Mentre nel mese di giugno riapriranno i cinema in molti paesi, negli Stati Uniti le due più grandi catene cinematografiche, AMC e Cinemark, si leccano le ferite registrando perdite record dopo mesi di totale inattività e il crollo degli incassi.

In particolare, CNN Business segnala che AMC Theatres (la più grande catena americana, controllata dalla cinese Wanda e proprietaria anche delle catene europee Odeon e UCI Cinemas) ha perso tra i 2.1 e i 2.4 miliardi di dollari nel primo trimestre, e che dalla chiusura non sta “generando, a tutti gli effetti, alcun ricavo” pur mantenendo i costi fissi della gestione di 661 cinema negli Stati Uniti (per un totale di 8.200 schermi). L’azienda teme quindi che, se gli studios decidessero di spostare le uscite di film come Tenet e Mulan (attualmente fissate per il 17 e il 24 luglio), dovrà dichiarare fallimento:

Crediamo, ma non possiamo garantire, che l’esercizio cinematografico recupererà terreno e beneficierà della domanda accumulata di intrattenimento non casalingo, una volta che le restrizioni governative saranno eliminate. […] Ma anche se le restrizioni governative si stanno allentando in alcune aree, i distributori potrebbero decidere di rinviare l’uscita dei nuovi film finché non verranno allentate maggiormente nel nostro paese e all’estero, cosa che potrebbe limitare ulteriormente le nostre operazioni. Pensiamo di avere la liquidità per riaprire i nostri cinema in estate o poco dopo. Ma le nostre necessità dipenderanno, tra le altre cose, dal tempo che ci metteremo a far ripartire tutto, dall’uscita dei film e dalla nostra capacità di generare ricavi.

AMC era già in difficoltà ben prima della pandemia, avendo chiuso lo stesso trimestre l’anno precedente con perdite di 130 milioni di dollari (briciole se si pensa al buco attuale). I risultati finanziari saranno annunciati ufficialmente il 9 giugno.

Anche Cinemark ha registrato perdite fortissime, con risultati trimestrali inferiori alle aspettative di Wall Street: nel primo trimestre dell’anno ha raccolto 543 milioni di dollari, in calo del 24% rispetto a un anno prima (Wall Street prevedeva 556 milioni): ricordiamo che questi dati includono solo le prime settimane del lockdown, e che il vero bagno di sangue ci sarà nel secondo trimestre. La catena, ora, si sta concentrando sulla riapertura che avverrà in più fasi a partire dal 19 giugno.

L’attenzione degli analisti si sposterà, comunque, più sulle modalità della riapertura che sugli (spaventosi) dati trimestrali delle catene, come spiega Eric Handler di MKM Partners:

Questi dati sono ormai vecchi di più di tre mesi, i cinema sono chiusi sin da metà marzo. Dubitiamo che gli investitori presteranno molta attenzione ai risultati trimestrali: invece, pensiamo che saranno più concentrati sulle dichiarazioni dei manager riguardo la graduale riapertura delle sale.

INCASSI 2020: PREVISIONI DIMEZZATE

Intanto Variety riporta nuove proiezioni degli analisti di Wall Street MoffettNathanson, che prevedono un crollo degli incassi cinematografici del 52 negli Stati Uniti. Secondo questa analisi, nel 2020 verranno raccolti complessivamente solo 5.5 miliardi di dollari contro gli 11 dell’anno scorso. Nel caso i cinema non riaprissero a luglio e film come Mulan e Tenet venissero rinviati, il crollo sarebbe ancor più verticale: il dubbio rimane, perché mercati importantissimi come New York, Los Angeles e San Francisco non hanno ancora comunicato una data ufficiale per le riaperture. Una situazione molto volatile che non aiuta la programmazione, ma gli stessi analisti affermano che nel 2021 le cose dovrebbero andare molto meglio, prevedendo incassi fino a 9.7 miliardi di dollari (anche per via del rinvio di molti blockbuster previsti per il 2020). Ovviamente, molto dipenderà da eventuali seconde ondate dell’emergenza Coronavirus