Con Resident Evil Village, Capcom ha nuovamente ribadito a chiare lettere che con la sua saga di punta è sempre disposta a rischiare, reinventandola di continuo anche a discapito di lasciare per strada i fan affezionati alle formule precedenti o che proprio non riescono a farsi piacere la continua e costante evoluzione di un brand che ha sempre fatto di tutto per cavalcare l’onda, anche a costo di fallire miseramente (ci riferiamo ovviamente a Resident Evil 6).

Dopo l’inquadratura poco al di sopra della spalla e quella in prima persona, il capitolo che debutterà ufficialmente il prossimo 7 maggio su PC, PlayStation 4, Xbox One, PlayStation 5 e Xbox Series X e S, può dare l’impressione di essere un adattamento videoludico di Quella Casa nel Bosco, horror del 2011 che, passateci il termine, sul finale la buttava bellamente in caciara, palesando le sue ambizioni metareferenziali e metanarrative.

Gli zombie, lenti e claudicanti, sembrano ormai un ricordo del passato, una delle tantissime manifestazioni di quel Resident Evil che in Village assume le forme, tra le molte altre, di un licantropo e, soprattutto, di una famiglia allargata di affascinanti donne che per comodità, anche se non lo sembrano del tutto, potremmo definire vampire.

Resident Evil Village screenshot

Resident Evil Village, del resto, non fa altro che ribadire le origini horror di serie B della proprietà intellettuale di Capcom, quasi fosse un manifesto che in tempi recenti ha trovato in Ethan Winters un interprete ideale per questa transizione alla prima persona.

Dopo i guai patiti e superati, per un soffio, nel capitolo precedente, il giovane è nuovamente al centro delle attenzioni di veri e propri mostri che hanno deciso di rapire la figlia avuta con Mia, probabilmente (ma non sicuramente) uccisa per motivi ancora sconosciuti da un Chris Redfield sempre più testosteronico. Finito, non si sa ancora come, né perché, in un lugubre castello in Europa, svelerà i misteri che legano l’altissima, in senso letterale beninteso, Lady Dimitrescu alle sorti dell’Umbrella.

Lo showcase andato in onda ieri in tarda serata ha fornito diversi dettagli narrativi in più. L’avventura vi porterà a visitare almeno altre tre location differenti dal castello, probabilmente passando per il villaggio del titolo che unirà tra loro gli scenari, ognuno legato ad un’altra potente famiglia che gestisce gli affari del luogo e che si rapporta in modi attualmente ignoti con la già citata azienda biotecnologica.

Novità sostanziose, ma per modo di dire, sono giunte anche sul fronte del gameplay, dove, appunto, non sembrano esserci chissà quali novità. La gestione dell’inventario ricalcherà quella vista in azione in Resident Evil 4, con tutte le caselle da riempire nel modo più efficiente possibile, mentre il misterioso The Duke fornirà nuovo equipaggiamento e potenziamenti ogniqualvolta avrete la fortuna di incontrarlo.

Per il resto, si andrà avanti di visuale in prima persona, enigmi da risolvere recuperando oggetti, pochi ma fortissimi avversari da fronteggiare, molti dei quali vi talloneranno per ampi tratti del gioco.

La vera sorpresa dello showcase, non ha tuttavia avuto a che fare direttamente con Resident Evil Village, di cui tra l’altro è stato ufficializzato l’upgrade gratuito alle console next-gen qualora si preferisca acquistarlo inizialmente su PlayStation 4 e Xbox One. A regalare alla platea un brivido, scegliete voi se di piacere o disgusto, ci ha infatti pensato Re:Verse ennesima modalità multiplayer che sembra al momento davvero poco ispirata, destinata ad essere un contentino valido giusto per un paio di partite.

Si tratterà, in buona sostanza, di alterchi PvP in cui si vestono i panni dei principali protagonisti della saga. Armati di tutto punto dovrete abbattere gli avversari, ben sapendo che una volta a terra ci si trasforma in uno dei villain storici, con i poteri e le abilità sovrumane che, per esempio, il Nemesis può elargire all’utente di turno.

Visto come è andata con Resistence non siamo particolarmente fiduciosi, ma quanto meno la grafica vagamente in cel-shading lascia intravedere un minimo di applicazione da parte del team di sviluppo.

Resident Evil Village

L’evento si concluso con l’annuncio di una breve demo di Resident Evil Village, disponibile sin da subito in esclusiva per PlayStation 5. Armati del poco coraggio di cui siamo dotati, abbiamo avviato Maiden curiosi di scoprire cosa avessero in serbo per noi i ragazzi di Capcom, gustandoci sin dal primo momento soprattutto la cura per le ambientazioni riposta in un’esperienza che si è consumata in una decina di minuti, senza chissà quali balzi sulla sedia.

Inizialmente prigionieri in una segreta, attraversando uno stretto cunicolo e trovando la chiave giusta, siamo stati accolti nello splendido salone della magione di Lady Dimitrescu, abbagliante e fulgido esempio non solo della creatività degli artisti di Capcom, ma anche delle immense potenzialità del RE Engine, particolarmente a suo agio nel comporre strepitosi effetti luce e a proiettare inquietanti ombre un po’ ovunque.

Non ci è stato modo di saggiare il combat system, né di visitare molte stanze dell’edificio, dal momento che la demo si è conclusa pochi minuti dopo, con la rocambolesca apparizione della gigantesca aristocratica che dopo averci atterrato ci è balzata addosso con fare minaccioso.

Quello indetto per Resident Evil Village, insomma, è stato uno showcase privo di chissà quali novità, ma che ci ha consegnato numerose certezze. La più importante, già citata, è la data di uscita del gioco, prevista per il 7 maggio. Manca pochissimo e noi non vediamo l’ora di scoprire quali altri misteri ruotino intorno alla Umbrella.