La famiglia Gucci ha deciso di intraprendere un’azione legale nei confronti dei produttori di House of Gucci, il film di Ridley Scott appena uscito nei cinema americani e inglesi e in arrivo nelle nostre sale il 15 dicembre.

Con una dichiarazione rilasciata all’ANSA, gli eredi di Aldo Gucci si scagliano contro la pellicola:

I membri della famiglia Gucci si riservano ogni iniziativa a tutela del nome, dell’immagine e della dignità loro e dei loro cari.

Nella lettera si legge che la produzione “non si è curata di interpellare gli eredi prima di descrivere Aldo Gucci”, e si definisce censurabile la ricostruzione “di una donna definitivamente condannata per essere stata la mandante dell’omicidio di Maurizio Gucci” raccontata in House of Gucci e, poi, nelle ”dichiarazioni dei membri del cast, come una vittima”. La narrazione del film sarebbe “tutt’altro che accurata”, descrivendo i “membri della famiglia Gucci come teppisti, ignoranti e insensibili al mondo che li circondava” e utilizzando “toni indulgenti nei confronti di una donna che, definitivamente condannata per essere stata la mandante dell’omicidio di Maurizio Gucci, viene dipinta non solo nel film, ma anche nelle dichiarazioni dei membri del cast, come una vittima che cercava di sopravvivere in una cultura aziendale maschile e maschilista”. Gli eredi della famiglia concludono che “Gucci è stata un’azienda inclusiva. Anzi, proprio negli anni ’80, il contesto storico in cui è ambientato il film, erano diverse le donne che ricoprivano posizioni di vertice: che fossero membri della famiglia o estranei a essa”. Tra i dirigenti donne figuravano il presidente di Gucci America, l’Head of Global PR & Communication e un membro del board of directors di Gucci America.

Invero, durante la conferenza stampa italiana di qualche settimana fa Lady Gaga ha più volte sottolineato di non simpatizzare per Patrizia Reggiani, anche se ha spiegato che il suo lavoro è stato quello di cercare di capire le sue motivazioni e il contesto in cui si è sviluppato il suo desiderio di uccidere Maurizio Gucci:

La mia opinione personale sulla sua vicenda è che Patrizia era molto traumatizzata e penso che fosse imprigionata in un sistema molto maschile, un impero famigliare che controllava la sua vita. Essere entrata a far parte della famiglia Gucci, però, è anche ciò che l’ha resa migliore. Quando aveva 12 anni, sua madre Silvana le mostrava foto di ricchi scapoli che voleva che sposasse. Una cosa davvero inappropriata. Invece Patrizia ha incontrato Maurizio e l’ha scelto, si è sentita fiera di averlo trovato da sola, se ne è innamorata. […] Quando ha perso l’amore della sua vita e il potere, è crollata. Va ricordato che ha avuto anche un tumore al cervello: lui non l’ha mai visitata e le sue figlie dicono che anche per questo è crollata. […] Penso però che Patrizia sia profondamente colpevole per ciò che è accaduto in seguito.

Qualche giorno fa, parlando a BBC Radio, Ridley Scott ha rispedito al mittente le accuse di voler lucrare su una vicenda drammatica:

Non ci casco. Va ricordato che un Gucci è stato ucciso, un altro è finito in carcere per evasione fiscale. Non possono venire a criticare me perché ci starei lucrando. Non appena compi quelle azioni, entri a far parte del pubblico dominio.

Il regista ha lavorato su uno script di Roberto Bentivegna basato sul libro di Sara Gay Forden intitolato The House of Gucci: A Sensational Story of Murder, Madness, Glamour, and Greed.

Maggiori informazioni sul film nella nostra scheda.