Chrono Asterix #6: Asterix e Cleopatra
Asterix, Obelix e Panoramix vengono chiamati in Egitto per aiutare Cleopatra a vincere una scommessa contro Giulio Cesare...
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
La visione dissacrante comincia già dalla promozione della storia, che emula le pubblicità cinematografiche dei blockbuster dell'epoca, incentrate più sul budget e sul dispiego di mezzi utilizzati che sulle qualità artistiche dell'opera. Asterix e Cleopatra viene quindi annunciato sulla rivista Pilote con lo strillo (poi ripreso sulla copertina della raccolta in volume):
La più grande avventura mai disegnata. 14 litri d'inchiostro di china, 30 pennelli, 62 matite a mina grassa, 1 matita a mina dura, 27 gomme da cancellare, 38 chili di carta, 18 nastri per macchina da scrivere, 2 macchine da scrivere, 67 litri di birra sono stati necessari per la sua realizzazione.
Nel corso della storia si possono trovare diversi elementi presenti nel film di Mankiewicz, come il trono sul quale spicca la statua del dio Horus, la gigantesca sfinge per gli spostamenti "in incognito" della regina, il trono con portantini e la galera reale. Anche i numerosi cambi di vestiti di Liz Taylor nel corso del film vengono ripresi nel fumetto, mandando su tutte le furie Cleopatra quando è costretta a uscire dal suo palazzo rapidamente senza potersi cambiare d'abito tra una scena e l'altra.
La vicenda parte da una scommessa tra lei e Giulio Cesare, coppia mostrata alle prese con i classici battibecchi tra moglie e marito; l'imperatore romano è convinto che lo splendore del popolo egizio sia ormai in una fase di decadenza, ma per dimostrargli il contrario la regina gli assicura che riuscirà a completare la costruzione di un sontuoso palazzo in soli tre mesi. Per riuscire nell'impresa l'architetto Numerobis si reca in Gallia per chiedere l'aiuto del druido Panoramix, che raggiungerà l'Egitto accompagnato da Asterix e Obelix.
L'ambientazione egiziana permette a Uderzo di alzare ulteriormente il livello del comparto visivo, con i palazzi monumentali e l'avvenenza di Cleopatra e la sue ancelle; quest'ultimo elemento all'epoca era tutt'altro che scontato, visto che la censura era molto severa con la riproduzione della sensualità nei personaggi femminili. Goscinny, dal canto suo, può giocare con i geroglifici egiziani all'interno dei balloon, ma ci sono molte altre finezze; alcuni esempi sono l'iniziale vignetta del doppiaggio che gioca sullo sfasamento dei dialoghi causato da una tecnica ancora non perfezionata e la presentazione di Numerobis come alessandrino in cui si gioca appunto con un "alessandrino", ovvero un verso di dodici sillabe.
Segnaliamo anche una simpatica citazione che Uderzo si è divertito a inserire, ritraendo alla sua ultima apparizione Parabis, il fido scagnozzo del subdolo Stocafis, con l'acconciatura di Sheila, giovane cantante pop che all'epoca della realizzazione del fumetto era in cima alla hit parade francese. Ma il disegnatore ha rappresentato per la prima volta anche il suo compagno Goscinny, basandosi sul suo aspetto per dare forma allo scriba Biribis.
CHRONO ASTERIX: