A pensare i luoghi più suggestivi del panorama videoludico, vengono in mente ambientazioni iconiche come quelle di BioShock o Final Fantasy. Tuttavia, anche tra le piccole produzioni si trovano scenari dall’incredibile fascino, capaci di raccontare una storia senza la necessità delle parole. È il caso di Nidosacro di Hollow Kinght, titolo in stile metroidvania, sviluppato da Team Cherry, composto da sole tre persone e un compositore. Partito con una campagna Kickstarter, il gioco ha ottenuto un ottimo riscontro da parte di critica e utenti all’uscita – avvenuta nel 2017 su PC – con una media vicina al 9 su Metacritic.

Un successo tale da portare l’anno successivo alla pubblicazione anche su Nintendo Switch, PlayStation 4 e Xbox One. Le ragioni sono tante: un livello di difficoltà arduo ma avvincente, uno stile artistico splendido, una vasta mappa ricca di segreti, una lore appena accennata ma di grande attrattiva. Sì, perché Hollow Knight, attraverso le sue architetture fatiscenti, musiche malinconiche e incontri singhiozzati, racconta una storia solenne ambientata nel mondo degli insetti.

 

 

Cuore delle loro vicende è l’antico regno di Nidosacro, un tempo florido grazie all’operato del Re Pallido e della Dama Bianca. Vi mettiamo piede nel ruolo del Cavaliere, un esserino piccolo e adorabile, ma al contempo vuoto: impossibile decifrarlo o comprenderlo. Non sappiamo nemmeno quale sia il nostro scopo. All’inizio, quindi, avanziamo incuriositi, soffermandoci sulle case abbandonate di Pulveria e la sua panchina solitaria. I vari abitanti si sono addentrati nel regno, perdendo il senno a causa di un’infezione. Così ci dice Gerontias, unica anima presente nella malinconica landa ventosa. E così, in un silenzio spezzato solo dal suono dei nostri passi, scendiamo giù dal pozzo per scoprire il destino che ci attende.

Non sarà una scoperta semplice. Ogni cosa ci è ostile in Nidosacro: insetti furenti e agguerriti, funghi ostili, pietre e minerali letali. In breve, operiamo all’interno di una natura matrigna pronta a farci desistere dal continuare. Il livello di sfida è particolarmente elevato infatti, a tal punto che non è raro vedere accomunato Hollow Knight ai Dark Souls. Tuttavia, al di là dell’alto grado di sfida, il titolo riprende dalla celebre serie di FromSoftware anche la tipologia di storytelling.

 

 

La storia di Nidosacro e del Cavaliere di Hollow Knight non ci viene raccontata attraverso cutscene o cospicue linee di dialogo. Il piccolo capolavoro di Team Cherry si basa su una narrazione ambientale, costellata dall’incontro fortuito con altri personaggi. Questi rappresentano un breve momento di pace, oltre che un modo per dare familiarità a un regno muto come Nidosacro: tiriamo un sospiro di sollievo quando incontriamo Cornifer, coleottero cartografo, così come sorridiamo se notiamo le gote rosa di Bretta seduta sulla panchina o ci innervosiamo quando incontriamo Zote il Potente. Questi sono solo alcuni degli NPC che si celano nelle numerose vie di Nidosacro, ciascuno con un suo scopo e una piccola storia da svelare a bocconi. Tutto il resto è da scoprire tramite la lettura di lapidi disseminate nel mondo di gioco.

Questo se ci affidiamo a un tipo di narrazione tradizionale, ma se andiamo oltre, capiamo che gli sfondi di Nidosacro riescono a dire tanto della sua essenza. Essa è in primis variegata: nonostante il decadimento, il regno è comunque pulsante di insetti, che vanno dai coleotteri alle mantidi, dagli aracnidi alle api, a molto altro ancora. Ognuno di loro ha uno stile di vita e di lotta, perfettamente riassunto dai dettagli delle ambientazioni. Prendiamo ad esempio il Villaggio delle Mantidi, sito sotto le Caverne Fungine. Il passaggio tra i due scenari è graduale: i funghi restano a far da sfondo, ma più ci avviciniamo alle Signore delle Mantidi e più notiamo decorazioni tribali volte a farci intendere la tenacia e l’orgoglio di questo tipo di insetti. Del resto, sono tra i pochi ad aver conservato la ragione dopo l’infenzione che ha colpito il regno. Il temperamento fiero delle mantidi è meravigliosamente riassunto dalle tre signore sedute sui troni longilinei in stile gotico.

 

nidosacro hollow knight

 

In generale, Nidosacro di Hollow Knight ricorre a questo stile artistico, come è evidente dalle sue architetture strette, affusolate e tendenti verso l’alto. Una scelta interessante che dona la citata solennità a un mondo come quello degli insetti, che per noi umani non è che piccolo e a tratti insignificante. Al contrario, le architetture di Nidosacro sono austere e maestose, perfettamente inserite in contesti naturali. Si vanno a creare così ecosistemi molto vari tra loro, ognuno in grado di scaturire in noi diverse emozioni. Quando si esplora la mappa viviamo una sensazione di inquietudine, non solo per paura di incontrare un nemico, o ancor peggio un boss, capace di farci perdere tutto, ma anche perché l’oscurità è uno degli elementi caratterizzanti di Hollow Knight, e lo ribadisce il nero mischiato a tonalità di viola, di verde o di blu in molte delle ambientazioni, fino ad arrivare all’oscurità più tetra di Nidoscuro e l’Abisso.

Proprio per questo nero ridondante, è impossibile non restare stupiti davanti alla natura vivida e lussureggiante di Verdevia, o ai palazzi di Città delle Lacrime, la capitale di Nidosacro. Quest’ultima è certamente tra gli scenari più riusciti, perché riesce ad esprimere la nostalgia per i tempi in cui il regno era florido, con i suoi edifici raffinati prima abitati da intellettuali, artisti e mercanti. Adesso però vi sono solo guardie agguerrite, mentre l’acqua del lago sotto cui è costruita la città crea un’imperitura pioggia che sembra spazzare via i ricordi del passato. Una malinconia enfatizzata dalla melodia con il pianoforte. Proviamo dunque meraviglia, stupore e, perché no, anche una sorta di tristezza mentre andiamo in avanscoperta, coronando uno degli obiettivi degli sviluppatori, quello di sorprenderci. Lo hanno dichiarato in occasione di un’intervista per il podcast di Kotaku Splitsceen.

 

nidosacro hollow knight

 

Nidosacro di Hollow Knight vuole fagocitarci al suo interno, con repentina irruenza, per poi mostrarci con delicatezza tutte le sue sfaccettature. Una delicatezza espressa attraverso lo stile artistico, i dettagli decorativi, la musica, i nemici e gli amici incontrati. Spetta a noi giocatori concentrarci su questi elementi, dedicarvici tempo e pazienza, perché le diverse ambientazioni contengono tutte le informazioni necessarie per rendere Hollow Kinght un titolo indelebile tra le nostre esperienze di videogiocatori. Ora non resta che aspettare Silksong, per un nuovo tuffo a Nidosacro.