Saga vol. 7, la recensione
Abbiamo recensito per voi il settimo volume di Saga, scritto da Brian K. Vaughan e disegnato da Fiona Staples
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Pur mantenendo un livello qualitativo elevato, la serie scritta da Brian K. Vaughan e disegnata da Fiona Staples stava rischiando di cadere nella ripetitività, con la coppia interrazziale in fuga dai loro inseguitori sullo sfondo del conflitto interplanetario; questo rimane il contesto di fondo della serie Image Comics, ma gli ingredienti che la compongono stanno cominciando a cambiare. La novità principale riguarda Hazel, non più solo narratrice onniscente degli eventi e fagottino che i genitori portano in braccio durante le loro avventure spaziali, ma una bambina di cinque anni con un carattere in via di definizione: un terzo polo in grado di ritagliarsi sempre più spazio nella vicenda.
La Staples continua a produrre tavole fantastiche, spesso valorizzate dall'utilizzo delle splash page, una presenza costante in apertura e in chiusura di ogni capitolo; si tratta di una struttura certamente efficace negli albi mensili, agganciando e salutando il lettore con una scena dal forte impatto visivo, ma nella raccolta in volume inizia a diventare un vincolo che può creare un ritmo a singhiozzo a livello narrativo.
Allo stesso modo, le sue creature extraterrestri hanno come sempre un character design originale, ma iniziano a eccedere le specie con fattezze da "animaletti carini", a tratti fuori luogo per lo stile del racconto, ma comunque in grado di creare un netto contrasto con la violenza della guerra in corso.