A fine febbraio, con un Tweet, Neill Blomkamp rivelava di essere al lavoro, insieme a Sharlto Copley e Terri Tatchell, sulla sceneggiatura di District 10, il seguito di District 9.

Uscito al cinema nel 2009, District 9 è il lungometraggio d’esordio di Neill Blomkamp (anche questo era stato scritto insieme a sua moglie Terri Tatchell) ispirato al cortometraggio del 2006 Alive in Joburg, sempre diretto dal regista sudafricano. La pellicola, che ottenne un ottimo riscontro critico e commerciale, 210 milioni di dollari incassati worldwide a fronte di un budget di circa trenta (escluse P&A), era nata come “costola” del film di Halo. Al tempo Peter Jackson stava tentando di realizzare con Neill Blomkamp un adattamento della popolare IP videoludica ideata da Bungie poi passata nelle mani di 343 Industries e, una volta naufragato il progetto, i due hanno deciso di lavorare a District 9 impiegando, fra l’altro, anche oggetti di scena ideati per Halo.

Ora, con IGN, ha spiegato che la sceneggiatura è ancora in fase di scrittura e si stanno facendo dei progressi. Ha inoltre specificato che una questione collegata alla storia americana avrà un ruolo cruciale in District 10.

Stiamo continuando a scrivere la sceneggiatura. Sta venendo bene. C’è voluto un decennio per capire cosa fare, per trovare una ragione sul perché realizzare quel film al posto di fare un semplice sequel. C’era questo argomento della storia americana che è davvero adatto al mondo di District 10 e ci è parsa una straordinaria giustificazione per un sequel. Per cui sì: lo sviluppo continua e ci stiamo avvicinando sempre di più a farlo.

Ecco, a seguire, la sinossi di District 9:

Negli anni ’80 sono arrivati gli alieni. Stavolta però non sono atterrati a Manhattan o in qualche sperduto paesino campagnolo degli Stati Uniti ma si sono fermati con un’astronave gigante sopra Johannesburg senza muoversi più. C’è stato bisogno che un convoglio terrestre andasse a vedere cosa conteneva quella nave apparentemente immobile per scoprire milioni di alieni denutriti, sporchi e in condizioni pessime. Da quel momento per 20 anni i visitatori sono stati stipati in una baraccopoli di Johannesburg creata per l’occasione: il distretto 9. Un luogo dove le creature da un altro pianeta sono trattate come animali, dove regnano caos e anarchia e dal quale ogni tanto scappano facendo incursioni in città che non portano altro che risentimento e xenofobia nella popolazione locale. Ora è arrivato il momento di spostarli da qualche altra parte, ma è a casa che vogliono tornare.

Cosa ne pensate delle parole del regista su District 10? Ditecelo nei commenti!