Qualche giorno fa vi abbiamo riportato le parole di Francesca De Martini, insegnante di dizione ingaggiata da Salma Hayek una volta sul set di House of Gucci in Italia, che spiegava di ritenere che Lady Gaga avesse un accento quasi più russo che italiano durante le riprese: “Mi ha sorpreso che non ci fossero esperti di dizione coinvolti nella produzione, perché si tratta di una produzione veramente gigantesca”. Secondo la De Martini la decisione di non portare un esperto sul set dipendeva dal fatto che Lady Gaga avesse lavorato sul suo accento per mesi e mesi prima delle riprese, a Los Angeles, e oggi Repubblica ha parlato con l’insegnante che l’ha seguita negli USA e in Italia: Beatrice Pelliccia.

La ragazza, collegata da New York, ha spiegato il modo in cui hanno lavorato insieme:

Io non l’ho mai chiamata Lady Gaga, quindi mi fa anche strano sentirla chiamare così: l’ho sempre chiamata Stefani, ma sul set la chiamavo Patrizia. Abbiamo lavorato tante ore insieme. Penso che sia difficilissimo insegnare un accento, di qualsiasi natura esso sia. Non mi sono soffermata sull’accento in primis, ma sulla costruzione del personaggio, perché penso che l’accento, così come la voce, così come i comportamenti psicologici debbano essere assorbiti dal personaggio. Ci ha aiutato moltissimo il fatto che Stefani abbia una famiglia di origini italiane, poi lei è una musicista e quindi riesci a sentire qualsiasi suono, qualsiasi cambio, qualsiasi cambiamento di accento: riesce a farlo. Nel primo incontro che abbiamo avuto le ho fatto leggere il primo Canto dell’Inferno di Dante. Le ho detto: iniziamo da lì, iniziamo da un maestro della lingua italiana. La sua reazione è stata: ok, leggiamo. Era molto felice di approcciarsi a questo lavoro, a questo accento, in questo modo. Ovviamente ci sono poi delle regole di grammatica e di sintassi che sono completamente diverse. In America si usano tanto gli slang, che da noi non esistono. Quindi c’è stata tutta una pulizia da fare. Poi ci siamo soffermate sulla grammatica e su dei suoni particolari come la R, che noi pronunciamo in maniera davvero forte. Loro saltano dei veri e propri pezzi nelle parole. Nel monologo di apertura, che c’è anche nel trailer… “It was a name that sounded so sweet, so seductive…” ecco, ci siamo soffermate molto su tutta questa parte qui. La mattina, quando ci trovavamo sul set, ogni tanto portavo il giornale e dovevamo leggere insieme degli articoli in italiano, ed è stato un continuo: nove mesi così. A un certo punto Stefani ha deciso di tingersi capelli in modo da avvicinarsi ancora di più a Patrizia. Quando tornavamo in hotel continuavamo a lavorare per le scene del giorno successivo. Anche lì, con l’accento: sia quando si provano le scene, sia a cena tra di noi. Abbiamo visto tutte le interviste di Patrizia, lei davvero si scriveva tutte le frasi fino alla fine. Era come se volesse lasciare un timbro. Abbiamo anche visto dei film italo americani: per prendere un accento bisogna ascoltarlo tanto, così come quando si impara una nuova lingua. Io poi ho letto tutta la sceneggiatura e l’ho registrata per lei, e lei la sera, prima di andare a dormire, sentiva tutte le registrazioni che avevo fatto.

Lady Gaga aveva precisato sabato scorso, all’incontro stampa a cui abbiamo partecipato anche noi, di essersi impegnata moltissimo a imparare un dialetto particolare di Vignola per interpretare Patrizia Reggiani in House of Gucci.

Vi ricordiamo che House of Gucci uscirà il 16 dicembre nei cinema italiani, con anteprime il 15 dicembre.

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