Utopia 2x01/2x02: la recensione della doppia première
Utopia ritorna con un doppio appuntamento che spazza via i dubbi sulla seconda stagione
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
In una stagione così breve due episodi rappresentano già un'enormità sul discorso complessivo. Lo show di Channel 4 li sfrutta dividendo nettamente l'approccio non solo narrativo, ma anche visivo, alla storia. Cambia il formato, cambiano i protagonisti, cambia il contesto, ma ciò che rimane è la visione chiara del creatore sulla propria storia, uno stile costruito in pochi episodi e confermato, personaggi – ovviamente Jessica Hyde – che si fanno ricordare. Per tutti coloro che l'aspettavano con ansia, ma che al tempo stesso temevano di veder rovinato il lavoro fatto lo scorso anno, Utopia risponde con forza, rassicurandoci sull'immediato futuro.
In Utopia le piazze italiane degli anni '70 sono terreno d'incontro fra finzione e realtà, tra pura invenzione e schiacciante cronaca. Gli annunci della morte di Aldo Moro scivolano lungo i mesi e arrivano fino alla notte in cui a Roma, nella sua macchina, venne ucciso il giornalista Mino Pecorelli. Sul sedile davanti una pagina oscura della storia italiana, sul sedile posteriore il giovane Philip Carvel (Tom Burke), autore del manoscritto e padre di Jessica, che viene minacciato da un'altrettanto giovane Milner (Rosie Leslie, Ygritte di Game of Thrones). Questo è lo sconcertante prologo della seconda stagione. Seguirà un lunghissimo passo ancora più indietro, nelle radici di un complotto che si estende dall'Italia all'Inghilterra agli Stati Uniti. D'altra parte, in questo intreccio in cui non tutto è di immediata comprensione, il punto di vista non è quello di un semplice sguardo generale a "come tutto ebbe inizio".
Vero protagonista sarà Philip, tutt'altro che un personaggio positivo, e il suo percorso autodistruttivo che lo porterà a perdere dignità, famiglia e infine la sua stessa vita. Ne pagheranno le conseguenze la moglie e i figli. Si allarga la prospettiva sul personaggio di Arby, il killer psicotico che si scopriva essere fratello di Jessica. A lui appartengono le scene più disturbanti viste in questi due episodi (tra l'altro si è fatto un grande lavoro per ottenere certe reazioni dal piccolo attore). Dal punto di vista della violenza, Utopia non solo non arretra, ma alza il tiro, e se in certi momenti il tono "fumettoso" e splatter smorza la vista del sangue, in altri è difficile non voltare lo sguardo. Un primo episodio quindi spiazzante, coraggioso, difficile, ma anche creativo nel suo essere presentato interamente in 4:3 (e se consideriamo il formato normale della serie si tratta di una scelta ancora più radicale). Una colonna sonora adeguata all'epoca di ambientazione completa il quadro sull'enorme lavoro mobilitato per realizzare questo episodio.