In una recente intervista per Vanity Fair, Kate Winslet ha ammesso di essersi pentita di aver lavorato con Woody Allen e Roman Polanski a pochi anni da una presa di posizione completamente opposta nei loro confronti.

L’attrice ha dato credito alla sua esperienza sul set Ammonite di Francis Lee, confermando che le ha aperto gli occhi:

Ammonite mi ha indotto ancora di più a impegnarmi in ciò per cui le donne si battono nei film e per il modo in cui veniamo dipinte, senza pensare all’orientamento sessuale. Perché la vita è breve, caz*o, e vorrei fare del mio meglio per dare l’esempio alle donne più giovani. Stiamo dando loro in eredità un mondo a scatafascio, perciò vorrei fare la mia parte conservando un po’ di integrità.

Ad esempio, che caz*o ho fatto quando ho lavorato con Woody Allen e Roman Polanski? Non riesco a credere che questi uomini abbiano goduto di una tale considerazione e di tanto prestigio nell’industria cinematografica per così tanto tempo. È vergognoso, caz*o. E devo prendermi la responsabilità per aver lavorato con entrambi. Non posso tornare indietro nel tempo, devo fare i conti con questo rimorso, ma cos’altro posso fare se non parlare con il cuore in mano a proposito di tutta questa situazione?

In un’intervista per il New York Times risalente al 2017 in vista della premiere di “La ruota delle meraviglie“, ricordiamo, l’attrice aveva dichiarato:

Ovvio che ci ho pensato. Ma al contempo non conoscevo Woody e non so niente di quella famiglia. In quanto attrice nel film quello che posso fare è farmi da parte e dire: “Non so nulla, non so dov’è la verità”. Dopo averci riflettuto posso solamente limitarmi a un rapporto di tipo professionale e Woody Allen è un regista incredibile. Così come Roman Polanski. Ho avuto un’esperienza lavorativa incredibile con entrambi, e questa è la verità.