Prosegue il nostro viaggio sul set di The Predator a Vancouver, Canada. Nel corso della set visit abbiamo avuto l’opportunità di incontrare anche Brian A. Prince, stuntman di 28 anni che interpreterà il Predator nel film diretto da Shane Black. 

Cosa si prova a star dentro quella tuta? 

È pazzesco! Vengo dalla Georgia e quindi scherzo sul fatto che mi ricorda le estati lì quando fa caldo ed è umido. Adesso mi sono abituato, ma le prime volte è stato davvero difficile. Mi sono preparato per circa un mese indossando una tuta e sudavo moltissimo, ma niente in paragone al costume vero e proprio. Pesa circa 25 chili, quindi mi ci è voluta un’intera settimana solo per abituarmi al peso del costume. Con la maschera all’inizio non respiravo e non vedevo bene, adesso mi sono abituato. Mi ci vuole un’ora per vestirmi, ho circa 5 persone che mi aiutano a metterla, ci vuole moltissimo tempo per fare in modo che tutto sia a posto, che sia pronto e intatto per girare la scena.

Avresti mai immaginato che saresti finito dentro quel costume la prima volta che hai visto Predator? 

No, mai e poi mai! Non ho mai avuto nemmeno i rasta! Ho riguardato il film prima di andare a fare l’audizione. Adoro quel tipo di film d’azione anni ’80, sono intramontabili.  

Che ti hanno fatto fare durante l’audizione? 

Sono stato molto fortunato perché ho studiato Arte ad Atlanta, ho fatto parkour per 9 anni, lavoravo in una palestra dove insegnavo. Un giorno mi hanno chiamato per sapere se ero alto 2,10 cm e se sapessi fare parkour. Ho risposto “Si!”, ho mandato un video e una foto e la risposta è stata: “Abbiamo un biglietto aereo per te per Los Angeles la settimana prossima!” Mi sono reso conto della cosa solo quando ho ricevuto il biglietto. L’audizione l’abbiamo fatta in una palestra di parkour a LA. Sono entrato e ho fatto la prova con Kyle (Strauts) e altri ragazzi, eravamo tutti più o meno alti uguali. Ci hanno fatto fare dei movimenti da creatura, da mostro, io ho mischiato movimenti da cacciatore con quelli primordiali e altri tipici del parkour come il jumping, il bolting e il rolling around. E credo che a Shane Black sia piaciuto perché il giorno dopo mi ha fatto sapere che mi avevano preso. Lavoravo con il minimo sindacale e adesso sono sul set di questo film! 

Come si sono evoluti i movimenti del Predator? 

Abbiamo provato tante variazioni sui movimenti del Predator, all’inizio eravamo orientati su movimenti un po’ animaleschi. Con il passare del tempo invece, grazie ai consigli di Shane, è diventato più uno stare in piedi, a schiena dritta, con movimenti eleganti, diretti, calcolati, fluidi. La parte interessante è stata completare il tutto con la corsa e il combattimento, movimenti molto caotici.

Sembri un tipo molto dolce, nessuno direbbe che sotto quel costume c’è uno come te!

Olivia (Munn), infatti, la prima volta mi ha detto: “Ma tu sei tropo gentile!” Questo per me è il primo vero ruolo da attore quindi non avevo un vero metodo, soprattutto per la parte che riguarda la recitazione stessa che è più mentale, meno fisica. Una cosa che ho iniziato a fare recentemente è stata ascoltare molta musica perché la musica mi ha sempre ispirato emozioni, rabbia, tristezza ecc. quindi ho una playlist sul mio iPhone, musica anche presa da videogiochi, musica che ti carica. Ho chiamato la playlist DESTROY. C’è la musica di GOD of WAR III: il personaggio Kratos mi ha ispirato perché lo vedo molto simile fisicamente al Predator. Quando facciamo le prove sono tutti tranquilli, ma quando mi ripresento con il costume vedo una reazione diversa, si spaventano e vedo che fanno un passo indietro. E mi aiuta perché in genere mi sento in difficoltà, non vedo bene, ma quando vedo le reazioni mi carica, vedo che funziona! 

Che differenza c’è rispetto al costume originale? 

Il costume è molto più mobile dell’originale, ed è quello che voleva Shane: che il Predator fosse grande e grosso ma allo stesso tempo anche agile, come un leone, come un orso.  

Che consigli ti hanno dato? 

Quelli dello studio ADI mi hanno dato tanti consigli sulla resistenza, soprattutto Tom (Woodruff), ma anche lo stunt team. La parte più difficile è stata fare le riprese, dopo il primo giorno abbiamo passato due settimane a girare 12 ore al giorno quindi ho dovuto lavorare anche a livello mentale per fare in modo che diventasse normalità, si tratta non solo di forza fisica ma anche di pazienza, e restare idratati. E capire che non posso andare al bagno tutte le volte che voglio! E poi rimanere consapevoli dei movimenti degli attori e allo stesso tempo anche del tuo personaggio, bisogna insomma dividere la mente in due. Piccoli trucchetti, a volte pure troppi, in certi momenti avevo 3, 4 persone con almeno 5 consigli a testa per me!  

Che consigli ti ha dato Boyd Holbrook? 

Boyd mi ha dato vari consigli su come respirare, non sono abituato a essere trattato così bene quindi dico sempre sì, al punto che ogni tanto mi dicono: “Sicuro che non vuoi una pausa?” Kyle è molto più bravo di me in questo. “Abbiamo bisogno di sedie molto più comode!”, chiede, e il giorno dopo le abbiamo. 

C’è qualcosa della tua vita privata che ti ha aiutato a costruire questo personaggio? 

Capire il linguaggio del corpo più che recitare in sé, poi avendo studiato arte disegno molto i fumetti senza parole e la cosa mi ha aiutato perché vuol dire imparare a comunicare affidandosi non alle parole. L’arte mi ha aiutato molto di più di quello che credevo, mi ha aiutato a portare alla luce aspetti di questo personaggio esattamente come volevo.  

Che tipo di fumetti disegni? 

Disegno in genere fumetti di avventura, il mio sogno è fare animazione!

 

Questa la sinossi ufficiale:

Dai confini dello spazio inesplorato, la caccia arriva nelle strade di una piccola città nella terrificante reinvenzione della serie di Predator nel progetto registico di Shane Black. Geneticamente modificati, attraverso la combinazione dei DNA di specie diverse, i cacciatori più letali dell’universo sono adesso ancora più pericolosi, più forti, più intelligenti. Quando un ragazzino innesca accidentalmente il loro ritorno sulla Terra, solo un gruppo di ex soldati e una disillusa insegnante di scienze può impedire la fine della razza umana.

Diretto da Shane Black e da lui scritto con Fred Dekker, The Predator ha per protagonisti Trevante Rhodes, Keegan-Michael Key, Olivia Munn, Sterling K. Brown, Alfie Allen, Thomas Jane, Augusto Aguilera, Jake Busey e Yvonne Strahovski.

Ricordiamo che il film uscirà il 14 settembre negli USA, e l’11 ottobre in Italia.

Consigliati dalla redazione