La NBC ha ufficialmente cancellato la trasmissione televisiva dei Golden Globes dell’anno prossimo, intervenendo direttamente in quella che negli ultimi giorni è stata una vera e propria escalation di Hollywood contro la Hollywood Foreign Press Association, l’associazione della stampa estera composta da 86 membri accusata di essere incapace di modernizzarsi.

“Continuiamo a credere che l’HFPA debba promuovere una riforma significativa,” ha dichiarato il canale televisivo che ogni anno versa nelle casse dell’organizzazione ben 60 milioni di dollari per trasmettere la cerimonia di premiazione dei Golden Globes. “Tuttavia, un cambiamento di questa portata richiede tempo e lavoro, e riteniamo che l’HFPA necessiti di tempo per lavorare a questo processo. Quindi la NBC non trasmetterà l’edizione 2022 dei Golden Globes. Nel caso in cui l’organizzazione metta in atto il suo piano, speriamo di poter trasmettere la cerimonia a gennaio 2023.” Nel 2018 la NBC aveva rinnovato il contratto con Dick Clark Productions per trasmettere lo show fino al 2026: non è chiaro se tale contratto verrà sospeso o se il network dovrà comunque pagare i 60 milioni pattuiti per il 2022 pur non trasmettendo la cerimonia (che a questo punto non è ben chiaro chi potrebbe decidere di trasmettere). Secondo alcuni insider citati da Variety, adesso la questione finirà probabilmente in mano agli avvocati ed è assolutamente possibile che la NBC finisca per allontanarsi definitivamente dai Golden Globes.

Si tratta di un vero colpo di scena, il culmine di una valanga di critiche e prese di posizione avviata la settimana scorsa da Netflix (la realtà che ha ottenuto più nomination ai Globes 2021). Il 6 maggio l’Hollywood Foreign Press Association aveva votato una proposta di riforma, e il gigante dello streaming è stato il primo a intervenire minacciando un boicottaggio se non fossero state prese misure più coraggiose e con un’attuazione più rapida di quanto paventato circa i temi della trasparenza e dell’inclusività. Nelle ore successive si sono uniti al coro Amazon e WarnerMedia, oltre a un gruppo di oltre 100 agenzie e responsabili delle relazioni pubbliche, tutti sfiduciati dal fatto che il gruppo sia realmente intenzionato a mettere in atto una riforma seria.

Numerose anche le personalità che si sono scagliate contro l’Hollywood Foreign Press nelle ultime ore: venerdì Mark Ruffalo ha dichiarato di non sentirsi “fiero di aver ricevuto un Golden Globe. È scoraggiante vedere che l’HFPA, che ha ottenuto importanza e prestigio dal suo coinvolgimento con registi e attori, resista al cambiamento che le viene chiesto di fare da molti dei gruppi che sono stati penalizzati dalla sua cultura della segretezza e dell’esclusione. È il momento di correggere i torti del passato.”

Anche Scarlett Johansson ha condannato la mancanza di iniziative di diversità e inclusione dell’organizzazione: “Come attrice, quando promuovo un film devo partecipare alla stagione dei premi frequentando conferenze stampa e premiazioni. In passato, questo ha comportato ricevere domande sessiste e commenti da parte di membri dell’Hollywood Foreign Press Association al limite della molestia sessuale. È il motivo per cui, per molti anni, ho rifiutato di partecipare alle loro conferenze. L’Hollywood Foreign Press è un’organizzazione legittimata da figure come Harvey Weinstein per ottenere visibilità nei confronti dell’Academy, e l’industria ha fatto seguito a tutto questo. A meno che non venga attuata la necessaria riforma nell’organizzazione, credo che si debba prendere le distanze dall’Hollywood Foreign Press Association e concentrarsi sull’importanza e la forza dell’unità all’interno dei nostri sindacati e di tutta l’industria”.

Ultimo in ordine di tempo ma non di impatto, il gesto di Tom Cruise che poco fa ha restituito all’organizzazione i tre trofei del Golden Globe ricevuti negli anni: quello come miglior attore per Jerry Maguire, quello come miglior attore per Nato il Quattro Luglio e quello come miglior attore non protagonista per Magnolia.