Come sapete, sabato è stata inaugurata presso la multisala UCI Cinemas Orio presso Oriocenter (Bergamo) la quarta sala IMAX d’Italia, la più grande in assoluto, costruita ex-novo al contrario delle tre precedenti.

Per l’occasione, oltre a realizzare un video e diverse foto della sala, Marco Steele ha intervistato per noi Giovanni Dolci, Managing Director Europa & Africa e Vice Presidente di IMAX Corporation, e Andrea Stratta, Amministratore Delegato di UCI Cinemas.

Iniziamo dall’intervista a Dolci, che ci ha svelato tutti i segreti della nuova sala e ha parlato anche dell’espansione di IMAX in altre aree d’Italia.

 

 

Innanzitutto parliamo di questa sala. È possibile avere dati chiari e ufficiali circa le dimensioni della sala IMAX?

Certo! Alla virgola sono 29.5 x 16.5 metri.

Cosa distingue i proiettori di questa sala dai proiettori 4K “tradizionali”?

Questo è un proiettore laser sviluppato da IMAX in cui abbiamo rivisto l’architettura stessa della macchina. Il passaggio principale che lo differenza da un proiettore normale è che abbiamo buttato via il prisma. Tutti i proiettori attualmente sul mercato, che siano laser, xenon, dlp usano un prisma sul quale sono montati i chip di Texas Instrument. Il prisma ha un problema: è fatto di vetro, quindi si espande e si contrae a seconda della temperatura ed è soggetto a riflessi interni. C’è poi un problema di logica: il prisma tradizionalmente viene utilizzato per dividere la luce bianca nei tre colori primari rossi verde e blu, che non è una operazione necessaria con il laser in quanto abbiamo già i laser separati in verde, blu e rosso. Abbiamo pensato che il prossimo passo nella tecnica di proiezione fosse quello dell’eliminazione del prisma e dell’installazione dei chip T.I. su una cornice di Invar che, mi dicono, è uno dei materiali più stabili termicamente che potessimo trovare. Il risultato è molto interessante: senza i riflessi interni si ottiene un contrasto molto superiore. Tutti parlano del contrasto sequenziale, sparando grandi numeri, 10-100-1000:1 ma quello è on/off, quando si passa da un fotogramma nero a uno bianco. In realtà quello che interessa lo spettatore è quello che adesso chiamano HDR, che invece sono i colori brillanti e scuri nello stesso fotogramma: con l’eliminazione del prisma, in questo senso, otteniamo risultati molto interessanti. Secondo vantaggio: è una immagine estremamente solida, specialmente utilizzando due proiettori allineati la contrazione e l’espansione del prisma causa un drifting dei pixel sullo schermo che noi non abbiamo con il nostro sistema. Il risultato finale è una immagine estremamente nitida, solida e con un contrasto intra-frame superiore a qualsiasi altro proiettore sul mercato.

Che differenza c’è tra l’impianto sonoro di questa sala e quello delle altre tre sale IMAX presenti in Italia (Pioltello, Sesto San Giovanni e Afragola)?

Abbiamo aggiunto dei canali a soffitto e laterali, e poi abbiamo cambiato i processori e il sistema di calibrazione dell’audio. Andiamo ad aggiungere dei canali per rendere l’audio più immersivo: siamo passati dal 5.1 tradizionale di IMAX a questo che è un sistema a 12 canali, e il risultato è di fatto una esperienza più immersiva che segue il trend di mercato. Abbiamo seguito gli interessanti sviluppi in tal senso, e abbiamo cercato anche noi di aderire alla visione più a tutto tondo di questa esperienza.

Che differenza c’è tra sale come questa, costruite ex novo, e le altre sale “riadattate” come quella di Sesto San Giovanni? E la differenza con le sale tradizionali IMAX, quelle “storiche”?

Di fatto sono limiti fisici. Può capitare che in una sala riadattata, trasformata in un IMAX, non sia possibile aderire al 100% ai parametri ideali che vorremmo in una sala IMAX di questo tipo. Studiamo la sala, come quella di Pioltello che è un’ottima sala, però adattandola a una sala esistente: le altezze, la gestione degli ambienti non sono allo stesso livello di una sala concepita da principio per essere un IMAX come questa. C’è poi una differenza di fatto sui rapporti d’aspetto: nelle prime sale IMAX utilizzavamo un rapporto di 1.43:1 che poi è passato al nostro standard di adesso sulla maggior parte delle nostre sale che è un 1.9:1. Poi è uno schermo curvo, quindi non è un rapporto d’aspetto lineare, esatto, tra la larghezza e l’altezza. Ci sono diverse ragioni, primariamente è una ragione creativa: siamo passati da essere produttori e distributori di documentari (ed erano tutti 1.43:1), ma di fatto la maggior parte dei registi che operano adesso sui nostri contenuti preferiscono come formato di riferimento l’1.9:1. Detto questo continuiamo, su alcuni contenuti come Dunkirk di Christopher Nolan, a utilizzare l’1.43:1 nelle sale dove sia possibile. È interessante perché uno dei meriti di questo sistema laser è che è il primo sistema digitale al mondo a poter coprire tutto lo schermo a 1.43:1, ed è stata una delle ragioni per cui abbiamo deciso di svilupparlo, perché non avevamo soluzioni con cui proiettare in digitale in 1.43:1 nelle sale tradizionali.

Poi si sentono tante opinioni sui meriti o i difetti delle sale IMAX, è vero che non tutte le sale “riadattate” sono allo stesso livello di una sala costruita ex novo ed è quindi inevitabile che ci siano delle differenze.

Come è cambiata negli ultimi anni la strategia espansiva di IMAX, dopo che nel 2014 è stato avviato un processo di conversione delle sale al digitale (pur mantenendo il proiettore a pellicola per alcuni film, come quelli di Nolan) e sono state aperte nuove sale?

Il modello di business è cambiato molto con l’avvento del digitale, perché ha cambiato completamente il sistema con cui poteva essere sfruttata la sala. Col sistema a pellicola c’era un problema di costi: per stampare una copia in 70mm si spendevano circa 50.000 dollari. Questo significava che potevamo fare meno film, i film venivano proiettati per molto più tempo e questo causava malcontento tra gli spettatori che amavano IMAX ma volevano vedere più di 3-4 film all’anno. Nel 2007/2008 è arrivata la nostra prima soluzione digitale, che ha trasformato quei 50.000 dollari in 50 dollari aprendo la porta per fare un lavoro molto più esteso sui contenuti. Alla fine del 2014 abbiamo lanciato la soluzione laser, permettendo di digitalizzare anche le sale tradizionali IMAX 1.43:1. Devo dire che si è verificata in passato una situazione nella quale alcuni esercenti installavano il sistema xenon nelle sale tradizionali, pur sapendo che avrebbero coperto solo fino all’1.9:1, e in quel caso tenevano anche il proiettore 70mm per certe occasioni. Poi non abbiamo mai negato che alcuni parametri del proiettore 70mm non erano equiparabili alle prime versioni del proiettore xenon, quindi c’era anche una ragione qualitativa. Questo sistema laser ha di fatto risposto a quella esigenza e ora non c’è più quella esigenza pressante nel mantenere il proiettore a pellicola 70mm. Questo sistema laser infatti supera il sistema a pellicola 70mm in diversi parametri, come per esempio il contrasto, coprendo poi lo schermo a 1.43:1, rappresentando quindi la soluzione definitiva. La nostra società si sta evolvendo, e quindi ci stiamo affinando in termini di strategie di sviluppo: l’Italia è un buon esempio, abbiamo fatto alcuni “riadattamenti” per poi proporre come sala flagship di IMAX una sala costruita ex novo. A Oriocenter ci è stata data carta bianca e quindi abbiamo potuto fare tutto quello che volevamo, in collaborazione con UCI e con la proprietà, proponendo il laser con uno schermo di proporzioni straordinarie. Questo spero dica molto sulla nostra visione in termini di impegno verso la qualità di visione.

Questa sala combina proiettori laser di nuova generazione con il 4K con la possibilità del 3D. Fino a qualche tempo fa ci risulta che il 3D potesse essere proiettato solo in 2K…

C’erano proiettori che di fatto, per proiettare in 3D, facevano una divisione del frame in 4 parti con tagli diversi e utilizzava una parte del chip per proiettare a schermo pieno, non in vero 4k. Noi invece facciamo un 4K nativo usando un doppio proiettore.

Questa è la quarta sala IMAX in Italia. Quali sono i risultati nel nostro paese, siete soddisfatti?

I risultati sono molto incoraggianti, siamo sempre stati molto contenti delle sale IMAX in Italia. Il messaggio che ci è arrivato dall’esperienza italiana è che allo spettatore interessa la qualità che abbiamo da offrire. L’Italia è uno dei mercati in cui il feedback che abbiamo ricevuto è stato molto incoraggiante anche nella sua critica: gli spettatori ci chiedevano sale più grandi, tecnologia all’avanguardia, modi di fruizione del film più attenti alle origini di IMAX, e credo che con questo progetto aggressivo per quanto riguarda l’espansione insieme a UCI intendiamo rispondere a queste richieste.

Quali sono i criteri per la scelta della location dove aprire una nuova sala IMAX? State pensando di espandervi più a sud, come a Roma?

Stiamo guardando a varie possibili location. Abbiamo firmato un accordo con AMC Entertainment, che fa capo a UCI & Odeon, per 25 nuove sale in Europa e alcune di queste saranno senz’altro in Italia. Siamo nella fase in cui stiamo vedendo le varie possibilità sulle varie location e spero nei prossimi due mesi arriveremo a delle conclusioni su quali siano i mercati più adatti. Stiamo ovviamente guardando a Roma, come a tutte le altre grandi città italiane. La scelta è dettata da diversi fattori: deve essere una sala raggiungibile da un bacino d’utenza interessante, deve essere una destinazione (IMAX deve essere un posto piacevole) e spesso le caratteristiche tecniche sono importanti quando parliamo di una sala riadattata. Non sempre abbiamo la fortuna di avere, come nel caso di Oriocenter, un centro commerciale in espansione con la costruzione di una sala ex novo. Spesso l’altezza è quindi un fattore limitante, essendo il nostro frame 1.9:1, e quindi quello è uno degli altri fattori di scelta essenziale.

Quanto è importante l’esperienza IMAX per sensibilizzare il pubblico ad andare al cinema, e quanto il sovrapprezzo può invece essere un deterrente?

Io penso che sul mercato italiano lo spettatore sia pronto a pagare di più se l’esperienza è superiore all’esperienza a casa e nelle altre sale cinematografiche. Non penso sia un deterrente, l’Italia non è un mercato dove c’è una sensibilità al prezzo estrema come in altri posti. È un mercato però dove il consumatore sa quello che vuole ed è molto attento alle caratteristiche del prodotto che compra: non vuole essere “fregato”, quindi dobbiamo puntare a parametri qualitativi molto elevati.

In conclusione quali sono i titoli imperdibili da vedere in formato IMAX nei prossimi mesi?

Transformers: l’Ultimo Cavaliere, Spider-Man: Homecoming, Dunkirk. In autunno ci saranno poi Thor: Ragnarok e Justice League, e infine Star Wars: Gli Ultimi Jedi. Il contenuto offerto dalla sala IMAX ha un lavoro di post-produzione molto importante, anche sul rapporto d’aspetto, che non c’è in altre sale. Dunkirk in tutta Italia verrà presentato in formato tradizionale scope a 2.4:1, solo nel circuito IMAX sarà disponibile il pieno fotogramma della pellicola.

 

Ecco invece cosa ci ha detto Stratta:

Può aggiornarci sul numero di sale che controlla il circuito UCI in Italia?

UCI in Italia è il leader del mercato, con Orio abbiamo aperto la nostra 49esima multisala e con questa sala IMAX apriamo la nostra 495esima sala.

Come è nato il progetto della multisala Oriocenter e quali sono i suoi punti di forza?

Il progetto della multisala presso il centro commerciale Oriocenter risale a molti, molti anni fa. Ogni volta che il gruppo Percassi cercava e proponeva un ampliamento del centro commerciale noi proponevamo sempre la possibilità di inserire una multisala. Quattro anni fa, quando è nato il progetto ultimo di ampliamento, finalmente il gruppo Percassi ha capito l’importanza dell’inserimento di una multisala soprattutto se posta di fianco a una food court di forte rilievo come quella che è stata realizzata qua. Quattro anni fa è stato iniziato il progetto, oggi apriamo la sala IMAX più grande d’Italia.

Non è un mistero che in Italia il cinema stia attraversando un periodo non entusiasmante in termini d’incassi. Aprire una nuova multisala suona come una scommessa…

Sicuramente il mercato cinematografico non sta vivendo un grandissimo momento, considerate che soltanto la metà degli italiani va al cinema. Proprio perché questo numero è abbastanza fermo da diversi anni, la decisione è quella di investire per tentare di attrarre nuovi clienti che mai sono andati al cinema negli ultimi anni. Per fare così, devi offrire qualcosa di diverso, e credo che la multisala Oriocenter e la sala IMAX vadano a offrire una esperienza completamente diversa.

Quindi IMAX è essenziale per invertire il trend?

Assolutamente, dobbiamo far vivere ai nostri clienti una esperienza diversa costringendoli a uscire di casa per vivere una esperienza nuova.

In che direzione andrà il mercato a suo avviso, anche considerando la crescente presa che stanno avendo i vari servizi di streaming nelle case delle persone?

Non abbiamo paura dell’offerta filmica rivolta agli spettatori che vogliono restare in casa. Noi sappiamo che oggi il cliente cerca qualcosa di nuovo, dobbiamo dare qualcosa di altissimo livello dando il massimo, e facendo così sappiamo che il pubblico sceglierà le nostre sale.

Può darci qualche anticipazione sui prossimi progetti in termini di espansione sul mercato italiano, soprattutto nel sud Italia?

Abbiamo già firmato due contratti per gestire due multisale, di cui una a Roma e l’altra in provincia di Milano a Segrate, dove sbarcherà il colosso australiano Westfield che realizzerà il più grande centro commerciale d’Europa. Noi saremo presenti con una multisala di altissimo livello. Al sud abbiamo già sviluppato diversi multisala negli ultimi cinque anni.