Da grande fan della saga di The Last of Us, sapere della progettazione di una serie TV ispirata al brand di Sony ha suscitato emozioni contrastanti, un mix di esaltazione ed inquietudine non troppo dissimile a quello già esperito ai tempi della presentazione ufficiale di The Last of Us Part II, già di per sé un discreto azzardo, fortunatamente vinto, visti i delicati equilibri tracciati dal capitolo originariamente pubblicato su PlayStation 3.

Del resto, non doveva esserci un sequel, almeno stando a quanto dichiarato inizialmente da Naughty Dog, figurarsi una produzione televisiva.

La prima avventura di Joel ed Ellie, del resto, poggiava su una coerenza narrativa talmente ferrea e chiusa in sé stessa, che la semplice aggiunta del più minuscolo dei pezzettini avrebbe messo a repentaglio la stabilità di un universo narrativo suggellato da un finale di per sé perfetto, conclusivo nella maniera più netta.

Eppure il castello non è crollato nel sequel, ennesimo test superato con suc...