Date le crescenti preoccupazioni per l’emergenza sanitaria del Coronavirus, anche negli Stati Uniti si comincia ad accusare qualche contraccolpo, nonostante la situazione, stando a quanto riportato dal CDC, non stia destando un elevato allarme e sia effettivamente sotto controllo.

Contraccolpi che hanno, ovviamente, anche a che fare col mondo dell’intrattenimento. Dopo la defezione della Sony al PAX, Variety segnala che i circa 24 esercenti cinesi attesi alla CinemaCon di Las Vegas in programma dal 30 marzo al 2 aprile non parteciperanno all’importante manifestazione a causa della situazione collegata al Covid-19 e anche alle relative restrizioni di viaggio per chi proviene dall’Asia.

La CinemaCon è l’evento trade organizzato dalla National Organization of Theater Owners (NATO) che riunisce gli esercenti cinematografici statunitensi (e non solo appunto) durante la quale le major presentano i loro listini proponendo trailer e footage durante delle convention che vedono la partecipazione diretta sul palco dei vari CEO degli studios, dei registi, dei produttori e delle star dei lungometraggi di più o meno prossima release. Stando al memo diramato dalla NATO nella giornata di ieri, la situazione verrà continuamente monitorata perché “la sicurezza e la produttività degli ospiti” rimane la priorità principale. Verrano attivate delle misure di sicurezza proattive che includono call a cadenza regolare tanto con il Centers for Disease Control (CDC) e the World Health Organization (WHO) quanto con i funzionari sanitari di Las Vegas.

Allo stato attuale delle cose, tutte le major concordano nel non annullare la convention.