The Steams 3, la recensione
Abbiamo recensito per voi il terzo numero di The Steams, serie edita da Noise Press
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Caitlin Ward, sensuale spia al servizio di Sua Maestà, sta attualmente indagando su una mostruosa creatura dal volto celato che sta mietendo vittime lungo le strade di Londra. A coordinare le indagini troviamo Lord Lyttelton, direttore del Secret Intelligence Service, mentre a coadiuvare la bella Caitlin sono il maggiordomo Garnett e il signor Wymond, consulente del S.I.S. dotato di abilità da tecnomago, oltre che di lettura psichica.
La lettura è intrigante e scorrevole, forte di una trama solida e ben congegnata, valorizzata dai disegni di Fabrizio Castano, terzo artista a prendere in mano la serie, che riprende lo stile cartoony di Davide Pandozy, creando così una coerenza artistica che aumenta la fruibilità dell’opera. Resta invariato, invece, il montaggio serrato della tavola e le belle colorazioni di Mattia Zoanni, che giocano molto con il contrasto caldo-freddo.
Capovolgiamo lo spillato per seguire l’incontro di box tra il nostro gigante buono, Azarov, e il suo avversario, Mister Punch: l’Orso di Kodiak è tornato in Alaska per affrontare Mr Enoch e le creazioni della Metal Dynamic Industry, società che vuole commercializzare degli agenti potenziati con parti meccaniche: gli Automatik. Sconfiggere il suo rivale e mettere in salvo la vita di Scarlet, figlia del suo fido sodale Clint tenuta in ostaggio, sono gli imperativi del Nostro.
Una lettura immediata e forse fin troppo leggera: così appare il lavoro di Izzo una volta giunti all'ultima pagina. Il giusto equilibrio tra linearità dello sviluppo della trama, caratterizzazione canonica dei personaggi e ritmo intenso - tutti elementi che concorrono a creare una facile empatia - viene vanificato da un finale scontato e privo di mordente. I Bud Spencer e Terence Hill steampunk non bastano a mantenere alto l'interesse del lettore se la storia di cui sono protagonisti rasenta la banalità; inoltre, la scelta di ridurre i piani di lettura paga uno scotto troppo alto. Decisamente più costante e centrata la prova artistica di Cosentino e Iozzoli.