Ninjak vol. 2: Le Guerre Ombra, la recensione
Abbiamo recensito per voi il secondo volume di Ninjak, opera di Kindt, Allen, Ryp, Segovia e Mann
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Continuiamo a seguire le incredibili vicende di Ninjak sulle pagine di Le Guerre Ombra, brossurato pubblicato da Edizioni Star Comics. Il timone è saldamente nelle mani di Matt Kindt che ci conduce in un viaggio in giro per il mondo alla ricerca dei Sette. Inoltre, torniamo indietro nel tempo, agli anni della formazione a Katmandu - presso il Tempio del Monaco non morto - e ai primi al servizio di Neville Alcott come recluta con i File Perduti, racconti brevi grazie ai quali Kindt fornisce un intrigante background all'enigmatico protagonista.
Una grande costruzione che, nonostante i continui salti temporali, non risente di alcuna frammentazione; la lettura scorre veloce e adrenalinica culminando in un finale vibrante che prepara il terreno al prosieguo di questa bella serie targata Valiant. Kindt è bravo non solo a mantenere elevato il ritmo della narrazione ma anche a costruire personaggi credibili e tridimensionali, dotati di una caratterizzazione valida che si incastri alla perfezione nello sviluppo di una trama ad ampio respiro.
La componente artistica del volume è curata da più mani: al veterano Clay Mann - autore del quarto capitolo di Le Guerre Ombra - si aggiungono Raùl Allén, Patricia Martin, Juan José Ryp, Stephen Segovia e Ryann Winn, artisti che ben si amalgamano tra loro grazie alle tante sfaccettature che Kindt inserisce nella sua sceneggiatura.
Anche in questa seconda uscita, Ninjak si dimostra un’ottima serie che merita attenzione. Nessuna Sacra Armatura o guerrieri immortali: solo un uomo, il suo addestramento e i tanti gadget che lo completano.