Penny Dreadful 1x01 "Night Work": la recensione
Penny Dreadful debutta con un pilot riuscito, inquietante e ben diretto
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Night Work gestisce senza fretta, tanto da non portare del tutto a compimento il suo obiettivo, l'incontro delle varie linee narrative e dei personaggi che andranno a costituire il nucleo fondamentale. L'aristocratico Malcolm Murray (Timothy Dalton), spinto da motivazioni personali che verrano chiarite in conclusione d'episodio, gettando nuova luce sulla prosecuzione della storia, conduce una personale crociata contro le creature oscure che occupano quella sottile soglia tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Ad aiutarlo la bella e sfuggente Vanessa Ives (Eva Green) la cui natura non viene completamente svelata nel pilot, ma il cui fervore religioso di fronte a un crocifisso regala due tra le scene più d'impatto della puntata. Nella prima parte dell'episodio il punto di vista dello spettatore coincide poi con quello dell'avventuriero Ethan Chandler (Josh Hartnett), sempre più assente dallo schermo all'avanzare dei minuti, mentre nella seconda parte della puntata la scena verrà rubata dal patologo senza nome interpretato da Harry Treadaway (ma la cui identità è facilmente svelabile fin dalla sua prima apparizione).
Riferimenti nobili e ben conosciuti, forse troppo. Senza contare il Dracula della NBC – peraltro già cancellato – o Ripper Street della BBC (viene citato di sfuggita anche Jack lo Squartatore), il rischio di saturazione è alto, per non parlare di stanchezza dello spettatore, dovuta ai mille e più adattamenti di certe figure (compresa quella svelata nel comunque ottimo finale d'episodio). Un'operazione più rischiosa, ma forse più interessante, sarebbe stata quella di andare a ripescare tra i molti classici meno sfruttati del periodo, invece di giocare sui soliti nomi. In ogni caso questo abbiamo, e questo ci facciamo bastare, e non è certamente poco.
Sì perché, a parte considerazioni su ciò che si sarebbe dovuto o potuto fare, il pilot di Penny Dreadful è davvero convincente e per certi versi sorprendente. Lo sporco grigiore della Londra di fine secolo diventa il mood di una narrazione che si prende il suo tempo, che – come il personaggio di Vanessa in una bella scena – ripone tutte le sue carte in bella vista per poi svelarne lentamente solo poche e con un ritmo che non si affanna a gettare riferimenti noti di fronte allo schermo per far sentire intelligente lo spettatore. Il cast è decisamente in parte. Su tutte le scene in cui è presente emerge la statura attoriale e carismatica di Timothy Dalton, mentre l'algida – quasi "mostruosa", nel senso originale del termine – bellezza di Eva Green è un valore aggiunto al suo personaggio. Convince di meno Josh Hartnett, unica figura non completamente inserita nell'ingranaggio della narrazione, mentre Treadaway è protagonista di una scena conclusiva difficile da dimenticare.