AMC Entertainment ha registrato perdite pari a 561,2 milioni di dollari nel secondo trimestre dell’anno, quello cioè in cui rientra il lockdown globale e durante il quale praticamente l’intero staff della più grande catena cinematografica è stato licenziato o messo in congedo non pagato. Il crollo del 98% del fatturato rispetto all’anno precedente non ha paragoni nei 100 anni di storia dell’azienda, e anche le perdite in borsa hanno avuto un impatto non indifferente sul valore della compagnia.

Gli investitori, comunque, hanno scelto di guardare al lato positivo di queste comunicazioni trimestrali, incluso il fatto che AMC ha recentemente rinegoziato il proprio debito ottenendo liquidità per parecchi mesi, l’accordo con Universal e le riaperture dei cinema in tutto il mondo (l’azienda è proprietaria anche di Odeon Cinemas e UCI Cinemas) entro la fine di agosto, e così ieri le azioni sono cresciute di oltre il 2%.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il CEO Adam Aron ha però spiegato che le conseguenze di questa situazione potrebbero ripercuotersi in parte sui consumatori. In particolare, l’aumento dei costi dovuto ai protocolli igienici e di sicurezza per fermare la diffusione del Coronavirus potrebbero gravare in qualche modo sui prezzi dei biglietti:

L’aumento dei costi di pulizia è considerevole. Ho visto lo stato di alcuni nostri competitor, e in alcuni casi l’aumento è addirittura superiore. Stiamo prendendo questa cosa molto seriamente, abbiamo spray elettrostatici, nuovi filtri per l’aria condizionata, aspiratori HEPA… il costo è quadruplicato rispetto al passato, e non possiamo assorbire tutte queste spese. Alla fine, dovremo trasferire parte di questi costi sui consumatori.

L’azienda è comunque convinta di essere sopravvissuta all’emergenza, e che il peggio sia passato:

Un terzo dei nostri cinema in Europa ha già riaperto i battenti. Riteniamo che tutti i nostri cinema europei saranno aperti prima dell’uscita di Tenet il 26 agosto, e questo mese dovremmo riaprire due terzi delle nostre strutture negli Stati Uniti. […] Penso che siamo sopravvissuti alla crisi del Coronavirus, e ora dobbiamo cercare di tornare a gestire le attività al meglio.

Fonte: Deadline | Variety