L’ultimo samurai, Ken Watanabe difende il film: non perpetua alcuno stereotipo sul “salvatore bianco”

L'ultimi samurai Ken Watanabe Tom cruise
Ken Watanabe è ancora impegnato nella promozione stampa di Tokyo Vice, la serie diretta e prodotta per HBO Max da Michael Mann, e, nel corso di un’intervista col Guardian, ha potuto parlare anche del film che ha lanciato la sua carriera internazionale, L’ultimo samurai, il kolossal storico con Tom Cruise diretto da Edward Zwick e uscito nei cinema nel 2003.

Nella pellicola Ken Watanabe vestiva i panni dell’ex daimiyo Moritsugu Katsumoto. Il lungometraggio ottenne un buon riscontro di pubblico incassando ben 456 milioni di dollari a fronte di un budget di circa 140 milioni. Malgrado l’amore del pubblico, L’ultimo samurai ha spesso dovuto fare i conti con una critica – che come vedremo non è minimamente condivisa da Ken Watanabe – ovvero quella di perpetuare lo stereotipo hollywoodiano del white savior, del salvatore bianco: si tratta del tropo narrativo in base al quale una persona bianca aiuta delle persone non bianche a risolvere una data situazione in quanto incapaci di farlo da sole.

In merito a questa tematica, Ken Watanabe dice:

Per me non è assolutamente così. Ho pensato che, anzi, abbiamo avuto la possibilità di rappresentare il Giappone in una maniera che non era mai stata fatta prima [dal cinema americano, ndr.]. Pensavamo di fare qualcosa di speciale. Prima de L’ultimo samurai, c’era questo stereotipo dell’asiatico con gli occhiali, i dentoni e la macchina fotografica. Era una cosa stupida, ma dopo L’ultimo samurai Hollywood ha cercato di essere più realistica quando si tratta di raccontare storie asiatiche.

L’ultimo samurai, la sinossi ufficiale

I Samurai vivono secondo un codice d’onore. E talvolta devono anche morire per lo stesso. Ma non sono soli nella lotta contro coloro che vorrebbero cambiarli per sempre. Tom Cruise indossa l’uniforme del capitano Nathan Algren, eroe della Guerra Civile, che arriva in Giappone per combattere i Samurai e finisce per impegnarsi a favore della loro causa. Ken Watanabe (candidato all’Oscar) interpreta Katsumoto, un capo Samurai costretto a fare i conti con uno stile di vita ormai al tramonto, il cui destino s’intreccia a quello del capitano americano. A dirigere questo emozionante e travolgente racconto epico sulla nascita del Giappone moderno è Edward Zwick (vincitore del premio come Miglior Regista del National Board of Review).

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