Batman: Return to Arkham: cosa ha reso grande la saga Rocksteady?
Un viaggio alla scoperta del mito Rocksteady ed un'analisi di Batman: Return to Arkham
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Prima di lui i tie-in facevano sempre schifo
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In Batman: Return to Arkham potremo goderci modelli dei personaggi nettamente migliorati[/caption]
I am Batman
Sistema di scazzottate più fico di sempre, copiato da tutti
È arrivato il momento in cui ci fermiamo un attimo per raccoglierci in un religioso e contemplativo silenzio di ringraziamento verso Rocksteady, per aver inventato il free-flow. Un sistema di combattimento talmente semplice ed immediato che ci stupiamo non sia stato ideato prima. Con due tasti, uno per colpire e l'altro per contrattaccare, il giocatore può controllare facilmente il suo eroe mentre riempie di mazzate decine di scagnozzi che lo assalgono in gruppo. Doppie e triple counter, schivate, gadget attivati a tempi record sono aggiunte e finezze che arricchiscono un sistema davvero ben congegnato, che nel tempo ha anche introdotto l'interazione con gli ambienti e la cooperazione con altri personaggi. Grazie ad animazioni sempre diverse, i combattimenti sembrano delle danze coreografate, dove è importante il tempismo e non i riflessi fulminei. Diversi gli esempi di giochi che ne hanno ripreso le meccaniche con successi alterni, da L'Ombra di Mordor e Mad Max della stessa Warner Bros., a Spiderman Shattered Dimensions, passando per Sleeping Dogs che ne dava una sua interpretazione, ma ce ne sono tanti altri.
Appollaiarsi su un gargoyle per tendere agguati è sempre un piacere[/caption]Batman Stories
L'ultimo importante elemento che ha contribuito a rendere perfettamente equilibrata la formula di Rocksteady è la narrazione. Batman: Arkham Asylum riesce a ricreare le atmosfere dark e gotiche che tanto amiamo, dando spazio a moltissimi super villain, con ovviamente il ruolo da protagonista assoluto occupato dal Joker. Il dramma dell'uomo solo contro tutti è ben ricreato con una sceneggiatura videoludica notevole, ma anche esteticamente, visto che vedremo la crescere la barba di Bruce Wayne, mentre il suo corpo si riempie di contusioni e graffi. Tra i momenti topici ricordiamo l'incipit, col suo ritmo lento eppure tesissimo, e senza dubbio il folle combattimento contro lo Spauracchio. Per non parlare di quando ci ritroviamo improvvisamente nei panni del Joker, ma non andiamo oltre per evitare fastidiosi spoiler.
La collection Batman Return to Arkham è il modo migliore per recuperare due capolavori della passata generazione[/caption]Il seguito perfetto
Da come ve l'abbiamo dipinto, starete pensando che Batman: Arkham Asylum fosse perfetto, ma ovviamente, per quanto eccellente, presentava ampi margini di miglioramento, a partire dalle disastrose boss fight, ad esempio. Rocksteady si rimise subito al lavoro, infatti, per produrre un seguito incredibile. Se gli elementi base sono gli stessi, l'esperienza viene espansa all'ennesima potenza, trasformando il titolo in un'esperienza free-roaming, permettendo al giocatore di esplorare Arkham City guidando in eleganti planate controllate l'Uomo Pipistrello. Tantissime cose da fare ed una trama principale davvero ben scritta con un finale degno di questo nome decretano il successo per il seguito ideale. La guerra è serratissima tra chi lo ritiene il più bello dei due ed i sostenitori di Arkham Asylum.
Vale la pena tornare ad Arkham?
Dopo esserci fatti un viaggio sul viale dei ricordi, cosa possiamo dirvi di Batman: Return to Arkham? Si tratta di una compilation contenente i due giochi sopra citati, che diventano così giocabili anche su PlayStation 4 ed Xbox One, completi di ogni DLC rilasciato e riveduti graficamente. A distanza di qualche anno, possiamo tranquillamente confermare i punti forti dei giochi Rocksteady, validissimi e divertenti ancora oggi. Sicuramente Arkham City si conferma come l'esperienza più completa e moderna, mentre Asylum qualche ruga la dimostra. Il restyling grafico può vantare delle texture migliorate e modelli dei personaggi nettamente superiori, grazie alla transizione al motore grafico Unreal Engine 4, che offre anche un sistema di illuminazione potenziato e qualche altra chicca tecnica. Purtroppo la collection mostra il fianco a qualche critica nella resa tecnica, con una risoluzione nominalmente Full HD ma che di fatto si adatta abbassandosi in base alle situazioni di gioco. Ma quello che più ci ha fatto storcere il naso è il frame rate, che speravamo di trovare ancorato ai 60 FPS, ma che invece è completamente sbloccato e talvolta non riesce nemmeno a fermarsi sui 30, scendendo sotto. Insomma, le performance sono ingiustificatamente scarse, speriamo in una patch correttiva che arrivi quanto prima. Peccato anche per la mancanza di Batman Arkham Origins, capitolo "apocrifo" ingiustamente bistrattato ma comunque valido che avrebbe meritato un suo spazio. Detto questo, se avete già giocato i due Batman, non avete ragioni concrete per tornarci, su, altrimenti, questa collection è sicuramente il modo migliore per vestire i panni dell'Uomo Pipistrello, non fatevela scappare.