Articolo a cura di Irene Rosignoli e Jacopo Iovannitti di Impero Disney

Frozen – Il Regno di Ghiaccio, 53esimo Classico Disney, è da poco disponibile in tutti i negozi nei formati Blu Ray 3D, Blu Ray e DVD. Il film si è rivelato un successo straordinario, sicuramente inaspettato persino per gli stessi Walt Disney Animation Studios, e capace di generare un fenomeno paragonabile solo a classici senza tempo come La Sirenetta e Il Re Leone. In poco tempo ha incassato oltre un miliardo di dollari, diventando il film d’animazione più redditizio della storia, ha vinto due Premi Oscar (Miglior Film d’Animazione e Miglior Canzone Originale) e si è guadagnato un musical a Broadway, attualmente in via di sviluppo.

Tra le curiosità su questa pellicola, che ha avuto una lavorazione particolarmente difficile, tra rinvii e cancellazioni, c’è anche un rumor che vede Walt Disney stesso al lavoro su una sua versione de La Regina delle Nevi, a metà del secolo scorso. Il fondatore della casa del Topo era un grande appassionato di Hans Christian Andersen, ma la sua Snow Queen ha visto la luce solo nel 2013! Non è la prima volta che succede, in casa Disney: Peter Pan, ad esempio, doveva essere il secondo Classico, ma fu realizzato solo negli anni Cinquanta. Anche Alice nel Paese delle Meraviglie entrò in produzione all’inizio degli anni Trenta, per poi arrivare al cinema nel 1951.

Tantissimi altri progetti, invece, non superarono mai la fase di pre-produzione. I più famosi fanno parte di una serie di idee nate tra la fine degli anni Novanta e il primo decennio del Duemila, un periodo di grande crisi per la Disney. Vi presentiamo in ordine cronologico i più interessanti:

Dagli anni Trenta agli anni Settanta
LORD OF THE RINGS e THE HOBBIT

Se si pensa alla figura di Walt Disney, vengono principalmente in mente due aggettivi: sognatore e pioniere. L’uomo del “Se Puoi Sognarlo, Puoi Farlo” fu tra i primi ad interessarsi ai diritti di quello che si rivelerà il più grande romanzo fantasy del ventesimo secolo: The Lord Of The Rings di J.R.R. Tolkien.  L’intenzione era quella di crearne un eventuale adattamento cinematografico animato, che fu però abbandonato per l’eccessiva complessità dei personaggi e del mondo creato da Tolkien.  Negli anni Settanta, quando il libro acquistò fama e successo, i Disney Studios decisero di adattare un’altra opera dell’autore, The Hobbit, ma non riuscirono mai a ottenerne i diritti: anche questo progetto fu bloccato e successivamente cancellato. Al suo posto, Disney tentò con un’altra saga fantasy, Le Cronache di Prydain. Peccato che Taron e la pentola magica, il film tratto dall’opera di Lloyd Alexander, fu un flop colossale.

Dagli anni Quaranta al Duemila
DON CHISCIOTTE

L’adattamento dei Walt Disney Animation Studios del Don Chisciotte di Cervantes è forse uno dei più travagliati nella storia dello studio. Nel 1940 lo stesso Walt Disney si interessò ad un possibile rifacimento dell’opera in chiave fanciullesca. Il progetto non ebbe grandi sviluppi fino al 1946, quando l’animatore Jesse Marsh (Pinocchio, Fantasia) prese in mano la situazione realizzando interessanti artwork con l’idea di unire, in un breve cortometraggio, le immagini all’omonimo poema sinfonico di Richard Strauss. Il progetto però risultò più complicato del previsto.

Nel 1955 circa Walt Disney incontrò il surrealista Salvator Dalì e gli propose di realizzare insieme un lungometraggio basato sui più grandi classici della letteratura europea, fra cui La Divina Commedia di Dante Alighieri ed il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. Il progetto non fu mai completato.

Nel 1999, l’idea fu ripresa da Paul e Gaetan Brizzi (Il Gobbo di NotreDame, Fantasia 2000), con l’intenzione di realizzarne una versione dark. La Disney Company non diede mai il via libera: voleva un film più sobrio, così i due artisti furono costretti a rielaborare la loro storia. Verso la fine dell’anno la compagnia decise di porre fine alla realizzazione di questo travagliato film, per vari motivi, come la complessità di alcuni episodi da animare  o la difficoltà che gli sceneggiatori avevano nel trovare un filo logico per narrate le varie avventure del protagonista. Nel 2002 fu definitivamente cancellato.

Anni Duemila
FRAIDY CAT

Disney incontra Hitchcock: tra i film mai realizzati della Casa del Topo c’è anche Fraidy Cat, un vero e proprio omaggio al regista di Gli Uccelli e di Psyco. Un grosso gatto domestico londinese, molto pigro, resta improvvisamente coinvolto in una storia dalle atmosfere noir, quando lo accusano di un crimine che non ha commesso. All’inizio degli anni 2000 la Disney era in crisi e tentava disperatamente di trovare un’alternativa ai musical animati, che sembravano non avere più successo. Fraidy Cat faceva parte di questa deriva originale, ma il risultato non piacque ai piani alti della Disney. Il film fu cancellato perché troppo adulto (le atmosfere e le continue citazioni ai classici di Hitchcock sarebbero state incomprensibili per i bambini) e poco commerciale.

 

FANTASIA 2006

Secondo il progetto originale di Walt Disney, Fantasia (1940) non era destinato a rimanere un unicum nella storia del cinema. L’idea era, anzi, quella di produrre una serie, in modo da raccontare in immagini tutti i vari generi musicali che si sarebbero sviluppati negli anni a venire. Alla fine degli anni ’90 gli studi decisero di ripescare questo progetto del loro fondatore: nel 1999 uscì così al cinema quel gioiello di Fantasia 2000. Era previsto un terzo capitolo, Fantasia 2006, che tuttavia non vide mai la luce.  Alcuni dei cortometraggi che avrebbero composto la pellicola sono stati rilasciati come contenuti speciali nelle edizioni home video di altri prodotti Disney. Ad esempio: La Piccola Fiammiferaia, ispirato all’omonima fiaba di Andersen, è presente nel dvd de La Sirenetta, mentre il poetico One By One si trova in quello de Il Re Leone 2. Altri, come il corto Lorenzo, sono tuttora inediti.  

Recenti
MORT

Tra i progetti più interessanti proposti negli ultimi anni c’era anche Mort, tratto dal romanzo Morty l’Apprendista del maestro del fantasy Terry Pratchett. Il film, che avrebbe visto alla regia il mitico duo formato da Ron Clements e John Musker (La Sirenetta, Aladdin, Hercules, La Principessa e il Ranocchio), avrebbe raccontato la storia di un ragazzino un po’ maldestro e senza particolari qualità, che si ritrova a fare da apprendista alla Morte in persona. L’ironia tipica di Pratchett avrebbe sicuramente permesso alla Disney di adattare l’opera al suo tipo di pubblico e realizzare un Classico davvero atipico, e per certi versi coraggioso; peccato che l’azienda non sia riuscita ad ottenere i diritti della saga di Discworld, di cui Mort fa parte.

KING OF THE ELVES

Nato come co-produzione con la Jim Henson Company, inizialmente King of the Elves doveva essere un’avventura sullo stile di Labyrinth. Solo in seguito si decise di convertirlo in un film d’animazione. 
Questo, basato sull’omonima storia breve di Philip K.Dick, avrebbe raccontato la storia di Shadrach Jones, un afroamericano che una notte si trova suo malgrado a dover offrire un rifugio a una banda di elfi. Essi sono alla ricerca di un nuovo re che possa guidarli nella guerra contro i malvagi Troll, e la loro scelta cade proprio su Shadrach. Riluttante, l’uomo chiede consiglio al suo migliore amico, Phineas. Dopo una lunga conversazione, però, egli si rivela essere proprio il Re dei Troll! A Shadrach non resta che unirsi agli elfi in un’epica battaglia.
Il film che inizialmente doveva esser diretto da Aaron Blaise (La Bella e La Bestia, Aladdin, Il Re Leone, Pocahontas, Mulan) e Robert Walker (Koda Fratello Orso) e prodotto da John Lasseter, doveva uscire nel 2012, ma la notizia fu smentita nel 2009. Tra i motivi della cancellazione c’è una storia troppo adulta, e il fatto che il migliore amico del protagonista fosse in realtà il villain. Tra i progetti che vi abbiamo presentato, King of the Elves è tuttavia il favorito che riuscirà forse ad avere un lieto fine nei prossimi anni…

 

RUMPELSTILTSKIN

I Walt Disney Animation Studios iniziarono a lavorare sull’adattamento della fiaba dei fratelli Grimm nel 2003. Il titolo previsto per quello che doveva essere il nuovo classico Disney era "Uncle Stiltskin" e doveva esser un film in 3D, parodia della fiaba classica. Tremotino, infatti, avrebbe aperto la storia tentando nuovamente di diventare padre, tuttavia scoprendo, questa volta, il vero significato della parola “famiglia”.  

Nel 2007 avvenne però un cambio di rotta. 
La storia non sarebbe più stata una parodia della fiaba classica, bensì un adattamento in perfetto stile anni novanta, realizzato in animazione tradizionale e soprattutto ricco di canzoni.  

Nel corso degli anni si sono alternate le idee più disparate: da una fiaba classica ambientata in Europa a una Corea post-Apocalittica dai toni molto moderni, fino ad arrivare all’ultima versione, The Name Game, secondo alcuni soltanto messa nel cassetto e in attesa di essere ripescata tra qualche anno per sperimentare con la tecnica Meander, vista recentemente nel cortometraggio Paperman