Dylan Dog 341: Al servizio del Caos, la recensione
Al Servizio del Caos piazza l'ultimo dei tre grandi tasselli dello scenario in cui si muoverà d'ora in poi Dylan Dog: John Ghost, la nuova nemesi
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Ancora Dylan Dog?, direte voi. Ebbene, si poteva ignorare questo numero 341, che dopo il pensionamento di Bloch e l'arrivo del nuovo ispettore Carpenter, piazza l'ultimo dei tre grandi tasselli che vanno a comporre lo scenario in cui si muoverà d'ora in poi l'Indagatore dell'Incubo?
John Ghost è un uomo che si è fatto dal nulla; da un'adolescenza di dolore e povertà è stato in grado di costruire un impero, una multinazionale attenta a tutte le novità più sofisticate o emergenti del mercato: bionica, energie riciclabili, ricerca spaziale, agricolture biologiche, intrattenimento digitale ed elettronico. Proprio il lancio dell'ultimo modello di smartphone superaccessoriato della Ghost Enterprise è al centro della vicenda, in quanto causa di omicidi inspiegabili, tanto da richiedere l'intervento del protagonista che si troverà a lavorare per il suo futuro nemico mortale, senza saperlo.
Se Paola Barbato è tra gli autori della serie quella più in sintonia con il personaggio principale, Roberto Recchioni lo è senza dubbio con il modo di raccontare di Tiziano Sclavi, e non lo scopriamo certo noi. Questa è la prima vera storia che incarna appieno il cambiamento e che allo stesso tempo rispetta il glorioso passato. C'è la morta figlia della follia, ci sono le contraddizioni e le patologie della società moderna, come la dipendenza dai prodotti della tecnologia alla quale deve piegarsi anche Dylan, suo malgrado. Ci sono omaggi a due star inglesi, il cuoco più noto del globo, Gordon Ramsey e il suo compatriota di pari fama nel mondo dei fumetti, Alan Moore e c'è la musica di nicchia, quella degli Slayer.
Questo episodio segna per sempre il distacco dalla vecchia gestione proiettando la creatura di Sclavi nel suo secondo ciclo di vita editoriale e introducendovi stabilmente un nuovo elemento horror, il caos, il disordine fino a se stesso, una delle paure più terrificanti della nostra quotidianità. Nei comics americani è impersonato forse dal villain più riuscito di tutti i tempi: Joker. Per ora Ghost, prendendo in prestito il DC Universe, si è mostrato ai lettori più come un Lex Luthor. La sua ferocia è nascosta da un'apparenza di perbenismo e credibilità, ma verso le ultime pagine la tenebra ha fatto capolino. Dylan Dog 2.0 è online.