“È radioattivo”: cosa c’è dietro l’autodistruzione di Johnny Depp. Si intitola così il pezzo che l’Hollywood Reporter, con la firma di Tatiana Siegel, ha deciso di dedicare a Johnny Depp e alla sua carriera. L’articolo arriva a poco più di un mese dalla sconfitta dell’attore nella causa per diffamazione contro il Sun e dal suo allontanamento dalla produzione di Animali Fantastici 3 e proprio un giorno dopo la formalizzazione del suo ricorso alla corte d’appello inglese dopo che il giudice Nicol non aveva accolto la sua prima richiesta.

Il pezzo dovrebbe essere una cronaca di tutto ciò che ha portato all'”autodistruzione” dell’attore, che colto in una spirale di alcol, droga e violenza, si sarebbe buttato alle spalle la fama e l’impero costruiti in tanti anni. Purtroppo, però, quello che ne è risultato è un pezzo fazioso che porta avanti una tesi ignorando convenientemente passaggi e sviluppi che la farebbero apparire più debole.

Va precisato che il giornale si fa forte dei risultati del processo inglese arrivati poche settimane fa. Ricordiamo che il giudice Nicol ha infatti stabilito, in base alle prove fornite dalla difesa, che Depp ha effettivamente picchiato sua moglie in almeno 12 occasioni sulle 14 dichiarate da Heard. Da ciò ne deriva che dal 2 novembre, giorno di emanazione della sentenza, tutti i giornali hanno tutto il diritto di definire Depp “picchiatore coniugale” senza temere alcuna ripercussione.

Se da un lato il Sun e il DailyMail hanno cominciato ad anteporre “wife beater” al nome dell’attore come se fosse un aggettivo tra tanti in ogni articolo che lo riguarda, dall’altro ci si aspetterebbe un pezzo decisamente più equilibrato da una testata come l’Hollywood Reporter.

Vediamo perché.

 

 

1 – Sete di vendetta

It wasn’t just erratic and violent behavior that wrecked one of the world’s most bankable stars. It was his unquenchable thirst for revenge.

È vero, la sentenza ha stabilito quello che ha stabilito, ma il processo non può dirsi ancora concluso definitivamente (per quanto sia formalmente così), soprattutto alla luce del fatto che la turbolenta relazione tra Heard e Depp si è rivelata, nel corso degli ultimi mesi, tutt’altro che limpida. Depp ha fatto richiesta di ricorso alla corte d’appello e ha ancora un processo in Virginia l’anno prossimo, ma il giornale ha stabilito che non è stato solo il suo “comportamento instabile e violento a distruggere una delle star di maggiore successo al mondo”, bensì la sua “inestinguibile sete di vendetta”.

Nessuno nega che tutto il caos mediatico abbia influito negativamente sulla carriera di Depp (perché è effettivamente così), nessuno nega che l’attore abbia avuto una vita segnata dall’alcol e dalla droga e che la sua causa per diffamazione gli si sia ritorta contro, ma suggerire che la sua “ricerca di giustizia” sia di fatto una “inestinguibile sete di vendetta” risulta un pelino fazioso.

Se c’è una sola possibilità che Depp abbia deciso di portare avanti le cause per diffamazione per far venire a galla la verità – come ha sostenuto in aula –  ha davvero senso sbilanciarsi così tanto e incolparlo per il desiderio di vendetta?

Questo senza considerare che dopo le accuse di violenza domestica, Depp e la sua ex-moglie erano riusciti a formalizzare il divorzio per una cifra di 7 milioni di dollari a gennaio 2017 (che Heard disse di voler donare interamente in beneficenza).

Poi, con un articolo pubblicato l’anno seguente, il Sun criticò il coinvolgimento di Johnny Depp nella saga di Animali Fantastici lasciando intendere che l’attore avesse pagato la sua ex-moglie per comprare il suo silenzio in merito alle accuse di violenza. Qualche mese dopo l’attore decise di fare causa al tabloid anche alla luce del fatto che le polemiche attorno alla sua presenza in Animali Fantastici non accennavano a fermarsi. A dicembre 2018, poi, la seconda goccia che fece traboccare il vaso: Amber Heard pubblicò un articolo sul Washington Post che, stando all’attore, gli sarebbe costato il ruolo di Jack Sparrow dal franchise di Pirati dei Caraibi. Il titolo: “Amber Heard: Ho parlato di violenza sessuale e ho fatto i conti con l’ira della nostra cultura. Serve un cambiamento”. Nella lettera aperta scritta per il Washington Post, Heard sosteneva di essere diventata “una figura pubblica vittima di abuso domestico“. Depp decise così di denunciare per diffamazione l’attrice per la somma di 50 milioni di dollari.

 

2 – Il forfait a EnergaCamerimage

Il giornale spiega che Depp avrebbe dovuto ricevere un premio alla 28° edizione dell’EnergaCamerimage, un festival polacco incentrato sulla fotografia cinematografica, accettando di comparire per un intervento virtuale in collegamento dalle Bahamas, in una delle isole che possiede. Precisa poi che l’attore ha dato forfait limitandosi a spedire una foto in cui stringe il premio e in cui compare “inspiegabilmente dietro le sbarre di una prigione caraibica”.

 

 

Non è stato spiegato il motivo per cui Depp ha deciso di non comparire in collegamento video, ma si può supporre che a pochi giorni dall’arrivo della sentenza e dal suo licenziamento da Animali Fantastici 3 l’attore non volesse tenere la tipica conferenza e esporsi a domande potenzialmente scomode. Oltre alla foto, ha anche mandato una lettera di ringraziamento:

 

 

Il Reporter è stato drastico e ha scritto che “l’assenza di Depp ha offerto un epilogo adeguato a una mese di devastazione di carriera e reputazione“. Ci siamo persi qualcosa?

3 – Il tecnico del suono

Il giornale scrive che secondo una “fonte” che conosce i contratti firmati da Depp, l’attore ha un tecnico del suono personale che provvede ai suoi “bisogni auricolari” in modo che “non serva che impari le battute”. Poi aggiunge che “Depp è così dipendente dal suo auricolare che ha promosso uno dei suoi vecchi tecnici del suono, Sam Sarkar, ad amministratore delegato della sua casa di produzione, la Infinitum Nihil”.

Dire che questo passaggio sia forzato è riduttivo. Per la sua casa di produzione, infatti, Depp ha deciso di circondarsi di persone fidate visto che ha affidato dei ruoli chiave sia a sua sorella Christi Dembrowski che al suo ex-assistente personale Stephen Deuters.

Non c’è menzione, tra l’altro, di un altro motivo per cui Depp fa uso di auricolari, forse perché intaccherebbe la tesi secondo cui Depp sarebbe un attore tramontato che non ha neanche voglia di imparare le battute. Della cosa si è parlato in un’intervista per Rolling Stone due anni fa di cui Vanity Fair ha parlato in un articolo intitolato “Il vero motivo per cui Johnny Depp usa l’auricolare sul set dei suoi film”. L’attore ha spiegato che fa parte del suo metodo: il tecnico del suo suono non è stato ingaggiato necessariamente per ricordargli le battute, ma per fargli ascoltare suoni, rumori e musica che potrebbero aiutarlo a calarsi meglio nella parte:

Sento cornamuse, bambini che piangono, bombe che esplodono [negli auricolari]. Aiutano a creare la verità. Alcuni dei miei più grandi eroi erano in film muti e dovevano dire tutto con gli occhi. La mia sensazione è che, se non c’è verità negli occhi, il significato delle parole non conta un caz*o.

In “tempi non sospetti” ne aveva parlato Kirsten Dunst, in un’intervista risalente al 2008, in cui svelava che Depp recitava con la musica nelle orecchie visto che anche lei lo aveva fatto sul set di Love & Secrets.

Certo, nulla vieta che nel frattempo Depp abbia iniziato a trovare utile ricevere qualche aiutino sul set, ma un conto è riportare qualcosa in modo imparziale, un altro è parlare del suo tracollo lasciando intendere che oramai non impara neanche le sue battute e che affida a un tecnico del suono il ruolo di AD di una casa di produzione quasi come se fosse un segno di gratitudine.

4 – Terra bruciata

Il giornale prosegue poi nel dipingere Depp come un uomo che a un certo punto della sua carriera si è rivoltato contro le persone a lui più vicine:

Nel corso di quattro anni, Depp si è trasformato da star di serie A responsabile di più di 10 miliardi dollari al botteghino mondiale a persona non gradita di Hollywood, a partire da quando le accuse di violenza di Heard sono affiorate per la prima volta nel 2016 fino a una strategia legale fatta di terra bruciata che lo ha visto denunciare chiunque si ritrovasse sul suo cammino.

Qui si torna a scambiare, purtroppo, la giustizia per vendetta, visto che due delle persone con cui Depp ha deciso di tagliare i ponti (il suo agente da più di 30 anni Tracey Jacobs e il suo manager Joel Mandel) sono state effettivamente trovate colpevoli di frode fiscale.

Il giornale menziona le due cause, senza dare effettivamente troppo peso alla vittoria di Depp, come leggiamo in questo passaggio:

Per entrambi i casi c’è stato un accordo privato con Depp che ha ricevuto dei risarcimenti, ma a un costo elevato visto che hanno esposto i dettagli delle sue finanze e della sua vita privata.

Depp ha percepito diversi milioni di dollari da queste cause, ma a questo punto il giornale preferisce riportare il commento di “una personalità nell’industria che in passato si è scontrata con Depp“:

La violenza, l’alcolismo e la droga sono senz’altro orribili, ma il fatto che [Depp] si sia rivoltato contro le stesse persone che per tanti anni gli sono state vicino da un punto di vista professionale e anche personale mostra un livello di tossicità raro.

johnny depp

5 – Due spicci e un’altra causa

Dal giornale:

Ci sono pochi esempi di implosione di una stella del cinema della grandezza di Depp che sono state così improvvise e colossali. Al picco della sua fama, un periodo di 13 anni finito nel 2016, Depp ha guadagnato qualcosa come 650 milioni di dollari, tra cui 55 grazie alle partecipazioni sugli incassi di Alice in Wonderland del 2010, un blockbuster Disney che ha incassato 1,03 miliardi in tutto il mondo. Per Minamata, in uscita il 21 febbraio, è stato pagato solo 3 milioni.

Non ha troppo senso dimostrare l’implosione di un attore giudicando il suo cachet e mettendo a paragone un film fenomeno con Alice in Wonderland con Minamata, un progetto indipendente su un fotografo di guerra. Avrebbe avuto più senso sottolineare delle scelte artistiche fallimentari, piuttosto che sottolineare un crollo di richieste, soprattutto alla luce del fatto che per Animali Fantastici 3 Depp ha finito per raggiungere un accordo da 16 milioni di dollari (il fatto che li abbia percepiti per girare una sola scena è un’altra storia).

Il giornale racconta allora un altro episodio di presunta violenza:

Depp doveva essere pagato 6 milioni [per Minamata], una cifra lontana dai 40 milioni di dollari guadagnati da ognuno dei Pirati dei Caraibi grazie alle percentuali sui profitti, ma i finanziatori si sono incupiti anche per quella cifra dopo una causa ai danni dell’attore intentata da un componente della troupe di City of Lies – L’ora della verità, un dramma criminale sugli omicidi irrisolti Notorious B.I.G. e Tupac Shakur rimosso dalla data d’uscita di settembre 2018 dal distributore Global Road Entertainment (il componente della troupe sosteneva che Depp, da ubriaco, gli avesse sferrato due pugni sul set). Il salario di Depp per Minamata fu ridotto della metà, e il film fu girato in Serbia piuttosto che in una città asiatica più autentica ma anche più costosa, a dispetto di quanto inizialmente previsto.

Quella di cui non si fa menzione in questo passaggio è l’altra faccia della medaglia.

Il caso Greg “Rocky” Brooks è stato infatti discusso proprio in tribunale la scorsa estate. Il location manager di City of Lies ha effettivamente denunciato Depp assieme al regista e ai produttori del film, ma le versioni dei fatti sono molto diverse. Il motivo? Secondo Brooks, Depp gli avrebbe urlato contro, gli avrebbe sferrato due pugni nelle costole e gli avrebbe offerto 100.000 dollari per invitarlo a reagire. Brooks ha denunciato i produttori perché avrebbero deciso di licenziarlo dopo avergli fatto garantire che non avrebbe denunciato l’attore dopo il presunto incidente.

In tribunale Depp ha esposto la sua versione: stando all’attore, sul set Brooks avrebbe insultato una senzatetto afroamericana con frasi razziste, costringendolo così a prendere le sue difese. Depp ha ammesso di aver discusso con Brooks, di aver alzato i toni e di averlo rimproverato, ma di non essere in alcun modo arrivato alle mani. Dopo la fine della giornata, Depp – che non voleva che ci fossero rancori con un membro della produzione – invitò Brooks a mettere da parte le ostilità e a bere insieme un bicchiere di vino. I due si abbracciarono e poi Brooks chiese a Depp di posare per una foto insieme.

Brooks aveva addirittura pubblicato la foto su Facebook, come appreso da The Blast, per poi rimuoverla una volta deciso di denunciare la produzione.

La versione di Depp è stata tra l’altro confermata con una dichiarazione giurata dalla segretaria di edizione che ha assistito alla discussione, Emma Danoff, che ha smentito che ci sia stata violenza fisica.

 

6 – I fan di Johnny Depp sono dei bot

L’articolo sottolinea uno dei “benefici” su cui un distributore può contare in tutta questa situazione, ovvero i fan dell’attore:

Sono tra i più leali e i più squillanti su Twitter. Lodano costantemente l’attore, sventrano chiunque si associ a Heard, e pubblicano registrazioni esclusive dei litigi della coppia (anche se manipolati in modo tale da favorire l’attore).

Ci vuole davvero pochissimo, in realtà, per trovare le registrazioni integrali delle discussioni tra Johnny Depp e Amber Heard che alcuni canali Youtube hanno analizzato nel dettaglio e che di certo non possono ritenersi “esclusive” visto che sono state inserite tra le prove in tribunale. I pezzi che vengono condivisi dai fan dell’attore su Twitter sono semplicemente alcuni dei tantissimi estratti che per ovvie ragioni non potrebbero essere condivisi integralmente.

L’articolo porta avanti una ulteriore supposizione:

Molti degli oppositori di Johnny Depp si chiedono se l’esercito sia reale o fatto di bot di alto livello.

Il riferimento, oltre all’elevatissima attività Twitter che he ha portato più volte in tendenza l’hashtag #JusticeForJohnnyDepp, è alla petizione per rimuovere Amber Heard dal cast di Aquaman 2 che intanto ha raggiunto quasi 2 milioni di firme. Il suggerimento riecheggia quello di Heard che qualche settimana fa aveva confermato la sua partecipazione al sequel del film di James Wan spiegando quanto segue:

Non sono le voci di corridoio e le campagne sui social pagate a decidere i casting dei film, perché non hanno alcun fondamento. È solo merito dei fan se è stato possibile fare Aquaman e se sarà possibile fare Aquaman 2. Non vedo l’ora di iniziare le riprese l’anno prossimo.

In tal senso il giornale riporta poi le parole di Eric Schiffer, capo dell’agenzia “Reputation Management Consultants”, che ha paragonato i sostenitori di Depp a quelli di… Donald Trump:

Ha sofferto una carneficina della sua reputazione immensa a causa di una sconsiderata serie di scelte che lo hanno gettato sotto un cumulo di letame infetto. Può uscirne? Dipende dalle scelte di Johnny. Ha tanti sostenitori che sono un po’ come quelli di Donald Trump, emotivamente forti e impegnati a sostenere la loro icona. Non si tratta di sostenere dei principi, ma di persone infatuate dal suo carisma e che si identificato nei vari personaggi che ha interpretato.

grindelwald hollywood comparse

Insomma, l’articolo ha la presunzione di affermare che l’atteggiamento di Johnny Depp sia stato “autodistruttivo” e che tutto ciò abbia scatenato una tale “bad publicity” da renderlo “radioattivo” agli occhi di Hollywood. Peccato che si tratti di un articolo confezionato, come abbiamo visto, per aggiungere ulteriore benzina su fuoco e spacciando un articolo di fondo per un’inchiesta.

Dall’Hollywood Reporter ci si aspettava di più…

 

Fonti: TMZ | THR | Trascrizioni processo | Vulture | The Blast | Change | Vanity Fair