Kip Thorne, il consulente scientifico di Interstellar, ha vinto il Premio Nobel per la fisica

Interstellar
di Christopher Nolan
6 novembre 2014
Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish hanno vinto il Premio Nobel per la fisica.

Cosa c’entra questa notizia con le pagine di BadTaste? È semplice: come i più attenti e le più attente di voi ricorderanno, la pellicola di Christopher Nolan Interstellar, prende piede proprio dagli studi di Kip Thorne che ha poi lavorato come consulente scientifico per il lungometraggio del filmmaker inglese. Thorne, anche produttore esecutivo del progetto, era collegato a esso fin dai giorni in cui doveva essere Steven Spielberg a portarlo sullo schermo.

Thorne è professore di fisica teorica al California Institute of Technology e ha svolto studi sui buchi neri, le stelle di neutroni, i cunicoli spazio-temporali e le onde gravitazionali. E il riconoscimento è stato tributato proprio per gli studi relativi a questo ultimo ambito.

Repubblica riporta che “il premio Nobel per la fisica è stato assegnato agli scienziati che hanno contribuito a scoprire le onde gravitazionali. Questo fenomeno, previsto da Einstein con la teoria della relatività, è stato osservato per la prima volta nel 2015 dall’antenna americana Ligo. Un’altra osservazione è stata confermata ad agosto di quest’anno anche dall’antenna italiana Virgo, lo strumento dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) che si trova a Càscina, in provincia di Pisa, ed è stata menzionata espressamente nell’annuncio del premio” […] Le onde gravitazionali sono le ‘vibrazioni’ dello spazio-tempo provocate da fenomeni violentissimi dell’universo, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o il Big Bang che ha dato origine all’universo. La prima onda gravitazionale è stata osservata da Ligo nel settembre 2015, con l’annuncio dato al mondo l’11 febbraio 2016. Come le onde generate da un sasso che cade in uno stagno, le onde gravitazionali percorrono l’universo alla velocità della luce creando increspature nella trama dello spazio-tempo. Le tre dimensioni dello spazio più la quarta del tempo formano, secondo la relatività, una trama che pervade il cosmo e che viene deformata dagli oggetti che esercitano una forza di gravità. Poiché interagiscono poco con la materia, queste increspature sono difficili da osservare, ma hanno il vantaggio di conservare la ‘memoria’ degli eventi che le hanno generate. Le prime osservazioni ci hanno fornito la prima prova diretta dell’esistenza dei buchi neri, fornendo alcuni dettagli sulla loro formazione e sulla loro storia. La scoperta delle onde gravitazionali è stata anche la conferma definitiva della teoria della relatività generale. Era l’unico fenomeno, fra quelli previsti, a non essere stato ancora osservato”.

Questo il tweet diffuso dal Profilo Ufficiale del Premio Nobel:

 

 

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