Nonostante la cosiddetta “bad publicity” degli ultimi mesi, pare proprio che le finanze di Bryan Singer continueranno a godere di ottima salute.

Solo qualche giorno fa vi abbiamo raccontato di come nonostante le nuove accuse di molestie pubblicate da The Atlantic con timing alquanto “sospetto” dopo che Esquire mesi fa aveva deciso di non procedere, il filmmaker resti collegato al film di Red Sonja per cui percepirà un compenso decisamente sostanzioso di 10 milioni di dollari (trovate tutto in questo articolo).

Ma è da Bohemian Rhapsody che, come scrive l’Hollywood Reporter, il regista otterrà le soddisfazioni economiche maggiori, nonostante il ben noto licenziamento a riprese quasi ultimate: la cifra si aggirerebbe intorno ai 40 milioni di dollari.

La pellicola sulla vita di Freddie Mercury e i Queen ha resistito alla “bad publicity” di cui sopra ottenendo ben cinque nomination agli Oscar e, soprattutto, incassando 817 milioni di dollari worldwide a fronte di un budget alquanto esiguo di 52 (esclusa P&A).

Il numero citato dall’Hollywood Reporter tiene ovviamente conto delle compensazioni in backend che il regista ha ottenuto con la percentuale sui profitti del lungometraggio il cui punto di pareggio è stato ampiamente superato (l’ingaggio front-end non è noto, ma è di certo inferiore rispetto a quello di Red Sonja).

Come spiega il magazine:

È qui che la questione si fa complicata. La percentuale sugli utili può essere persa se un regista viene licenziato per giusta causa (opzione che gli studios si riservano per i licenziamenti sulle differenze creative) e Singer è stato effettivamente licenziato… mantenendo però il credito di regia, cosa che assicura una compensazione contingente secondo gli esperti che lavorano ai vari accordi contrattuali fra registi, produttori e studios.

Una compensazione che – con tutta probabilità – è stata negoziata prima che Bohemian Rhapsody giganteggiasse al box office worldwide.

Ovviamente tanto la Fox quanto Bryan Singer si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni in materia.

Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti.