In una lunga intervista con Deadline, Tom Rothman della Sony ha offerto anche la sua ricetta per salvare il cinema americano, sotto costante attacco negli ultimi anni prima dal Covid, poi dallo streaming e in ultimo dagli studios stessi che si sono auto-sabotati piombando in un doppio sciopero che l’anno scorso ha paralizzato la produzione per sei mesi.

Secondo Rothman, che storicamente è uno dei dirigenti di Hollywood più attenti ai budget e alle spese, il problema sono proprio i soldi. Negli ultimi anni infatti i prezzi dei biglietti del cinema, negli Stati Uniti, sono lievitati a cifre veramente alte, e non solo per i circuiti PLF (IMAX, Dolby e chi più ne ha più ne metta):

I ragazzi non guardano più la televisione, stanno al telefono, bisogna raggiungerli lì. La nostra generazione diceva: andiamo al cinema questo fine settimana. E poi: okay, cosa vogliamo vedere? Che ne dici di questo? Che ne dici di quello? Non funziona più così. Forse è ancora così per i boomer, ma non per il pubblico più giovane. Loro dicono: cosa vuoi fare questo fine settimana, coi pochi soldi che abbiamo? Una cena con gli amici? Biglietti per un concerto? Una nuova serie che esce su una piattaforma di streaming? O… forse al cinema c’è un film particolare che muoio dalla voglia di vedere perché ho sentito che è fantastico. O l’ho visto nel mio feed e sembra davvero divertente. Questa è la scelta oggi.

Ecco perché ciò che produciamo deve essere eccellente e sembrare pazzesco, perché quella che ho appena descritto è un’equazione spietata. Ciò significa che per noi l’asticella è alta. Il business cinematografico è passato dal primo al quinto posto, in termini di cosa potrebbe fare un giovane in un fine settimana. Ma si può ancora avere un enorme successo. E già che ci sono, userò questo pulpito per sollevare una questione importante, e spero che qualcuno degli esercenti stia leggendo. Abbiamo bisogno che i prezzi dei biglietti diminuiscano.

Penso che non sia sanoi. Capisco perché è successo, e che l’esercizio cinematografico sia quasi morto a causa del Covid. Capisco l’istinto di aumentare i prezzi. Ma se guardiamo ad esempio a ogni martedì in America, ogni singolo martedì è il giorno con le presenze più alte della settimana. Perché? A causa dei biglietti a metà prezzo. È un principio fondamentale dell’economia del consumatore: abbassa i prezzi e venderai di più. Recupererai in volume e con le vendite al bar. Penso che questo sia rilevante per i consumatori giovani. Tutti hanno i servizi di streaming, che, poiché paghi mensilmente, sembrano gratuiti. E i film, soprattutto nei grandi mercati urbani, sono costosi. Quindi significa che devono essere davvero speciali. Vorrei che l’esercizio facesse più esperimenti di prezzo, non aumentandoli, ma abbassandoli.

Rothman non si sbilancia sul prezzo ideale di un biglietto, ma prosegue con la sua teoria:

Dunque, qual è un prezzo giusto per vedere un film il venerdì sera? Questo non lo so. E immagino dipenda. Ascolta, se il film è abbastanza buono e può cambiare la tua vita come i film hanno fatto per me, allora immagino uno possa spendere qualsiasi cifra. “Il Film Che Ha Acceso La Mia Scintilla”… I film cambiano la vita. Ma ci sono due fasce di pubblico fondamentali: i ragazzi, che cercano di arrivare a pagare l’affitto, non hanno molto reddito disponibile. E il secondo segmento molto sensibile ai prezzi è il pubblico familiare. È troppo dannatamente costoso portare tutta la famiglia al cinema ora, anche se i bambini entrano a metà prezzo o qualcosa del genere. Sembra che stia discutendo contro il mio stesso business, ma non è così! Sto facendo lobbying pensando che aumenteremmo il nostro pubblico, particolarmente quello delle famiglie, se il prezzo fosse moderato. Le proiezioni sosterranno, giustamente, che andare al cinema è ancora un grande valore. È ancora una frazione del costo di uno spettacolo di Broadway o di una partita di football. Ma per molte persone che portano una famiglia di quattro o sei persone al cinema, può essere una cosa costosa.

C’è un altro grande problema a Hollywood, molto caro a Rothman, e cioè il costo delle produzioni stesse:

Dovrei anche dire, in tutta onestà, che il lato della produzione deve anche mettere in ordine i propri conti. Gli streamer, che non hanno un modello basato sul profitto dei singoli film, hanno gonfiato i costi della produzione cinematografica e tutti gli studi, che hanno invece un modello fatto di successi e insuccessi, hanno ceduto a vari gradi. I budget sono aumentati su tutto il fronte. Questo non è solo negativo per noi studi, è negativo per il pubblico. Alti costi negativi diminuiscono il rischio creativo, che diminuisce la capacità di spingere per l’originalità. Invece, porta alla tirannia dell’IP e al rifare ciò che ha già funzionato. Il trucco è essere creativamente sconsiderati, ma allo stesso tempo fiscalmente prudenti. La disciplina fiscale, impiegata appropriatamente, è uno strumento creativo, tanto quanto uno finanziario.

Rothman ne ha per tutti, anche per i registi. I film dovrebbero infatti durare di meno (permettendo più spettacoli cinematografici, quindi):

E mentre stiamo sognando, dico che i film dovrebbero essere più corti. Casablanca durava 1 ora e 42 minuti, titoli di coda inclusi, e sai, era piuttosto buono.

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