01 Distribution ha diffuso oggi il poster ufficiale di A Casa Tutti Bene, il nuovo film diretto da Gabriele Muccino con un grande cast e per il quale si prevede un’uscita importante il 14 febbraio.

Il poster è disponibile in versione verticale e in versione billboard: entrambe utilizzano gli stessi asset e rappresentano una sorta di selfie di gruppo scattato da Stefano Accorsi, con sullo sfondo un cielo cupo in cui irrompono dei raggi di sole. Purtroppo dobbiamo ammettere che si tratta di uno dei poster più brutti visti in tempi recenti tra quelli realizzati in Italia per un film di prima fascia. Giudicate voi stessi:

 

 

Può davvero una sola locandina danneggiare tutto il cinema italiano? Ovviamente la nostra è una provocazione, ma ammettiamo che davanti a un poster come questo siamo rimasti piuttosto sconcertati.

L’elenco dei problemi che ha quest’immagine è lungo, ci soffermiamo su alcuni particolari. Chi scrive sospetta che il “gruppo” in realtà sia una fotocomposizione di almeno quindici foto, di cui una è l’immagine di sfondo, e un’altra è il trio Stefano AccorsiPiefrancesco FavinoValeria Solarino. In realtà la certezza che Accorsi sia nella stessa immagine di Favino e Solarino non c’è, mentre questi ultimi sono quasi sicuramente nella stessa foto perché la mano della Solarino è appoggiata in maniera verosimile sul braccio di Favino (anche se ci piace immaginare sia in realtà la mano di Sandra Milo, che stringe tutti in un abbraccio).

Di per sè nulla di male: è assolutamente normale che si realizzino fotocomposizioni in questo modo. Purtroppo però le foto dei vari attori sembrano scattate utilizzando illuminazioni diverse, e sono state poi composte sull’immagine in maniera talmente dozzinale da rendere il gruppo completamente irrealistico. Basta vedere i capelli dei personaggi sullo sfondo, sfocati e privi di punto luce (al contrario di Giampaolo Morelli, Accorsi, Favino, la Gerini e altri). È anche possibile che si tratti di un’unica foto posata, in cui però tutti i personaggi sono stati poi ritagliati e riposizionati in post-produzione per creare un gruppo più compatto (ma non spiegherebbe la varietà di illuminazioni).

Non solo: cosa succede al volto della Impacciatore, quasi completamente privo di chiaroscuri e con un incarnato completamente diverso da tutti gli altri? E ancora: come fa la Gerini a essere illuminata così nella posizione in cui si trova? Perché Gianmarco Tognazzi ha un punto lucecont così pronunciato, mentre la Michelini che è al suo fianco no? Cosa succede alla mano di Carolina Crescentini, ritagliata in maniera così drastica sulla cravatta di Favino? E siamo consapevoli del fatto che il giovane Renato Raimondi, là in fondo (e peraltro unico del gruppo escluso dall’elenco dei nomi degli attori sul poster), dev’essere alto tre metri?

Si dirà: il poster non vuole essere una rappresentazione fotograficamente realistica. Forse il grafico che lo ha realizzato ha deciso di prendere spunto dalla grande tradizione artistica medievale, e ha applicato le proporzioni gerarchiche ad alcuni volti. Il fatto che la testa di Giampaolo Morelli (peraltro appoggiata in maniera così poco rispettosa sui capelli della Impacciatore) sia così grande deve quindi significare che il suo personaggio è molto, molto più importante di quello di Tognazzi (che non risulta prospetticamente così lontano da giustificarne la microcefalia).

Ci sono vari esempi di locandine organizzate graficamente in maniera non realistica, ma allora il modo migliore per farlo è decontestualizzare le figure o circondarle da grafica, come nella “grande” tradizione dei cinepanettoni (Natale sul Nilo, per esempio, o Natale in Crociera) in cui i poster sono sì brutti ma almeno vogliono essere divertenti e fumettosi.

Non sappiamo molto di A Casa Tutti Bene, se non che rappresenta il ritorno di Muccino al filone del dramma borghese con cast ricchissimo, come L’Ultimo Bacio e Ricordati di Me, per fare due fortunati esempi lontani nel tempo. La comunicazione di quei due film avvenne attraverso locandine molto raffinate, ma in generale le pellicole di Muccino non hanno mai avuto poster infantili e puerili come quello di A Casa Tutti Bene. Guardate che differenza di gusto:

 

 

L’impressione che abbiamo è che si sia deciso di riprendere un selfie scattato alla fine della produzione e pubblicato sul profilo di Stefano Accorsi. Divenuta virale, la foto è effettivamente realistica e spontanea, e per esempio la Michelini e la Milo hanno un punto luce coerente con quello di Tognazzi e con il fascio di luce (tutto questo perché è un selfie vero!):

 

Si tratta anche di una bella idea, ma perché è stata realizzata in maniera così approssimativa? I motivi devono essere molteplici, e noi non sappiamo per quale motivo il risultato sia questo, sappiamo solo che non è accettabile.

Trailer e poster sono due strumenti importantissimi per promuovere un film, e la nostra impressione è che questa locandina possa danneggiare A Casa Tutti Bene. Lungi da noi, infatti, criticare la pellicola (che ancora non abbiamo avuto l’opportunità di vedere, ma per la quale abbiamo grandi aspettative), inoltre sappiamo benissimo che non è compito dei registi scegliere la comunicazione dei loro film, e la scelta del poster non è certo imputabile a una decisione di Muccino (a giudicare dal selfie qui sopra, verrebbe da dire ‘da un’idea di Stefano Accorsi‘ ma è assai improbabile!). Insomma, non si poteva fare di più e meglio?

Può sembrare che ci stiamo accanendo su questo film, quando in realtà i poster brutti sono piuttosto diffusi. La realtà è che A Casa Tutti Bene è un prodotto importante, rappresenta il grande ritorno di Muccino, sarà praticamente un blockbuster (per i nostri canoni) e avrà un’ampia distribuzione. Sul poster è raffigurato mezzo cinema italiano. Uno dei protagonisti, Favino, sarà anche tra i conduttori di Sanremo proprio durante il lancio del film.

Possibile che si voglia davvero affidare la promozione a una simile immagine, senza rendersi conto che gestire la comunicazione in questa maniera, con così poca cura, gusto e attenzione rischia di danneggiare non solo la pellicola, ma più in generale il cinema italiano? La nostra speranza è che, a un mese dall’uscita, 01 Distribution ci ripensi: c’è tempo per rimettere mano alla locandina e riproporla in una versione che renda giustizia al film che deve promuovere, evitando di essere ricordata nel tempo per motivi molto meno lusinghieri.