo più che degno, capace di rendere onore all’hardware di PlayStation 5. Qualche animazione non ci ha convinto, certi elementi dello scenario sembravano poco curati, ma in generale modelli poligonali ed effetti luce fanno il loro per dare un tono davvero next-gen a Resident Evil Village.

 

Resident Evil Village

 

Questa mezz’ora in compagnia della produzione Capcom, tirando le somme, non ci ha completamente soddisfatti, né conquistati. Innegabilmente si tratterà di un’avventura a suo modo difficile, sembra che restare a corto di proiettili sarà la regola; indiscutibilmente saremo testimoni di uno spettacolo grafico di prim’ordine; sicuramente la trama riserverà tantissime sorprese, soprattutto per i fan di lunga data. Eppure non ci è sembrato il modo migliore per rinvigorire l’hype intorno al gioco, sulle cui qualità, ovviamente, potremo sbilanciarci solo in sede di recensione, tra qualche giorno.

 

 

Sono previste altre demo prossimamente e torneremo sicuramente a parlare di Resident Evil Village. Speriamo solo di farlo in circostanze migliori, con una prova quantomeno più emozionante e magari non limitata temporalmente.