Robots
Dopo l’enorme successo de L’era glaciale, ritorna l’animazione targata Blue Sky Studios. Il risultato, nella versione originale, è mediocre. In quella italiana, è incredibile...
Insomma, è perfettamente comprensibile perché Dj Francesco sia stato contattato per la versione italiana di Robots, ma purtroppo il risultato è sconvolgente. Si tratta, a mia memoria, del peggior caso di celebrità -doppiatore che ho ascoltato negli ultimi cinque anni. E non si tratta neanche di pretendere capacità recitative di alto livello, ma un minimo di dizione sicuramente sì.
Consigliando a tutti di vedere (in qualsiasi modo) la versione originale, bisogna anche dire che la pellicola comunque non mantiene le attese. La storia è molto semplice, fin troppo. Abbiamo il solito giovane idealista, che combatte per realizzare i suoi sogni. La sua famiglia, nonostante sia povera, non gli ha mai fatto mancare affetto e sostegno. C’è il cattivo dirigente d’azienda che pensa solo al profitto (mi diverte sempre pensare ai veri dirigenti delle major quando leggono le sceneggiature con questi personaggi: si riconoscono ogni tanto?) e un gruppo di reietti sfigati e simpatici.
D’altronde, la storia sembra voler scopiazzare qua e là , invece di camminare sulle proprie gambe, con intere sequenze che citano classici del cinema. E se vedere degli omaggi a Cantando sotto la pioggia, Guerre stellari e Il signore degli anelli può anche essere accettabile, due riferimenti chiarissimi a Britney Spears sono decisamente troppi.
Peccato, perché a livello visivo, senza essere nulla di trascendentale, Robots presenta delle carte interessanti da giocare. La ricostruzione di una città a immagine degli esseri-macchina è infatti debitrice di tanti film del passato, ma si lascia vedere con grande piacere.
Insomma, la delusione è grossa e anche accentuata dalla visione precedente del trailer del secondo episodio de L’era glaciale. Due minuti di spettacolo spassoso, molto più di Robots...