Si è molto discusso circa la presenza agli Oscar di pellicole concepite per (o proposte in esclusiva da) le varie piattaforme di streaming dopo che quest’anno Roma di Alfonso Cuaròn è stato battuto nella corsa a Miglior Film da Green Book, il lungometraggio di Peter Farrelly che si è aggiudicato, nel complesso, tre statuette dorate. Lo stesso numero di quelle vinte da Roma (Miglior Regia, Fotografia e Film Straniero) anche se l’attenzione era appunto rivolta a quella che, di fatto, è la categoria più importante, quella che concede più lustro alla pellicola che se la aggiudica: quella di Miglior Film.

Netflix non avrebbe investito nella campagna Oscar di Roma i 25 milioni di cui si era parlato inizialmente (comunque una cifra altissima, molto superiore al budget stesso della pellicola), ma la bellezza di 60 milioni di dollari.

Ma si è parlato molto anche della “battaglia” che Steven Spielberg starebbe combattendo per escludere i film delle piattaforme streaming dalla corsa agli Oscar.

Spielberg avrebbe intenzione di portare “la questione streaming” sul tavolo del prossimo meeting del Board of Governors dell’Academy previsto per aprile, proponendo di escludere dalla gara le pellicole diffuse sulle piattaforme online.

Questione poi smentita dal produttore Jeffrey Katzenberg, amico e collaboratore di vecchia data, che è stato interpellato proprio in merito a questa vicenda, smentendola.

Ho parlato con Steven di questa cosa giusto ieri. Gli ho chiesto in maniera specifica cosa avesse detto – e non ho davvero alcun interesse personale in merito a tutto ciò – e la sua risposta è stata “Non ho detto assolutamente nulla”. In pratica è accaduto che un giornalista stava realizzando un articolo in merito e aveva sentito un rumour circa Steven. Hanno chiamato un portavoce per una dichiarazione che è stata un po’ rigirata. Primo: Steven non ha detto quello che gli è stato attribuito. Due: non andrà all’Academy ad aprile con un piano. Non ha espresso opinioni e non si è allineato in maniera specifica.

In effetti si è sempre analizzato quello che Steven Spielberg avrebbe detto su Netflix, non su quello che è effettivamente uscito dalla sua bocca.

Ora l’Hollywood Reporter segnala che il leggendario filmmaker e Ted Sarandos, chief content officer di Netflix, hanno pranzato insieme a inizio settimana presso il San Vincente Bungalows, un nuovo club privato a West Hollywood. Il celeberrimo magazine cinematografico non è a conoscenza dei dettagli della conversazione avvenuta fra i due, ma quanto riportato è in ogni caso indicativo della fluidità e delle discussioni intorno a un tema molto sentito a Hollywood e non solo.

Nel marzo del 2018, con The Post ormai archiviato e Ready Player One prossimo alla release, Steven Spielberg aveva avuto modo di criticare le produzioni cinematografiche concepite per lo streaming spiegando che

La realtà dei fatti è che una volta che t’impegni a concepire un film per il format televisivo, resti un TV movie. Di sicuro ti meriti un Emmy se dai vita a un bello show, ma non un Oscar. La mia opinione è che produzioni che riescono a essere qualificate come “filmiche” solo perché sono state proiettate in un paio di cinema per meno di una settimana, non dovrebbero poter gareggiare per le nomination degli Academy Awards.

Come lecito attendersi da un filmmaker come Spielberg, l’osservazione contro lo streaming era ben inquadrata e circostanziata (trovate tutto in questa pagina) anche perché lui stesso è da sempre molto attivo, ad esempio, in ambito di produzioni seriali.

Lo scorso febbraio, durante la cerimonia di premiazione dei Cinema Audio Society CAS Awards presso l’InterContinental Hotel nella downtown di Los Angeles, il regista era tornato a esprimere tutto il suo supporto verso l’esperienza cinematografica

Spero che tutti noi continueremo a credere che il più grande contributo che possiamo dare in qualità di filmmaker sia il dare al pubblico la possibilità di avere delle esperienze cinematografiche. Credo fermamente che i cinema debbano restare in attività per sempre. E io amo la Tv. Amo le opportunità che fornisce. Oggi come oggi abbiamo dei meravigliosi esempi di scrittura per il piccolo schermo, regie sontuose e performance stellari. L’audio domestico ha raggiunto dei livelli qualitativi elevatissimi, ma non c’è nulla di paragonabile all’andare in una grande sala buia insieme a delle persone che non hai mai visto prima e con le quali condividere un’esperienza. Spero che siamo tutti convinti di questa cosa.

Chiaramente sarà nostra cura tenervi aggiornati circa l’evolversi della complicata situazione fra l’Academy, lo streaming e chi non vede di buon occhio la presenza di queste piattaforme alla Notte degli Oscar.

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