La recensione di La sala professori, il nuovo film diretto da İlker Çatak, in arrivo al cinema dal 29 febbraio.

La sala professori potrebbe essere uno dei film più feroci non solo sul sistema scolastico, ma su tutta un’idea di civiltà che si siano visti di recente al cinema. La pesantezza del suo impianto allegorico, che può dare l’impressione di un film troppo a tesi e spiegato, è riscattata dalla coerenza del discorso politico e dall’energia della narrazione, sorretta da una sceneggiatura di ferro e dalla prova stellare di Leonie Benesch. Se ironicamente un certo tono didascalico è ciò che appesantisce tanti film sulla scuola e l’insegnamento, quella di İlker Çatak si pone come una specie di anti-pedagogia; la storia di un fallimento così assoluto e deflagrante del moderno concetto occidentale di formazione e trasmissione di valori, da giustificare di essere raccontato come un film-inchiesta paranoico degli anni ‘70, a tratti addirittura come un horror.

Una serie di misteriosi furti...