Continua il nostro viaggio sul set di The Predator a Vancouver, Canada.

Tra un ciak e l’altro abbiamo l’occasione di incontrare anche Thomas Jane (Boogie Nights, La Sottile Linea Rossa). Ecco cosa ci ha svelato:

Cosa ci puoi dire di questo Predator?

Il mio personaggio si chiama Baxtley, fa parte dei “Loonies”, ovvero un gruppo fatto di persone, veterani che soffrono della sindrome di stress post-traumatico, che vengono arrestate dopo una rissa durante una terapia di gruppo. Qualcuno non ha preso le sue medicine o ho ha versato del caffè per sbaglio, non so esattamente! Le guardie arrivano e ci sbattono su un autobus che ci deve portare in un ospedale militare. Nel frattempo Quinn McKenna, interpretato da Boyd Holbrook, ha visto un alieno, ovvero il Predator, e siccome la cosa non può essere rivelata anche lui viene sbattuto su questo autobus con noi. Il loro piano è portarci in una discarica e ucciderci tutti, ma ovviamente riusciamo a prendere le redini della situazione decidendo di andare a prendere a mazzate il Predator!  

E del tuo personaggio? 

Il mio personaggio è legato a quello interpretato di Keegan-Michael Key, Coyle, che è un pazzoide! Il pazzo del gruppo. Noi siamo nella stessa unità, durante una missione Coyle spara e uccide un paio di persone, tranne una, che sono io. Quindi ci troviamo ad affrontare insieme il processo che dura tre anni al tribunale militare, e alla fine di questa esperienza diventiamo amici, diventiamo due persone che hanno un rapporto d’amore e odio. Nel sonno vorrei ucciderlo ma allo stesso tempo sento di avere una connessione con lui, e lui ha bisogno del mio perdono… Ma diciamo che di base vorrei farlo fuori!

Ti ricordi quando hai visto l’originale per la prima volta?

Sì, avevo circa 13 anni. Io e i miei amici ci siamo intrufolati al cinema per vederlo perché era vietato ai minori, e la cosa era facile da fare perché bastava pagare il biglietto per qualsiasi altro film e poi una volta dentro entravi nella sala che volevi. Insieme ad Alien, Robocop, Rocky e Terminator è stato di certo un film importante della mia infanzia. Erano speciali, soprattutto il design del Predator… Per me è la versione moderna del mostro della laguna nera.

Cosa ha questo Predator rispetto agli altri realizzati dopo l’originale del 1987?

Tutti gli altri film fatti sul Predator non mi piacciono, noi invece stiamo reinventando il franchise. Shane Black è divertente, sta cercando di mettere nel film un senso di realismo ma anche di humor. Non siamo più negli anni ’80 quindi non ci si concentra più sull’unico protagonista bello e muscoloso come Arnold Schwarzenegger. È un mondo diverso, irriverente, spaventoso e c’è molta azione. Quello che mi piace di più è l’idea di avere un gruppo di veterani squilibrati, sfruttati e poi buttati via come spazzatura dall’esercito. Questo gruppo si trova a un certo punto ad avere a che fare con una minaccia che arriva dallo Spazio e questa idea dal mio punto di vista è geniale.  

Cosa pensi dei veterani?

A Los Angeles li vedo ovunque, per strada, sotto il ponte di Silver Lake, sotto Sunset Blvd è letteralmente pieno di senzatetto. Ci vado spesso a dar loro da mangiare. E tra di loro ci sono moltissimi veterani, è una cosa molto triste il modo in cui il nostro paese li ha trattati. E il disturbo da stress post-traumatico è una piaga americana, se pensi all’esercito di Israele è un problema che i loro militari non hanno. È un disturbo che colpisce dopo sei mesi in cui si è rientrati dalla missione e quello che influisce molto non è solo quello che hanno sperimentato in guerra ma come vengono trattati una volta rimesso piede in America. Mi è piaciuto incorporare questi aspetti della realtà nel mio personaggio.

Un tema trattato anche in Rambo, c’è un legame tra i due film?

Se c’è credo sia solo perché si tratta di un problema che non è stato ancora risolto.

Qual è il messaggio del film secondo te?

Secondo me questi sono gli ultimi film prima dell’apocalisse, tutto diventa sempre più grande, esplosioni incluse! Non c’è nulla da ridere, credete sia divertente? Non riderete fra dieci anni. È triste ma non riusciamo a imparare la lezione, e molti film parlano di questo, anche i libri, la letteratura, nelle arti in generale: noi essere umani non impariamo mai la lezione e facciamo sempre lo stesso errore. E tra un errore e l’altro perché non uccidere qualche alieno, giusto?

Beh i film con gli alieni hanno sempre un loro fascino, ma cosa rende così duraturo il successo del Predator? 

Credo sia il design che è fantastico. Stan Winston ha avuto l’idea del Predator su un aereo, è capitato che si è seduto di fianco a James Cameron e hanno iniziano a parlare. Cameron gli dice: “Sto progettando un alieno, è un guerriero, ho un po’ di problemi a disegnarlo. Ho sempre voluto vedere gli alieni con una bocca un po’ come i pesci.” E da lì bam! Stan ha avuto l’idea per il Predator. Certo aiuta anche il fatto che si tratti di un buon film, anche se certo non meraviglioso. Diciamoci la verità, stiamo parlando di un gruppo di cazzoni in una giungla inseguiti da una cosa invisibile! Che poi quando si materializza però è davvero un alieno figo, un alieno quasi mistico.  

C’è qualcosa di umano nel Predator? 

Il Predator ha l’istinto di uscire ad uccidere e questo è un istinto che hanno anche gli essere umani. Credo che il Predator sia una sorta di estrema macchina da guerra. Mi sa che è questo che piace, sfortunatamente.

Come è stato il rapporto con il resto del cast e con il regista Shane Black?  

Ognuno di noi ha costruito il suo personaggio per fatti propri, da lì insieme abbiamo cercato di costruire qualcosa di divertente, e Shane in questo ha aiutato molto. Se fosse per gli attori andremmo avanti a improvvisare, a fare prove, ma Shane ha la capacità di saper condensare il tutto, di rendere il tutto conciso quindi è fantastico averlo a dirigere questo film. Senza di lui avrebbero fatto un film di sei ore!

Questa la sinossi ufficiale:

Dai confini dello spazio inesplorato, la caccia arriva nelle strade di una piccola città nella terrificante reinvenzione della serie di Predator nel progetto registico di Shane Black. Geneticamente modificati, attraverso la combinazione dei DNA di specie diverse, i cacciatori più letali dell’universo sono adesso ancora più pericolosi, più forti, più intelligenti. Quando un ragazzino innesca accidentalmente il loro ritorno sulla Terra, solo un gruppo di ex soldati e una disillusa insegnante di scienze può impedire la fine della razza umana.

Diretto da Shane Black e da lui scritto con Fred Dekker, The Predator ha per protagonisti Trevante Rhodes, Keegan-Michael Key, Olivia Munn, Sterling K. Brown, Alfie Allen, Thomas Jane, Augusto Aguilera, Jake Busey e Yvonne Strahovski.

Ricordiamo che il film uscirà il 14 settembre negli USA, e il 11 ottobre in Italia.