PINOCCHIO, DI MATTEO GARRONE: LA RECENSIONE

Basta pochissimo, un pugno di inquadrature già nelle prime scene, perché Pinocchio mostri il suo cuore, quello che quasi nessuno aveva sottolineato in questa storia: la solitudine. Per Matteo Garrone quella di Pinocchio è una storia di persone profondamente sole. Tutte. Geppetto in primis, che senza un soldo e senza niente da mangiare decide di fare un burattino per girare il mondo ma in realtà sta cercando qualcosa da amare. Lo capiamo non certo dalle parole ma da come spii il baraccone di Mangiafuoco e veda dei burattini assopiti in quello che forse è uno dei momenti più incendiari del film. Il primo impatto con il look delle marionette (perfettamente di legno eppure evidentemente vive!) è una delle immagini migliori di tutto il film e la maniera in cui Geppetto vive la nascita di Pinocchio, e la conseguente scoperta del legno vivo, racconta non una magia ma una profonda sete d’amore finalmente sanata.

Per tutta quella prima parte...