Storia della televisione: Star Wars: Clone Wars
In occasione del ritorno di Star Wars nelle sale, celebriamo la saga ricordando il cartoon del 2003 diretto da Genndy Tartakovsky
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Like fire across the galaxy the Clone Wars spread
Uno dei caratteri più particolari della serie era la sua struttura. Gli episodi hanno una durata variabile, che aumenta sempre più andando avanti nella storia, ma che comunque non supera mai i 12 minuti. Questo significa che l'intreccio, le introduzioni, i dialoghi stessi sono ridotti all'osso, e molto di ciò che vediamo accadere si basa o su suggestioni nostre, oppure su quel bagaglio di conoscenze che già possediamo. L'unica premessa e introduzione è quella della citazione riportata poco sopra: nient'altro ad accompagnarci in questa galassia tra esplosioni e colpi di spada laser. Tra dialoghi fulminanti e citazioni secche, allora Tartakovsky si affida moltissimo ai silenzi, alle grandi immagini e alle scene d'azione. In poche parole: Samurai Jack.
Il personaggio creato nel 2001 era un guerriero invicibile, ma era anche un esploratore di mondi e civiltà che spesso si trovava a dover lottare più contro se stesso che contro i nemici. E, con le dovute differenze, non è poi così diverso dall'Anakin raccontato in questa microsaga. L'autore riprende quei ritratti stilizzati ed essenziali, che lavorano moltissimo sulle geometrie e non tengono troppo conto dei volti degli attori della saga prequel. E inserisce quei volti in cornici fantastiche, spesso senza spiegare molto di quello che vediamo, ma lasciando al tempo stesso grande spazio alla meraviglia.
Vediamo inoltre il delicato passaggio da Padawan a Jedi di Anakin, e il momento in cui viene applicata la copertura dorata a C3PO. Strano a dirsi, tutto ciò è stato escluso dal canone ma, in fondo, non importa molto.