È People Magazine a dare la notizia: Kirk Douglas (nato Issur Danielovitch ad Amsterdam, nello stato di New York, il 9 dicembre del 1916 da immigrati ebrei bielorussi originari di Čavusy), decano di Hollywood con all’attivo ben 92 crediti attoriali, di cui 75 film, si è spento all’età di 103 anni.

Il figlio Michael Douglas ha rilasciato una dichiarazione ufficiale pubblicata dallo stesso magazine e su Facebook:

È con tremenda tristezza che mio fratello e io annunciamo che Kirk Douglas ci ha lasciati oggi all’età di 103 anni. Per il mondo era una vera e propria leggenda, un attore della golden age di Hollywood che ha vissuto egregiamente i suoi anni d’oro, una persona il cui impegno per la giustizia e le cause in cui ha creduto hanno stabilito uno standard a cui tutti noi aspiriamo. Ma per me e i miei fratelli Joel e Peter era semplicemente Papà, per Catherine un meraviglioso suocero, per i suoi nipoti e pronipoti un nonno e bisnonno adorato e per sua moglie Anne uno splendido marito.

La vita di Kirk è stata piena e ben vissuta e ci lascia un’eredità di film che durerà per generazioni a venire nonché una storia di rinomato filantropo che ha lavorato per aiutare il prossimo e contribuire a portare pace in questo pianeta. Lasciatemi chiudere questa dichiarazione con le parole che gli ho detto al suo ultimo compleanno e che resteranno per sempre vere: “Papà, ti amo tantissimo e sono incredibilmente orgoglioso di essere tuo figlio”.

La salute di Douglas era in peggioramento da tempo; nel 1996 aveva avuto un ictus, ma negli anni aveva recuperato buona parte delle sue facoltà. Lascia la seconda moglie Anna Buydens, con cui era sposato dal 1954 e che tra poco compirà 101 anni.

Dopo aver partecipato ad alcune produzioni di Broadway negli anni quaranta, mise da parte le sue ambizioni nel mondo dello spettacolo entrando nella Marina nel 1941. Terminato il suo compito nell’esercito, si dedicò nuovamente al teatro ma passò rapidamente al cinema. Nel 1946 debuttò nei panni di un procuratore distrettuale in Lo strano amore di Marta Ivers. Tre anni dopo conquista l’attenzione di pubblico e critica in Il Grande Campione:

 

Il successo arriva nel 1951 con L’Asso nella Manica di Billy Wilder. Tantissimi i film di vari generi da lui girati negli anni cinquanta, tra i quali spicca ovviamente Orizzonti di Gloria di Stanley Kubrick. Nel 1960 il grandissimo successo di Spartacus, sempre di Kubrick, per il quale ingaggiò Dalton Trumbo accreditandolo ufficialmente come sceneggiatore e contribuendo così a porre fine alla lista nera di Hollywood.

Negli anni settanta e ottanta rallenta il ritmo, gli ultimi due film a cui partecipa sono Vizio di Famiglia (2003) e Illusion (2004), mentre al 2008 risale la sua ultima apparizione sul piccolo schermo. Tre le nomination all’Oscar ricevute nella sua lunghissima carriera (per Il grande campione, Il bruto e la bella e Brama di vivere), nel 1996 l’Academy lo premiò con l’Oscar alla carriera:

 

 

Nel 1991 scampò a un incidente su un elicottero insieme a suo figlio Kirk: morirono due persone e Kirk riportò ferite gravi alla schiena. Nel 1980 guadagnò 50mila dollari per dire la parola “coffee” in uno spot giapponese.

Molto attivo a livello umanitario, ricevette la Medaglia Presidenziale della Libertà nel 1981, e fu nominato Cavaliere della Legione d’Onore in Francia.

Trovate maggiori informazioni sulla sua carriera in questi speciali che abbiamo a lui dedicato in questi anni: