Diciamo la verità: a prescindere dall’opinione che ciascun fan, che ogni spettatore (o spettatrice) possa avere sulle pellicole ispirate ai personaggi DC Comics arrivate dopo la fine della Trilogia di Nolan, il marketing che le ha accompagnate non è sempre stato di livello qualitativamente esaltante.

Per carità, non è che tutti hanno la fortuna di chiamarsi J.J.Abrams, uno che, col suo team, riuscirebbe a rendere virali anche i filmini delle vacanze sul lago Trasimeno perché, da LOST in poi, ha capito perfettamente quanto sia importante coinvolgere le persone prima, durante e dopo l’uscita di una fiction (cinematografica o televisiva) con una serie di iniziative ludiche “extra schermo”.

Non è che tutti possono lanciare lanciare un alternate reality game come quello elaborato da 42 Entertainment per riempire il vuoto narrativo fra Batman Begins e Il Cavaliere Oscuro trasformando coloro che un domani sarebbero diventati “pubblico pagante”, in cittadini virtuali di Gotham. Gente su cui incombeva la minaccia di un tizio con uno strano slogan – “Why So Serious?” – che poteva essere contrastato, prima ancora che da Batman, da un promettente politico/procuratore distrettuale raggiungibile al sito IbelieveInHarveyDent.com.

 

Certo, erano anni dove la “concorrenza”, in materia di viralità, era meno agguerrita di adesso ed è proprio per questo che Nolan va doppiamente lodato per non aver pedissequamente ripetuto a pappagallo la lezioncina per il capitolo finale della sua saga dedicata al Crociato di Gotham.

Ma da quando – nel luglio del 2013 – lo studio ha tentato di dare una direzione al DCEU, una all’insegna della “condivisione narrativa” lì dove il batman di Nolan viveva in una Gotham separata dal resto del mondo DC, sono stati più i passi falsi che le mosse azzeccate in materia di cinecomic.
Un peccato perché l’annuncio che Superman e Batman si sarebbero, un giorno, scontrati al cinema era stato dato, al Comic-Con del 2013, nel miglior modo possibile.

Con un ancora entusiasta e speranzoso Zack Snyder che – durante il panel della Warner – annunciava l’arrivo sul palco di un amico (Harry Lennix, il generale Swanwick di Man of STeel), che doveva dargli una mano a dire una cosa.
“Voglio che ricordi Clark per tutti gli anni a venire, durante tutti i tuoi momenti più intimi… Voglio che ricordi la stretta della mia mano sulla tua gola… voglio che ricordi… l’uomo che ti ha battuto”.
Non c’era maniera migliore, per annunciare Batman v Superman, del citare una dei passaggi più leggendari e carichi di Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, la seminale graphic novel di Frank Miller e Lynn Varley che aveva ridefinito, nella seconda metà degli anni ’80, la figura del personaggio ideato da Bob Kane e Bill Finger.

Noi c’eravamo. Eravamo lì quando la Sala H è “venuta giù” come si suol dire.

 

 

Da lì, nonostante il gap con i Marvel Studios già incamminati su una strada che li avrebbe poi portati “verso l’infinito e oltre” per citare il filosofo post-moderno Buzz Lightyear, c’erano tutti i più rosei presupposti per il “post Nolan”.

Il resto è storia.

Una storia fatta di scelte di marketing discutibili, al netto del doveroso “accantonamento” della questione Zack Snyder, uscito di scena per via di una tragedia personale che va trattata con doveroso rispetto umano ancor prima che giornalistico.

E per scelte di marketing discutibili – badate bene – non intendo l’inevitabile “fallout” di ironia social che i vari reveal di materiali DCEU hanno avuto, dal Batman triste di Ben Affleck, al bromance del tenero abbraccio fra l’Uomo d’Acciaio e l’Uomo Pipistrello, passando per le videoreaction di Jack Nicholson e… del Joker di Tim Burton alla prima immagine di Jared Leto nei panni di Joker.
Quello fa parte del gioco, c’è ancora chi, a distanza di mesi, fa i memini su Avengers: Infinity War che quei due, tre euro al botteghino li ha tirati su.

 

 

Il problema – e insieme ad Andrea Francesco Berni ne abbiamo parlato N-Mila volte nei nostri videoblog – era la mancanza di una chiara identità, di una precisa direzione comunicativa per le varie pellicole del DCEU (con la bizzarra eccezione di Suicide Squad, film su cui stendo un velo pietoso, ma su cui è impossibile muovere delle obiezioni in materia di promozione e Wonder Woman che ha saputo intelligentemente fare leva sullo zeitgeist, come Black Panther).
Perché spacciare un kolossal come Batman v Superman prima per l’epica sfida fra le due più grandi icone della DC e poi come il “team up” dei due contro l’inevitabile minaccia “larger than life” rappresentata da un Doomsday che pareva un troll preso in prestito dalle Miniere di Moria?
Perché far “morire” Superman e non impiegarlo neanche lontanamente nella comunicazione di Justice League quando tutti sapevamo che sarebbe tornato?
Le risposte a queste domande sono poi arrivate nel corso dei mesi sotto forma degli scossoni ai vertici della major (ve ne abbiamo parlato qua e qua).

Fatto sta che, nonostante il destino paradossalmente avvolto nella nebbia delle stelle più fulgide del firmamento DC – Batman e Superman – qualcosa sembra effettivamente cambiato.
E quello che sta avvenendo intorno al film di Joker pare testimoniarlo.
Premetto a scanso di equivoci che sul web è un attimo interpretare fischi per fiaschi: non si tratta di considerazioni sul lungometraggio – come potrei farle a un anno abbondante di distanza dalla release? – ma su quello che, finora, si è visto di ufficiale.
Una foto.
Quella di Arthur, il personaggio interpretato da Joaquin Phoenix. L’ha postata Todd Phillips nello stesso identico giorno in cui il mondo intero avrebbe visto l’attore impegnato sul set allestito per le strade di New York. Provate voi a evitare dei leak fotografici mentre girate un film nella Grande Mela d’altronde. L’unica maniera per aggirare la cosa e “veicolare” a proprio vantaggio il “chit chat” social è ragionare d’astuzia e in anticipo, far vedere la foto di un tizio qualunque, anonimo, che potreste incontrare passeggiando per le vie di una metropoli.
E presentarlo semplicemente col suo nome.

 

L’articolo l’ho scritto ieri, e caso ha voluto che nel mentre Todd Philips abbia confermato la mia tesi.

Certo, il tizio tanto qualunque non è perché, in un modo o nell’altro, è destinato a diventare Joker (il come lo scopriremo a tempo debito).
E perché, a questo punto, non dare anche un assaggio di quelle che potrebbero essere le sue fattezze (provvisorie? Definitive? Chi lo sa?) come Clown principe del Crimine di Gotham?
Todd Phillips, che con la musica e le immagini ci sa fare dai tempi in cui faceva ballare DJ Qualls sulle note di It’s Tricky” dei RUN DMC in Road Trip, lo ha fatto appiccicandoci sopra un pezzo dei The Guess Who intitolato “laughing”.
Didascalico?
Forse.
Azzeccatissimo?
Indubbiamente.
D’altronde quello che ci viene fatto vedere è l’Arthur di cui sopra, uno che potremmo vedere allo zoo o al cinema coi nipotini e che non desterebbe alcun sospetto perché, tuttosommato, è più anonimo del tizio di HER che, almeno, aveva quell’improbabile baffetto che lo contraddistingueva.
Poi però c’è quel suo sorriso, bonario, su cui vengono prima proiettate in stile “art house” delle immagini di “quell’altro lui” fino alla transizione finale in cui – con un make up a metà strada fra il Joker di Marini e la maschera da clown indossata da Cesar Romero nella serie tv di Batman già omaggiata da Nolan e Ledger nel prologo di Il Cavaliere Oscuro – la sua bocca assume una posizione che potrei ancora definire come “rassicurante” per poi mutare repentinamente, in una espressione che di amichevole ha ben poco.
E anche se non possiamo sapere come sarà il risultato finale che arriverà nei cinema, sappiamo già che questo Arthur – o Joker – sarà un tizio con cui probabilmente è meglio evitare di avere a che fare.

 

Come cantava Miss Shirley Bassey “it’s all just a little bit of history repeating”

A prescindere da chi interpreterà Batman nel film di Matt Reeves, dal destino contrattuale di Henry Cavill o dall’eventuale film col Joker di Leto e la Harley Quinn di Margot Robbie.
Il che, considerato che sto ancora qua a domandarmi “Perché mi avete fatto vedere Doomsday nei trailer di Batman v Superman? Perché non avete impiegato anche Henry Cavill nei materiali promozionali di Justice League?” non era poi così scontato.

 

 

PS: e i memini sono già arrivati anche per questo nuovo Joker. Ed è un bene che sia accaduto.

 

 

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