Deadpool, si sa, non è un supereroe come gli altri. È più “libero” dei suoi colleghi, sa di essere in un film (o in un fumetto), rompe la quarta parete, non si preoccupa dei divieti ai minori, non ha regole. E così, per la promozione del secondo film sul Mercenario Chiacchierone, la 20th Century Fox Italia ha portato i due protagonisti Ryan Reynolds e Josh Brolin a Roma e ha organizzato un’attività stampa decisamente atipica. Siamo infatti stati invitati a prendere parte ad uno speciale pranzo domenicale in compagnia delle due star del film in una accogliente trattoria romana.

La chiacchierata incentrata sul film di David Leitch si è svolta nel corso di un antipasto scandito da salumi, bruschette e formaggi. Al momento della prima portata (un piatto con una amatriciana in cui Reynolds si sarebbe voluto tuffare – parole sue) la discussione è virata verso altri argomenti: dalle tradizioni italiane legate allo stappo dello spumante, alla famiglia e ai viaggi di piacere (Brolin ha ammesso di adorare l’Italia e di essere spesso in visita nel nostro paese).

Quello che vi proponiamo qui di seguito è la prima parte della chiacchierata, tutta dedicata al film in arrivo il 15 maggio nei cinema italiani.

Foto di Antonio Bracco

Dov’è il limite? Con un supereroe come Deadpool, con tutte queste battute e gag, quand’è che ti dici: “Ok, forse questo è troppo”.

RR: In realtà questo succede in sala montaggio. Quando sei sul set, quando reciti e giri il film è come se ti tuffassi in una piscina vuota pieno di vetro rotto. Il compito dopo è quello di uscirne fuori, cercare di rimettere insieme i pezzi e nel caso fare marcia indietro su certe cose. In tal senso ho fatto molto affidamento sul regista. Deadpool è praticamente un bambino irrazionale che filtra il dolore con il senso dell’umorismo: è comprensibile che si spinga sempre oltre il limite. Mi ha aiutato anche Josh [Brolin] in realtà, è un paparino molto bravo e ti mette sempre in riga. Non ci siamo trattenuti neanche di fronte a mia madre.

Josh, hai già avuto esperienze in film simili, ma Deadpool sembra qualcosa di completamente diverso per te. Sei d’accordo? 

JB: Assolutamente, per me è stato un progetto del tutto nuovo, come un muscolo che non avevo mai utilizzato. La prima scena girata era una scena di 7-8 pagine in cui ero circondato da comici, esperti di un settore che non avevo praticato, perciò è stato un po’ snervante, ero un po’ insicuro e in tutta onestà non mi sono mai sentito così vulnerabile. Ma poi mi sono affidato completamente a Ryan – che ha creato tutto questo – e mi ha aiutato moltissimo. Man mano che acquisivo dimestichezza, il muscolo si sviluppava sempre di più e il risultato è quello che vedete nel film.

Come descriveresti Deadpool a chi non lo conosce?

RR: Deadpool è un uomo del popolo, un uomo comune, una persona che occupa uno spazio in cui dice e fa cose che molte persone del pubblico pensano, con cui ha un rapporto diretto. Si spinge oltre i limiti, è buono e cattivo allo stesso tempo, ha una morale flessibile. Non è l’uomo perfetto del 2018, l’uomo virtuoso, è semplicemente un idiota disfunzionale che cerca ogni giorno di essere migliore del giorno prima, e questo è un aspetto con il quale la gente si identifica. Non è il Superman già all’apice, è imperfetto.

Come ti rapporti con il cinema tratto dai fumetti?

JB: Una storia è una storia, non ho mai creduto che un blockbuster o cinecomic siano meno importanti di un film indipendente, tipo i film di Cassavetes degli anni ’70, perché la recitazione è la recitazione. Per me Avengers è stato come andare a vedere un film nel Lower East Side nel 1975.

Sono cresciuto con Ray Bradbury e autori come lui: quelle letture sono state esplosive per me. Mi hanno spinto a esplorare, mi hanno aperto la mente rispetto a dei mondi che non pensavo esistessero. Questa apertura non mi ha necessariamente aiutato a capire il mondo, ma sicuramente lo ha reso più tollerabile. Sapevo di poter viaggiare in questi mondi senza conseguenze – non come le droghe. E i film che faccio restituiscono le stesse sensazioni.

Non ricordo con piacere l’esperienza di Jonah Hex… in questi momenti vorrei tornare indietro e rivisitarlo, ma con Avengers sono stato molto fortunato. Attraverso la CGI questi registi hanno creato un personaggio a tutto tondo. Alcuni credono che non sia vera recitazione, ma io non ci bado, perché una buona storia può avere lo stesso impatto di un film indipendente.

Che rapporto hai con la CGI? Lantera Verde è stato un fallimento, mentre Deadpool un incredibile successo…

RR: Per quel che riguarda Deadpool, intanto, non è che abbiamo usato molti effetti visivi. Il nostro mondo non fa troppo affidamento sulla CGI. Con Lanterna Verde è andata male, forse perché si faceva troppo affidamento sullo spettacolo, e meno sui personaggi. Succede! Con Avengers ci si è affidati ai personaggi e di conseguenza è stato meraviglioso, perché sono i personaggi il vero spettacolo. Nel caso di Deadpool, non avendo molto budget a disposizione, non ci sono effetti per far saltare il mondo in aria, ma poi a Deadpool non importa di salvare il mondo. È l’antieroe per eccellenza. Si dice che necessità fa virtù, e ciò vale in questo caso: meno hai, più lasci lavorare la creatività. È stata la nostra fortuna.

Nel film – e anche nei trailer – si dice che questo è un “film per famiglie”. Sei d’accordo sul fatto che i bambini ci rendano persone migliori? 

RR: Sul discorso che i figli ti rendano migliore, l’ho sempre pensato, ti aiutano a staccarti dalle cose che ti sembrano affari di stato, ma poi ti rendi conto che si tratta di questioni banali e prive di importanza. Con i figli ti devi concentrare su qualcun altro, uscire da te stesso, lasciare le cazzate da parte ed è fondamentale. Deadpool lo capisce e quindi ci si può identificare in lui, volevamo che lui guardasse la famiglia come attraverso la lente della Pixar. Anche se, ovviamente, abbiamo poi reso la storia più spigolosa, irriverente e vietata ai minori.

Come cambierà il panorama di Deadpool con la fusione tra la Fox e la Disney?

RR: Non so nulla, la Disney non ci dice nulla, anche perché da un punto di vista legale non possono parlare di nulla fin quando la fusione non sarà completata. So che Bob Iger (capo della Disney) ama Deadpool e questo mondo, perciò vedremo come andrà a finire. Per dirla tutta, non credo che abbiano acquistato la Fox per smantellarla, immagino che vogliano che la Fox continui a operare sul suo percorso. Sono solo congetture però.

Che piani ci sono per Deadpool 3?

RR: Ancora non si sa. Se dovessimo farlo, vorrei che andasse in una direzione completamente diversa e che fosse un film in stile Sundance. Il prossimo film che faremo è X-Force, sarà un film di gruppo e ruoterà attorno a una squadra in cui Deadpool sarà un ragazzino in mezzo agli adulti. Sarà un po’ come Deadpool 3 perché riprenderà esattamente dove abbiamo lasciato tutti.

Il tuo cuore è nel posto giusto (come dice Deadpool nel film)?

RR: Credo di sì. Se torno indietro e ripenso ai miei 20 anni, ai miei 30 anni, ero un idiota del cazzo. Sono più che felice oggi di essere arrivato incolume all’inizio dei miei 40 anni. Quindi sì, penso che il mio cuore sia nel posto giusto.

 

Nel cast troviamo Ryan Reynolds, di ritorno nei panni di Deadpool, Zazie Beetz (Domino) e Josh Brolin (Cable), insieme a Jack Kesy, Shioli Kutsuna, Julian Dennison, Leslie Uggams, Morena Baccarin, Brianna Hildebrand e Stefan Kapicic.

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Tratto dal fumetto sul più irriverente anti-eroe dell’universo Marvel, DEADPOOL racconta la storia del mercenario Wade Wilson, ex agente operativo delle Special Forces, che, dopo essere stato sottoposto a un terribile esperimento, acquisisce l’eccezionale potere del Fattore Rigenerante e abbraccia una nuova identità.

Questa la sinossi:

Dopo essere sopravvissuto a un attacco bovino quasi letale, lo sfigurato chef di una caffetteria (Wade Wilson) cerca a tutti i costi di diventare il barista più hot di Mayberry tentando, allo stesso tempo, di fare i conti con la perdita del senso del gusto. Mentre cercherà di riacquistare il gusto per la vita, oltre a un flusso canalizzatore, Wade dovrà combattere contro dei ninja, la Yakuza, dei cani sessualmente aggressivi, nel suo viaggio intorno al mondo che lo porterà alla scoperta del valore della famiglia, dell’amicizia e del sapore, trovando un nuovo gusto per l’avventura e guadagnandosi anche la tanto desiderata tazza con la scritta Miglior Amante del Mondo.

Nel cast di Deadpool 2 troviamo Ryan Reynolds, di ritorno nei panni di Deadpool, Zazie Beetz (Domino) e Josh Brolin (Cable), insieme a Jack Kesy, Shioli Kutsuna, Julian Dennison, Leslie Uggams, Morena Baccarin, Brianna Hildebrand e Stefan Kapicic.