Chrono Tintin #3: Tintin in America
Sulle pagine di Tintin in America Hergè critica con ironia il capitalismo e lo scarso rispetto delle tribù indiane
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Per la terza avventura di Tintin, Hergé può finalmente portare il reporter belga in America - come già avrebbe voluto fare nell'episodio precedente - cedendo però alle richieste di propaganda giunte dal suo editore.Dopo le ingenuità dei primi due volumi, lo sceneggiatore capisce che per allontanare le proteste e tratteggiare una cultura con maggiore rispetto è necessaria una fase di documentazione; il compito è più semplice, visto che la società statunitense è rappresentata in numerosi film giunti anche sul suolo europeo, attraverso i quali si sta diffondendo il mito della cultura americana, in seguito all'intervento degli alleati durante la Prima Guerra Mondiale.
Purtroppo la struttura del fumetto è ancora piuttosto discontinua e soffre della pubblicazione settimanale sulla rivista Le Petit Vingtième, con una serie di attacchi ai danni del protagonista slegati tra loro, quando si sarebbe potuto facilmente ricondurre tutto al celebre criminale.
Durante la visita a Chicago, Hergè può rappresentare e ironizzare sul proibizionismo e sul capitalismo che caratterizzano la società dei primi anni '30, ma presto l'autore può spostare la narrazione in un contesto che ha molto più a cuore: le terre rurali dove vivono gli indiani della tribù Piedi Neri.
A tal proposito è esaustiva e incredibilmente divertente la tavola in cui nel giro di poche ore una riserva indiana viene smantellata e rimpiazzata il giorno seguente da una metropoli già popolata: una surreale parabola dello scarso rispetto riservato ai nativi americani.
Anche Tintin in America è stato pubblicato inizialmente in bianco e nero, con il protagonista disegnato con uno stile ancora estremamente stilizzato; è in questa storia che Hergé gli disegna per la prima volta una bocca, comprendendo che il reporter ha necessità di elementi aggiuntivi per esprimere le sue emozioni e reagire a situazioni narrative più elaborate.
CHRONO TINTIN: