Forse non dovremo aspettare nuovamente cinque anni per ammirare il prossimo film di Gabriele Mainetti. Durante la videointervista “A casa di Alò” con Francesco Alò, il regista ha infatti svelato in esclusiva di essere già al lavoro su quello che seguirà Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out, attualmente nelle sale.

Mi piacerebbe iniziare le riprese il prossimo 26 aprile, ma più realisticamente questo avverrà i primi di luglio“, ha dichiarato, senza poi aggiungere molti altri dettagli sul film, se non che “sarà comunque infinitamente più piccolo di Freaks Out, e durerà molto meno, sempre se si farà. Ci sarà sicuramente dell’action, ma non posso dire altro“.

Mainetti spera d’ora in poi di non lasciare passare troppo tempo tra un progetto e l’altro, come accaduto tra Lo chiamavano Jeeg Robot, uscito nel 2016, e Freaks Out, bensì “di portare a termine un film ogni anno e mezzo, massimo due“.

Tra le tante curiosità emerse nella chiacchierata casalinga, ha trovato spazio anche una riflessione sul rapporto con Nicola Guaglianone (suo abituale collaboratore in fase di sceneggiatura) e sull’importanza della figura paterna nella sua formazione:

Nicola e io siamo stretti amici e non ci separeremo mai mentalmente: ci siamo influenzati a vicenda con le nostre differenti idee di cinema, accumunate però dalla passione per Sergio Leone, Mario Monicelli e Steven Spielberg. Quest’ultimo in particolare è anche il punto di contatto con mio padre, con cui spesso guardavo Indiana Jones o I soliti ignoti e che mi ha avviato nel mio percorso. Non è un caso allora che i miei film uniscano epica leoniana, senso del fantastico spielberghiano e personaggi monicelliani. Come non lo è stato poi entrare in sintonia con Nicola, in cui ho ritrovato questo melting pot di influenze che mi riportavano al momento più bello di quando ero ragazzo, l’incontro emotivo con quello che piaceva a mio padre.

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