Kumail Nanjiani, per questioni personali che spiegheremo più avanti citando le sue stesse parole, segue con molta attenzione l’emergenza nuovo Coronavirus e sta condividendo molti tweet sull’argomento. Tweet che, principalmente, hanno lo scopo di far capire a chi lo segue che la situazione non va sottovalutata.

Anche se non è questa la sede (perché non compete di sicuro a noi) valutare il grado di leggerezza con cui le varie nazioni hanno risposto all’insorgere di un’epidemia poi diventata pandemia, da quando si sono registrati i primi casi a Wuhan, in Cina, Kumail Nanjiani crede (non a torto verrebbe da dire) che la leggerezza con cui non tutti, ma una larga fetta di italiani hanno accolto le prime disposizioni governative un paio di settimane fa, finendo per affollare attività commerciali e località turistiche, dovevano fornire un esempio sulle cose da non fare, con il successivo adottare delle procedure di lockdown a dare, invece, un valido esempio sulle cose da fare per “appiattire la curva” del contagio.

Inevitabilmente, la star si è attirata addosso le critiche di chi continua a “fare spallucce” tanto da dover spiegare perché sia così infervorato dall’argomento e sia, sostanzialmente, disinteressato a chi lo critica per i suoi tweet:

La gente si arrabbia ed è infastidita dai miei tweet sul coronavirus, quando esorto le persone a restare a casa. La persona che preferisco a questo mondo è immunodepressa. Fate come volete, smettete pure di seguirmi. Per quel che mi riguarda twitterò in merito fino a che non sarà a zero follower.

 

 

Ecco altri tweet diffusi dall’attore, messaggi in cui si criticano le misure adottate tardivamente dal CDC, in cui si loda la decisione del sindaco di Los Angeles di chiudere attività commerciali come cinema, palestre, ristoranti e si accusa chi, anche a mezzo stampa, aveva minimizzato la pericolosità della situazione.

 

 

 

 

 

Vi invitiamo a prendere visione di quanto indicato sul sito del Ministero della Salute in merito al nuovo Coronavirus.

In questa pagina trovate tutte le nostre notizie collegate alle ripercussioni che tutto ciò sta avendo sull’industria del cinema.