Rai voll. 1 - 2, la recensione
Abbiamo recensito per voi i primi due volumi di Rai, serie Valiant di Matt Kindt e Clayton Crain
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Dopo millenni, un omicidio è stato commesso senza che le guardie di sicurezza positroniche rilevassero alcunché, e tocca al guerriero con il sole tatuato sul petto indagare. Durante la missione, però, il Nostro si trova a comporre un mosaico contenente alcune verità scomode sulla sua vera natura e sull'identità della vittima. Molti interrogativi assalgono Rai che, dopo un’iniziale ritrosia, decide di mettersi a capo di un esercito e di sfidare il padre.
Kindt è molto attento nel delineare la figura di un personaggio turbato, le cui incrollabili certezze si sgretolano man mano che l’indagine prende corpo. Da uno status di figura eterea e divina, Rai (ri)scopre la sua umanità, cosa che gli permette di comprendere meglio l’algido distacco del Padre e del suo governo tecnocratico. Ora che tutto viene visto nella giusta prospettiva, il protettore del Giappone è pronto ad adempiere il suo compito liberando i milioni di persone dalla schiavitù delle macchine.
Il percorso di maturazione passa attraverso la conoscenza di un cast di comprimari variegato che permette di appassionarsi alla vicenda empatizzando con i suoi personaggi. La coinvolgente storia di Kindt, un perfetto mix di azione e thrilling, riesce a far dimenticare qualche caratterizzazione non memorabile e la presenza di alcuni cliché tipici di una storia di origini; Rai, in fondo, incarna il tòpos letterario del figlio che si ribella al padre e dell’uomo che si oppone alla tecnologia.
Se avete amato Rai vol. 3: L’Orfano, l’acquisto di questi due volumi è obbligatorio per meglio comprendere le ragioni dietro alla ribellione del protettore del Giappone. Se invece ancora non avete provato questa serie Valiant, edita da Star Comics, è arrivato il momento di rimediare.