Bianca Sciroccata

È stata colpa di qualcuno? Forse sì. C’era una ragione, magari addirittura fantascientifica, dietro il rivivere costantemente la stessa giornata? In attesa di provare col visore il sequel di Ricomincio Da Capo (1993) come gioco in realtà virtuale dove chi vorrà avrà l’opportunità di interpretare Phil Connors Jr, figlio del protagonista del capolavoro di Harold Ramis, eccoci dopo il grande successo di Auguri Per La Tua Morte ad avere subito a che fare con il numero due del bel film scritto e diretto dal figlio d’arte Christopher Landon, nel non lontano 2017, che con Ricomincio Da Capo ha molto a che fare visto che ne era una versione alla Scream. Alla fine del 2019 uscirà dunque il gioco sviluppato dai tipi di Tequila Works insieme a Sony Groundhog Day: Like Father Like Son mentre ora abbiamo ancora a che fare al cinema con Tree Gelbman (origini tedesche da parte di padre?), la cosiddetta bianca sciroccata dell’Università di Beyfield un tempo costretta a svegliarsi sempre lo stesso lunedì 18 settembre per poi essere uccisa da una persona con addosso la maschera del simbolo del college. “Chi sceglierebbe un neonato inquietante come mascotte?” si chiede sarcasticamente Tree in questo sequel anche se forse ignora l’esistenza di personaggi ben più assurdi nella realtà golardica Usa tipo l’esistente Knightro per University of Central Florida. E ce ne sono anche altri non male. Se il testo originario da cui il film di Landon prese ispirazione due anni fa proverà a farci sentire in prima persona la maledizione di alzarci lo stesso via ludus, il numero 2 in sala con la bianca sciroccata protagonista mette in risalto un trend cinematografico di oggi ovvero…

Quanta Quantistica

Reattore quantistico di Sisifo (confidenzialmente: Sissy), tempo rallentato a livello molecolare, effetto farfalla, dimensione quantica ciclica, multiverso, algoritmo e ovviamente la parola loop in tutte le salse (spezzato, creato, da aprire e chiudere). Queste sono alcune delle espressioni che sentirete in Ancora Auguri Per La Tua Morte. Quanti ne abbiamo visti di film che tirano in ballo la fisica quantistica negli ultimi anni? Tantissimi nei soli ultimi 6-7 anni. Da Interstellar (2014; qui viene citato un altro Nolan ovvero Inception) a The Lego Movie 2 (2019) passando per il recente Miglior Lungometraggio d’Animazione all’Oscar Spider-Man: Un Nuovo Universo (2018), Predestination (2014), Edge Of Tomorrow (2014), Prima Di Domani (2017), Looper (2012), Source Code (2011), Miss Peregrine – La Casa Dei Ragazzi Speciali (2016), Questione Di Tempo (2013). A volte sono film di guerra (Edge of Tomorrow), action-thriller (Source Code), fantascienza adulta (Interstellar), dramma giovanile (Prima Di Domani), addirittura rom-com da uno dei re del sottogenere ovvero l’autore di Quattro Matrimoni e Un Funerale Richard Curtis (Questione Di Tempo). Nel caso di Landon si è giocato nel primo film con lo slasher, o meglio meta-slasher, alla Scream ovvero citazionista e melodrammatico insieme mentre in questo numero due si gioca di più con la sci-fi e il dramma familiare visto che la nostra protagonista scopre di chi è stata tutta la colpa e sarà chiamata a una scelta emotiva non facile riguardo un caro.

Phan Menace

“Sei stato tu a creare il loop imbecille!”. Ebbene sì: sembrava un personaggio da una battuta e via e invece quel signore dai capelli biondo ossigenati che si svegliava in macchina martedì 19 settembre buttando con nonchalance rifiuti nel campus (primo comportamento politicamente scorretto evidenziato dal regista insieme con l’andare a fare pipì nel bagno dei disabili da parte di un poliziotto) per poi arrivare alla porta del roomate Carter… è il responsabile di tutto. Si chiama Ryan Phan (pronunciato Fan), ha creato il reattore quantistico di Sissy, ha aperto per sbaglio il loop temporale quel lunedì 18 settembre causando 3 blackout nel campus e in questo film è chiamato con la sua squadra di geni della fisica (“la vostra riunioncina Comicon” oppure in originale “creepy comicon group”) a riportare Tree nella sua dimensione di martedì 20 perché, terrorizzato dall’essere ucciso da sé stesso, ha ricostretto armeggiando con Sissy la bianca sciroccata a tornare in quel fatidico lunedì 19. Questa saga ci insegna che non dobbiamo aver paura di morire e soprattutto lasciar andare via le persone importanti della nostra vita. La realtà è multipla (“Lo stesso giorno ma non la stessa dimensione” spiegherà Ryan a Tree) ma la nostra identità esistenziale è una sola per cui che senso ha trovarci in una dimensione dove nostra madre è ancora viva se noi non possiamo avere ricordi nostri di lei visto che siamo degli “estranei”? Il concetto è interessante perché relativizza il dolore umano: non è vero che chi muore nel nostro universo sia morto anche negli altri e pertanto non è obbligatorio cercare di cambiare la nostra vita una volta appurato che siamo tanti e in tanti modi diversi. Tree grazie al primo film ha imparato a morire. Ryan non ha avuto la sua stessa fortuna ed ecco perché è titubante a farsi uccidere. “Questa è l’ultima volta che muoio per te” sentiremo dire a Carter da parte di Tree (occhio però: c’è un evidente indebolimento attraverso tutti questi loop) e mentre il film si diverte e ci diverte attraverso buffi suicidi e lavagne dagli algoritmi incomprensibili, Landon porta a conclusione una pellicola più matura e seria dell’originale in cui Jessica Rothe oltre alle facce incavolate in cui ormai è maestra è parecchio brava nella scena più intima con la mamma mentre passa Il Mostro Della Laguna Nera (1954) in un piccolo televisore di un motel.

Conclusioni

“Io sono morta 11 volte” dirà Tree nel film eppure quello che ci colpisce di più di questa saga è la sua vitalità in scrittura (Landon è sempre stato uno spiritosone ma stavolta ha trovato il tono giusto rispetto a Manuale Scout Per l’Apocalisse Zombie) e nelle immagini grazie al cast. Jessica “Tree” Rothe sembra sempre di più una navigata caratterista comica mentre Israel “Carter” Broussard possiede quell’aria da raffinato attore romantico. Ma oltre al fascino dei due splendidi protagonisti, Landon è stato acuto nell’espandere l’universo del film anche agli interessanti Suraj Sharma (il suo Samar Ghosh è fissato coi churro) e Sarah Yarkin (la scienziata Andrea ‘Dre’ Morgan tende ad alterare le bevande al cioccolato altrui con sostanze allucinogne). Senza dimenticare il vero co-protagonista di questo capitolo II Phil Vu nei panni del riflessivo capetto del “creepy comicon group” capace di assumersi le proprie responsabilità perché: “È tutta colpa nostra ed è questo quello che fanno gli scienziati: risolvono problemi”.