In un lungo articolo/intervista pubblicato dall’Hollywood Reporter, Scarlett Johansson ha pubblicamente difeso Woody Allen, autore coinvolto nel ciclone del #MeToo nonostante le assoluzioni dalle accuse avvenute nelle sedi preposte alla cosa, ovvero i tribunali e non twitter. L’artista, lo ricordiamo, è stato totalmente assolto dalle accuse a suo carico da un tribunale, dopo una lunga indagine

L’attrice dell’Universo Cinematografico della Marvel, coinvolta fra l’altro fin dall’inizio nel movimento Time’s Up, ha dichiarato:

Come mi sento a proposito di Woody Allen? Lo adoro. Gli credo e lavorerei con lui in qualsiasi momento. Vedo Woody ogni volta che posso, abbiamo avuto un sacco di conversazioni a riguardo. Sono stata sempre molto diretta con lui e lui è sempre molto diretto con me. Si dichiara innocente e gli credo.

Quando a Scarlett Johansson viene poi chiesto come si senta a esprimere una posizione del genere in un contesto come quello attuale spiega:

È difficile perché è un tempo in cui le persone sono, comprensibilmente, molto infervorate sulla questione. C’era la necessità di rimescolare la situazione e, per questo, le persone sono molto appassionate, provano dei forti sentimenti e, a ragione, sono anche molto arrabbiate. È un periodo intenso.

Il Tweet di “risposta” di Dylan Farrow si è palesato online con la prevedibile puntualità (nonostante la sua ultima apparizione sulla piattaforma social sia risalente al settembre del 2018):

Perché se abbiamo imparato una cosa in questi ultimi due anni è che sicuramente bisogna dare credito senza farsi domande alle parole dei predatori sessuali maschi che “si dichiarano innocenti”. Scarlett deve fare ancora parecchia strada nel capire una questione di cui si dichiara paladina.

 

 

Qualche giorno fa anche Andrea Occhipinti, Fondatore e Amministratore della Lucky Red, ha toccato l’argomento in un’intervista focalizzata sulla decisione della sua compagnia di distribuire nei cinema “Un Giorno di Pioggia a New York”, l’ultimo film diretto da Woody Allen:

In Italia è stata vista, più che altro, come una bega familiare. Da una parte Dylan, Mia e Ronan Farrow e, dall’altra, Woody e Moses Farrow che è sempre stato molto esplicito nel difendere a gran voce il padre. E chi sono io per giudicare chi ha ragione e chi torto? Allen è storicamente amatissimo dalle nostre parti. I suoi film hanno sempre avuto successo. La sua capacità di descrivere la natura umana col suo incredibile umorismo è apprezzatissima. Lo scorso giugno ero a Milano, in un teatro dove ha suonato con la sua band, e l’affetto delle persone verso di lui era palpabile. La mia lettura della faccenda è che per gli italiani lui sia vittima di un’ingiustizia.

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